Accordo Ue-Australia: via il 99% dei dazi e spinta anche all’agroalimentare
Via libera all’accordo di libero scambio fra Unione europea e Australia: eliminato oltre il 99% dei dazi e export europeo atteso in forte crescita. L’intesa rafforza l’agroalimentare e apre opportunità anche per l’ortofrutta, con tariffe azzerate su alcune categorie e preparazioni
Dalla Redazione
Dopo anni di negoziati, l’Unione europea e l’Australia chiudono un doppio dossier strategico: da un lato l’adozione del Partenariato per la Sicurezza e la Difesa, dall’altro la conclusione dell’accordo di libero scambio. Il via libera definitivo è arrivato a Canberra, in occasione della missione della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nel corso dell’incontro bilaterale con il primo ministro australiano Anthony Albanese.
Sul piano economico, l’intesa punta a rafforzare in modo significativo gli scambi: le esportazioni europee sono attese in crescita fino al 33% nel prossimo decennio, per un valore che potrebbe raggiungere i 17,7 miliardi di euro annui, come si legge nella nota ufficiale della Commissione Ue. Tra i comparti più coinvolti figurano lattiero-caseario, automotive e chimica, ma anche l’agroalimentare – e, seppur in misura più contenuta, l’ortofrutta – potranno beneficiare dell’abbattimento delle tariffe e di un accesso più agevole al mercato australiano, aprendo nuove opportunità commerciali per le imprese europee.
Agroalimentare: dazi azzerati e nuove opportunità
Il cuore dell’accordo, per il settore primario europeo, è l’eliminazione di oltre il 99% delle tariffe sulle esportazioni verso l’Australia, con un risparmio stimato di circa 1 miliardo di euro l’anno in dazi doganali. Nel 2024 l’Unione europea ha registrato una bilancia commerciale agroalimentare positiva per 2,3 miliardi di euro, segnale di un rapporto già solido e destinato a rafforzarsi ulteriormente con l’entrata in vigore dell’intesa.
L’accordo, come si legge nelle specifiche della Commissione Ue, prevede l’azzeramento progressivo o immediato delle tariffe su prodotti chiave dell’export europeo: formaggi (entro oltre 3 anni), vino e spumante (dal primo giorno), prodotti ortofrutticoli, comprese preparazioni e succhi (dal primo giorno), cioccolato, dolciumi e gelati (dal primo giorno), numerosi prodotti agricoli trasformati (dal primo giorno).
Parallelamente, vengono tutelati i comparti agricoli più sensibili dell’Ue – come carne bovina, ovina, zucchero e riso – attraverso quote tariffarie e meccanismi di salvaguardia attivabili in caso di squilibri di mercato.
Focus ortofrutta: accesso più semplice al mercato australiano
Per l’ortofrutta europea, l’accordo introduce condizioni più favorevoli di accesso al mercato australiano, grazie all’eliminazione dei dazi su alcune categorie di prodotto e sulle relative preparazioni, a partire dall’entrata in vigore dell’intesa. In un contesto già caratterizzato da una bilancia commerciale positiva, l’intesa potrà quindi rafforzare la competitività delle imprese europee, soprattutto per i prodotti trasformati e a maggiore valore aggiunto. Si tratta di un’opportunità che, pur rappresentando una quota più limitata rispetto ad altri comparti, si inserisce in una strategia più ampia di diversificazione dei mercati di sbocco.
Indicazioni geografiche: tutela del valore europeo
Un capitolo rilevante riguarda la protezione delle indicazioni geografiche. L’accordo prevede la tutela di 165 Ig agroalimentari e 231 Ig di bevande alcoliche europee, oltre a un sistema aggiornato per le denominazioni del vino.
Si tratta di un elemento centrale per difendere il valore delle produzioni europee sui mercati internazionali e contrastare fenomeni di imitazione.
Coldiretti: “opportunità sì, ma attenzione alle tutele”
Secondo Coldiretti, l’intesa può rappresentare una spinta importante per l’export agroalimentare italiano, grazie all’azzeramento dei dazi su prodotti strategici come vino, formaggi, ortaggi trasformati e dolci. I dati confermano una bilancia commerciale già favorevole: l’Italia esporta in Australia prodotti agroalimentari per 896 milioni di euro, contro importazioni pari a 81 milioni. Tra i principali prodotti esportati figurano conserve di pomodoro (109 milioni), dolci (93 milioni), formaggi e latticini (77 milioni), pasta (75 milioni) e vino (71 milioni).
Coldiretti sottolinea però la necessità di rafforzare la tutela delle eccellenze Made in Italy e di garantire meccanismi di salvaguardia efficaci e rapidi per proteggere gli allevamenti nazionali. Restano infatti criticità legate all’uso di denominazioni come “parmesan” e alla gestione di alcune indicazioni geografiche.
Sostenibilità e prossimi passi
L’accordo integra impegni vincolanti in materia di sostenibilità, con riferimento a clima, ambiente, diritti dei lavoratori e sistemi alimentari sostenibili. Allo stesso tempo, rafforza l’accesso dell’Ue alle materie prime critiche australiane – come litio e manganese – contribuendo a rendere più resilienti le catene di approvvigionamento europee in un contesto internazionale sempre più instabile.
Dopo la conclusione dei negoziati, il testo dell’accordo seguirà l’iter istituzionale europeo: pubblicazione, approvazione del Consiglio e consenso del Parlamento europeo. Solo dopo la ratifica da entrambe le parti l’intesa potrà entrare in vigore.
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