Addio a Carlo Petrini, muore a 76 anni il fondatore di Slow Food
Carlo Petrini, fondatore di Slow Food
È morto il 21 maggio all’età di 76 anni per malattia Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e Terra Madre. Dalla sua visione è nata anche l’Università di Pollenzo. Nato nel 1949 a Bra, in provincia di Cuneo, dove è morto, Carlo Petrini, Carlin per tutti, è stato gastronomo, giornalista, scrittore e – soprattutto – promotore di un sistema alimentare sostenibile e giusto. Nominato nel 2004 Eroe europeo dalla rivista Time, nel gennaio 2008, il quotidiano britannico The Guardian lo ha inserito, unico italiano, nella lista delle cinquanta persone che potrebbero salvare il mondo.
Di sogni ne ha realizzati parecchi. Da Slow Food, il movimento da lui fondato nel 1986 per promuovere il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti, a Terra Madre, la rete mondiale che riunisce contadini, pastori, pescatori, cuochi, accademici e consumatori per promuove la sovranità alimentare, la biodiversità e un modello di agricoltura sostenibile. Un uomo dall’amore per il bene comune e dalla grande visione, che ora – promette Slow Food – sarà portata avanti dalla sua comunità.
Tra i suoi numerosi traguardi anche la creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, e le Comunità Laudato Sì, una rete di circa 80 realtà territoriali che, raccogliendo persone di ogni fede, accomunate dall’amore per la nostra casa comune, operano in piena sintonia con il messaggio dell’omonima Enciclica di Papa Francesco, la prima che, nella pubblicazione Edizioni San Paolo, ha una prefazione scritta da un laico, Carlo Petrini appunto.
“Se penso a quando non ci sarò più? Sì, ma spero di aver gettato le basi perché il lavoro continui”, diceva al Corriere della Sera in una delle sue ultime interviste Petrini, da tempo malato. Di umili origini, un diploma tecnico e l’università a Trento lasciata quando mancavano quattro esami alla laurea in Sociologia, il fondatore di Slow Food ha viaggiato in tutto il mondo partecipando a conferenze, incontrando le comunità della rete Terra Madre, tenendo lezioni in prestigiose università, ricevendo diverse lauree honoris causa.
Nel 2016 è stato nominato Ambasciatore Speciale FAO per il programma Fame Zero in Europa. Nel 2007 è stato anche tra i 45 membri del comitato promotore del Pd, ma aveva amici anche nel centrodestra come l’ex presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo, che siede nel cda dell’Università di Pollenzo. A poche ore dalla morte Slow Food in una nota stampa promette che “la sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi”.
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