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                      Accordo Ue-Mercosur, via libera dopo 25 anni: decisivo il sì dell’Italia

                      Dopo 25 anni di negoziati l’Unione europea approva l’accordo di libero scambio con il Mercosur, creando la più grande area commerciale al mondo. Decisivo il voto favorevole dell’Italia, nonostante l’opposizione di alcuni Paesi. Al centro del dibattito le salvaguardie per l’agroalimentare europeo e le reazioni critiche delle organizzazioni agricole

                      Dalla Redazione

                      Accordo UE-Mercosur

                      Dopo 25 anni di negoziati, l’Unione europea ha dato il via libera all’accordo di libero scambio con il Mercosur, il mercato comune sudamericano che riunisce Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay e Uruguay. L’intesa punta a creare la più grande area di libero scambio al mondo, coinvolgendo circa 700 milioni di cittadini, e a rafforzare le relazioni economiche e politiche tra le due sponde dell’Atlantico. Un passaggio che Bruxelles legge anche come una vittoria geopolitica, in un contesto segnato dalla crescente influenza della Cina in America Latina.

                      Il voto clou dell’Italia

                      Il sì è arrivato con un voto a maggioranza qualificata degli ambasciatori dei 27 Stati membri, nonostante l’opposizione di alcuni Paesi. A esprimersi contro l’accordo sono stati Francia, Ungheria, Irlanda, Polonia e Austria. Il Belgio si è invece astenuto, mentre l’Italia ha votato a favore, ritenendo adeguate le garanzie introdotte a tutela dell’agricoltura europea, come riporta AdnKronos. Il fronte dei contrari non ha dunque raggiunto il peso necessario per impedire l’adozione dell’intesa, che richiede il sostegno di almeno 15 Stati membri rappresentativi di almeno il 65% della popolazione dell’Unione europea, soglia raggiunta anche grazie al voto favorevole del nostro Paese.

                      Dopo l’ok degli ambasciatori, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dovrebbe firmare formalmente l’accordo lunedì 12 gennaio in Paraguay, Paese che detiene la presidenza di turno del Mercosur. “La decisione odierna del Consiglio di sostenere l’accordo Ue-Mercosur è storica – ha dichiarato von der Leyen -. L’Europa sta inviando un segnale forte. Siamo seriamente intenzionati a creare crescita, posti di lavoro e a garantire gli interessi dei consumatori e delle imprese europee”.

                      Si apre così una nuova fase per gli scambi commerciali tra Ue e Mercosur e, in parallelo, si raccende il dibattito su cosa cambia, in concreto, per il settore agroalimentare europeo.

                      Salvaguardie a tutela dell’agroalimentare europeo

                      Contestualmente al via libera politico all’accordo, sono state approvate anche le misure di salvaguardia negoziate a dicembre, che dovranno ora essere confermate dal Parlamento europeo in sessione plenaria. Si tratta di strumenti pensati per proteggere il settore agroalimentare europeo qualora l’apertura del mercato ai Paesi del Mercosur dovesse generare squilibri significativi in alcuni prodotti agricoli considerati sensibili, come pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero.

                      In concreto, il nuovo meccanismo definisce soglie quantitative precise oltre le quali la Commissione europea potrà intervenire. Se, in un periodo di tre anni, le importazioni di uno di questi prodotti dovessero aumentare in media del 5% e, contemporaneamente, i prezzi scendere della stessa percentuale, Bruxelles potrà avviare un’indagine e, se necessario, attivare misure correttive. Le soglie, inizialmente proposte al 10% e poi all’8%, sono state ridotte al 5% su richiesta del Parlamento europeo e con il sostegno dell’Italia, rendendo il sistema di tutela più rapido e incisivo.

                      Le posizioni del Governo italiano

                      Commentando il via libera, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito di non aver mai avuto una preclusione ideologica nei confronti dell’accordo UE-Mercosur, sottolineando come il sostegno dell’Italia sia legato alla presenza di garanzie sufficienti per la tutela degli agricoltori, come riporta AdnKronos. Meloni ha evidenziato la necessità di valorizzare le potenzialità dell’intesa senza penalizzare le eccellenze produttive nazionali, parlando di un equilibrio ritenuto sostenibile.

                      Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che vede nell’intesa un’importante opportunità per le imprese italiane e un volano per la crescita dell’export, con l’obiettivo di raggiungere i 700 miliardi di euro.

                      ll ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha rivendicato il lavoro svolto dall’Italia nel negoziato, sottolineando l’abbassamento della soglia del meccanismo di salvaguardia dall’8% al 5% e il rafforzamento dei controlli sulle merci in ingresso nell’Unione europea. Secondo Lollobrigida, il nuovo assetto garantirà agli agricoltori strumenti di tutela più efficaci in caso di perturbazioni dei prezzi e un’applicazione concreta del principio di reciprocità, anche grazie al fondo da 6,3 miliardi di euro e alle misure su dazi e costi dei fertilizzanti previste dal regolamento Cbam.

                      protesta trattori milano

                      La protesta degli agricoltori a Milano il 9 gennaio (foto Rai News)

                      Le reazioni contrarie delle organizzazioni agricole

                      Sul fronte agricolo, il via libera all’accordo non convince le principali organizzazioni di rappresentanza e ha innescato anche mobilitazioni di piazza.
                      Critica la posizione di Coldiretti, che riconosce il miglioramento delle clausole di salvaguardia con la soglia al 5%, ma giudica insufficienti le garanzie sulla reciprocità e sui controlli. L’organizzazione chiede regole vincolanti che impediscano l’ingresso nell’Ue di prodotti ottenuti con sostanze vietate e annuncia la prosecuzione della mobilitazione, con una nuova iniziativa a Strasburgo il 20 gennaio.Più prudente Cia-Agricoltori Italiani, che valuta positivamente la soglia al 5% ma lega il proprio sì a controlli rafforzati e a una reale parità di regole. Per Cia resta centrale garantire standard produttivi e sanitari equivalenti, soprattutto per i comparti più sensibili, a tutela di agricoltori, mercato interno e salute dei cittadini europei.

                      Agricoltori in protesta

                      L’accordo ha però acceso anche la protesta degli agricoltori, in Italia e anche in Europa: oggi oltre un centinaio di trattori hanno sfilato a Milano, bloccando la zona della stazione Centrale e raggiungendo il Pirellone, sede del Consiglio regionale lombardo, per contestare un’intesa ritenuta penalizzante per il settore primario, come riporta Rai News. Una mobilitazione che si inserisce in un fronte di proteste più ampio, attivo anche in Francia, contro un accordo accusato di favorire la speculazione e di non garantire prezzi equi, controlli efficaci e maggiore trasparenza per produttori e consumatori.

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