Dalla Romagna parte il nuovo corso di Spettacoli alla Frutta: i tre asset
Dal primo Fuorisalone dell’Ortofrutta ai dati raccolti in Gdo dal totem interattivo ALDO, fino alla collaborazione con AlmaCube per coinvolgere le nuove generazioni: il terzo Simposio di Spettacoli alla Frutta, ospitato tra Cesenatico e le colline cesenati, segna il passaggio dalla visione all’azione e apre una nuova fase progettuale. Con una promessa: lasciare il segno
di Carlotta Benini
Prima il Mantovano, nelle terre dei Gonzaga, culla del melone Igp e dell’anguria premium. Poi la tappa autunnale nel cuore delle Dolomiti, a Cles, dentro il mondo Melinda alla scoperta della Funivia delle mele. Oggi, invece, Spettacoli alla Frutta è approdato in Romagna, tra il mare Adriatico e le colline cesenati di carducciana memoria, in un paesaggio di filari, frutteti e poderi dove l’agricoltura si intreccia con il racconto del territorio. Il terzo Simposio di SAF – il primo del 2026, si è svolto il 18 e 19 maggio tra Cesenatico e Cesena, coinvolgendo le 16 aziende che oggi fanno parte dell’ATI e trovando in Apofruit e Jingold le due realtà del territorio protagoniste della due giorni.
Una due giorni che ha segnato un passaggio importante per il progetto: se negli anni SAF ha lavorato per rendere l’ortofrutta più spettacolare, coinvolgente e contemporanea, oggi quella visione si trasforma in una fase concreta e operativa, fatta di iniziative, strumenti e appuntamenti che mirano a “lasciare il segno”.
Un Fuorisalone dell’Ortofrutta “memorabile”
La principale novità 2026 è il lancio del primo Fuorisalone dell’Ortofrutta, promosso da SAF e in programma il 12 gennaio 2027 a Bologna, alla vigilia della fiera Marca. Un evento su invito, dedicato alla filiera ortofrutticola, al retail, agli stakeholder e alla stampa, pensato per creare uno spazio nuovo di relazione e racconto attorno al reparto ortofrutta. Una sorta di “evento zero”, come lo ha definito Claudia Iannarella, responsabile marketing di Valfrutta Fresco e referente SAF per il progetto. “Spettacoli alla Frutta in questi anni ci ha fatto ballare con i consumatori, ci ha fatto cantare, riflettere, teatralizzare i nostri prodotti. Oggi vogliamo fare un passo ulteriore: lasciare un segno e restare nella memoria”, ha spiegato.
L’evento, ancora in fase di definizione per quanto riguarda location, naming e partner artistico, nascerà infatti con l’obiettivo di costruire un’esperienza memorabile, capace di mettere in scena l’ortofrutta con linguaggi differenti rispetto a quelli tradizionali del settore. Non un semplice networking serale, ma un appuntamento identitario e narrativo, che SAF immagina come futuro punto di riferimento annuale alla vigilia di Marca.
ALDO: i primi dati sull’assistente virtuale del reparto ortofrutta
Il secondo progetto entrato nel vivo operativo è ALDO, l’assistente virtuale del reparto ortofrutta sviluppato da SAF e già installato in sei punti vendita della Gdo italiana, da nord a sud. Nel primo mese di test – con dati aggiornati al 12 maggio – i sensori installati nei punti vendita hanno rilevato oltre 49 mila passaggi nelle vicinanze dei totem, con quasi 7 mila persone che si sono fermate o hanno rivolto lo sguardo verso lo schermo per più di un secondo e mezzo. Il tasso di attenzione si attesta al 13,8%, con una permanenza media di circa 6 secondi. La proporzione tra le persone transitate e quelle che si sono fermate risulta superiore alla media (+2,8%), evidenziando una buona capacità dell’attivazione di catturare l’attenzione.
Da questi primi dati preliminari e in work in progress – presentati da Ivan Agatiello (marketing Op Primo Sole) e Angelica Batani (marketing Almaverde Bio), componenti del comitato SAF incaricati di seguire l’evoluzione dell’iniziativa – emerge anche un primo profilo degli utenti: il gruppo più presente è quello delle donne under 25, mentre le richieste rivolte ad ALDO riguardano soprattutto idee per pranzo, cena e aperitivo, utilizzo dei prodotti di stagione, proprietà nutrizionali di frutta e verdura e consigli legati all’alimentazione.
Ma il progetto sta evolvendo anche fuori dal punto vendita. ALDO, infatti, è oggi utilizzabile anche come assistente virtuale domestico: una piattaforma conversazionale dedicata all’ortofrutta, capace di rispondere a domande sempre più precise e approfondite, accompagnando il consumatore anche a casa e non soltanto davanti allo scaffale.
Con AlmaCube i giovani diventano co-autori del futuro del reparto
Il terzo grande progetto SAF 2026 nasce invece dalla collaborazione con AlmaCube, hub dell’innovazione dell’Università di Bologna e di Confindustria Emilia Area Centro. L’idea di fondo è portare la voce dei giovani dentro una filiera che sente sempre più il bisogno di nuovi linguaggi e nuove chiavi narrative per dialogare con il consumatore contemporaneo.
