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                      Spesa online in Usa: entro il 2028 varrà oltre 450 miliardi

                      Amazon Prime

                      Le vendite online

                      Le vendite online di generi alimentari raggiungeranno i 452 miliardi di dollari entro il 2028, trainate dalla crescita dell’omnicanalità. Già nel 2025 l’e-commerce ha generato il 72% dell’aumento complessivo del settore. Oggi, sempre più, fare la spesa non significa dover scegliere tra negozio fisico e online, bensì utilizzare un mix di entrambi, nel segno dell’omnicanalità

                      Di Massimiliano Lollis

                      Spesa online

                      Si stima che le vendite online alimentari supereranno i 450 miliardi di dollari entro il 2028.

                      Le vendite online nel campo del grocery sono una realtà consolidata in Usa, e non solo. Nel Paese a stelle e strisce gli esperti prevedono che le vendite raggiungeranno i 452 miliardi di dollari entro il 2028. A metterlo nero su bianco è l’ultimo report realizzato da NielsenIQ in collaborazione con FMI, l’associazione dell’industria alimentare Usa, dal titolo Digital Engagement Transforms Grocery Shopping 2026.

                      Le vendite online di alimentari, si legge nel report, sono aumentate di quasi il 19% nel 2025, contribuendo a circa il 75% della crescita totale del valore. Nel 2026 si stima che il valore delle vendite online raggiungerà i 363 miliardi di dollari, in aumento del 4% sulle stime precedenti. Per il 2027, le vendite sono invece attese a 407 miliardi di dollari, circa il 5% in più rispetto alle stime formulate un anno fa. A confronto, le vendite nei negozi fisici cresceranno a un ritmo molto più contenuto, con un tasso annuo composto dello 0,62% nel periodo 2026-2028.

                      Tra i principali risultati dell’indagine c’è una profonda consapevolezza: oggi, sempre più, fare la spesa non significa dover scegliere tra negozio fisico e online, bensì utilizzare un mix di entrambi. La formula vincente, per i retailer di oggi e domani, sta proprio nell’omnicanalità. 

                      In effetti, come certifica il report, il 94% dei consumatori si può considerare oramai pienamente omnicanale. La maggior parte delle grandi catene ha investito in app che integrano programmi fedeltà e sconti; inoltre, quasi tre quarti dei clienti con smartphone dichiarano di utilizzare coupon digitali e consultare le promozioni settimanali.

                      Come riporta il portale Grocery Dive in un pezzo dedicato allo studio, non sono però poche le sfide che i retailer del grocery si trovano a dover affrontare per poter garantire la redditività dell’online. Prima di tutto, la crescita più rapida delle consegne a domicilio e delle spedizioni, spesso gestite da intermediari, riduce la possibilità di differenziarsi e aumenta i costi rispetto al ritiro in negozio, più efficiente, che però oggi è leggermente meno utilizzato dalla clientela rispetto al 2023.

                      La crescita delle vendite online (da The Grocery Dive).

                      La crescita delle vendite online grocery in Usa (da The Grocery Dive).

                      La velocità nelle consegne rapide, inoltre, è sempre più apprezzata dai consumatori, il che finisce però inevitabilmente per favorire pochi player giganti come Walmart e Amazon, che hanno la “potenza di fuoco” per investire massicciamente nella logistica, e che quindi continuano a guadagnare quota a discapito dei retailer tradizionali, anche grazie allo sviluppo di servizi come le consegne in giornata.

                      Un altro limite nell’online è rappresentato dal basso valore a carrello. Se per il cliente, infatti, spesso è comodo fare piccoli acquisti separatamente, il processo risulta per questo meno profittevole per i retailer: secondo lo studio, se nel 2025 il 39% delle visite in-store ha garantito vendite per carrello di almeno 12 referenze, solamente il 16% delle vendite online ha ottenuto simili performance. 

                      Si tratta di sfide, per l’appunto, che i retailer potranno superare puntando su tecnologia e innovazione: dalle tecnologie di checkout alle iniziative pubblicitarie mirate, fino ai più recenti sviluppi nel campo dell’intelligenza artificiale, nel segno di un’offerta sempre più personalizzata sul consumatore.

                      “L’e-commerce – afferma in un comunicato Jack O’Leary, direttore degli insight strategici sull’ecommerce per NIQ – è destinato a una crescita significativa. Con le vendite online di generi alimentari in aumento a un tasso annuo previsto dell’11,6% fino al 2028 e già pari a circa un quinto della spesa totale, il successo dipende ora da quanto bene i retailer riusciranno a integrare esperienze digitali e fisiche in un unico percorso coerente”.

                      Il rapporto rileva, inoltre, che senza l’e-commerce, molte categorie grocery registrerebbero vendite stabili o in calo, rafforzando il ruolo del digitale come leva competitiva piuttosto che come un semplice accessorio. “Lo shopping omnicanale – afferma Steve Markenson, vicepresidente ricerca e insight di FMI – è ormai la norma per la maggior parte delle famiglie. Nel 2025, quasi il 94% dei clienti grocery ha acquistato sia online sia in negozio, combinando scoperta digitale, modalità di consegna e visite in store in base a esigenze, tempi e convenienza”.

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