Come trasformare il consumo di ortofrutta in una scelta desiderata e non soltanto necessaria? Come renderla parte dello stile di vita quotidiano? E come trasformarla da semplice prodotto sano a scelta sana e cool? “Sono queste le tre domande alla base della challenge sviluppata insieme agli studenti universitari”, hanno spiegato Gianluca Casadio (responsabile marketing Apofruit) ed Eva Moncada (Op Moncada), membri del board di SAF e referenti del progetto, che coinvolgerà team multidisciplinari “chiamati a lavorare su insight, barriere e opportunità legate al rapporto tra nuove generazioni e ortofrutta, utilizzando metodologie di design thinking e innovazione aperta”.
L’idea di fondo è che i giovani non debbano essere semplicemente destinatari della comunicazione, ma veri co-autori di nuovi codici e nuovi modi di raccontare l’ortofrutta. “Questo servirà ad osservare il reparto con uno sguardo nuovo, senza sovra strutture”. I progetti finali saranno presentati durante il Fuorisalone dell’Ortofrutta alla vigilia di Marca 2027.
Jingold e il successo dello shop online
Ad ospitare il simposio romagnolo di SAF sono state due realtà dell’Ati: Jingold e Apofruit.
Jingold, nata a Cesena 25 anni fa con il suo kiwi giallo – il “frutto d’oro” oggi presente sulle tavole di tutto il mondo – ha presentato ai partecipanti il proprio e-commerce, primo shop online nazionale dedicato esclusivamente a questo frutto.
L’azienda pioniera del biodinamico
Il momento più immersivo del simposio si è però svolto sulle colline del Cesenate, dove Apofruit ha accompagnato i partecipanti all’interno dell’azienda agricola Biondi Giulio, pioniera del biodinamico. Qui, tra filari e pendii che guardano la Romagna, Massimo Biondi – terza generazione alla guida dell’azienda fondata dal nonno – ha raccontato il percorso che, nel 2000, lo ha portato a convertire l’azienda familiare a questo metodo di coltivazione che va oltre il biologico, considerando i terreni agricoli come un organismo vivente influenzato dai cicli cosmici e lunari. “Dopo essere stato costretto ad abbandonare la carriera da vigile del fuoco, cercavo una strada per rilanciare l’azienda di mio padre. Il biodinamico mi ha dato le risposte che cercavo”, ha spiegato.
Oggi la Biondi Giulio coltiva 30 ettari di frutteti biodinamici tra Lizzano – frazione di Cesena nota per Villa Silvia, residenza settecentesca dove soggiornò più volte il poeta Giosuè Carducci – e la valle del Rio Marano, producendo praticamente tutte le specie frutticole eccetto mele e kiwi. Biondi è stato inoltre il primo produttore a introdurre il biodinamico dentro Apofruit, certificandosi autonomamente Demeter e formando negli anni decine di aziende biologiche del circuito Almaverde Bio.
Il racconto di Biondi ha avuto un taglio molto tecnico e concreto: al centro, soprattutto, il lavoro sul terreno e sul sovescio, pratica fondamentale per aumentare fertilità e sostanza organica. “Oggi i nostri terreni hanno una media del 3% di sostanza organica”, ha spiegato.
Durante la visita in azienda, un particolare focus è stato dedicato ciliegie biodinamiche della famiglia Sweet, coltivate su circa 0,8 ettari aziendali, con raccolte scalari che partono dalla precoce Aryana dopo il 20 maggio, proseguono con Lorenz e Gabriel e si concludono nei primi giorni di giugno con Saretta. Dal punto di vista economico, Biondi ha sottolineato come il biodinamico possa garantire anche una buona remuneratività per il produttore: “Negli ultimi anni sulle ciliegie abbiamo ottenuto prezzi medi tra gli 8 e i 9 euro al chilo”.
Un’ospite a sorpresa
I saluti finali del simposio si sono svolti sempre sulle colline tra Lizzano e San Vittore, in un’atmosfera autenticamente romagnola, tra vigneti e uliveti, merenda contadina e una cheesecake alle ciliegie preparata dal vivo da Erica Liverani, vincitrice di Masterchef 5 e food creator – nota come @Ericamorefantasia – che da tre anni collabora con Apofruit come ambassador sui social di Solarelli, il brand premium della cooperativa.
Prossima tappa: Sicilia
Ed è stato proprio in questa Romagna soleggiata, genuina e ospitale che SAF ha annunciato anche la prossima tappa del proprio viaggio. Ad annunciarlo è stata Sara Menin (direttrice marketing e comunicazione de L’Insalata dell’Orto): “il Simposio d’autunno 2026 si terrà il 27 e 28 ottobre in Sicilia, saremo ospiti delle tre Op isolane che fanno parte di SAF: La Deliziosa, Moncada e Ioppì”.
Un nuovo territorio simbolo dell’ortofrutta italiana pronto a diventare, ancora una volta, luogo di confronto, relazioni e nuove idee per il futuro dell’ortofrutta italiana.
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