Carrefour-act-for-food-dimprima-2018

Act for Food, Carrefour dopo il pollo porta la blockchain anche su limoni e arance


Prendete lo smartphone, inquadrate il QR code e scoprite tutte le informazioni che riguardano quella rete di limoni o arance. Dove sono stati prodotti i frutti, che trattamenti hanno subito, quando sono stati raccolti, dove sono stati confezionati. Sono solo alcune delle informazioni che saranno disponibili tra dicembre e gennaio nei punti vendita Carrefour grazie alla tecnologia blockchain applicata a limoni e arance a marchio Filiera Qualità, già interessati dal progetto di salvaguardia delle api. Ce ne parla Giovanni Panzeri, direttore MDD di Carrefour Italia. Il retailer ha da poco lanciato a livello globale la sua campagna “Act for Food”. E dopo gli agrumi, sarà la volta dei pomodori

 

di Eugenio Felice

 

Carrefour-act-for-food-dimprima-2018

Filiera Qualità Carrefour – Act For Food – Salone Carrefour 2018 (Copyright: Fm)

Dopo il pollo super tracciato e documentato nel suo percorso dall’allevamento al punto vendita, percorso consultabile dal consumatore finale via smartphone, sarà la volta delle arance e dei limoni, come ci ha confermato Giovanni Panzeri, direttore MDD – marca del distributore – di Carrefour Italia: “Stiamo implementando la blockchain per le filiere delle arance e dei limoni a marchio Filiera Qualità Carrefour. Abbiamo coinvolto una decina di produttori siciliani. Saremo pronti tra dicembre e gennaio, dipende da come andranno i prossimi mesi a livello climatico, perché prendiamo sotto questo marchio solo i frutti nella loro massima stagionalità, quando possono dare le maggiori garanzie al consumatore in termini di gusto, colore e pezzatura”.

 

“Nella blockchain – spiega il responsabile Carrefour Italia – finiscono in modo dinamico tutta una serie di informazioni che inseriscono giornalmente gli operatori della filiera, a partire proprio dal produttore. Con questa tecnologia digitale verremo a sapere in tempo reale come sta intervenendo il produttore sui terreni, sulle piante e sull’ambiente circostante. Sapremo quali trattamenti subiscono i frutti, quando vengono raccolti e cosa succede fino ai nostri punti vendita. Il consumatore finale potrà quindi avere accesso a una parte di queste informazioni, quelle rilevanti per lui, leggendo il QR code che sarà presente sulle confezioni dei prodotti. Con la blockchain il produttore traccia e condivide con noi digitalmente giorno dopo giorno il suo lavoro”.

 

Proprio con le filiere agrumi, peraltro, Carrefour Italia è partita nel 2017 con il progetto per salvaguardare le api nelle zone di produzione, consapevole della loro importanza per l’impollinazione di molte colture agricole, orticole e frutticole. Mettendo in pratica lo slogan Act for Food: azioni concrete per mangiare meglio, il gruppo distributivo ha deciso di mettere intorno a un tavolo i produttori Filiera Qualità e il CREA, il principale ente di ricerca scientifico italiano per le filiere agroalimentari. Con loro sono state analizzate le pratiche agricole attualmente seguite e, tenendo conto delle esigenze e dei contributi di ognuno, sono state strutturate nuove strategie e metodiche volte a tutelare le api e il loro habitat: eliminazione delle sostanze chimiche più nocive, sospensione dei trattamenti durante le fioriture, creazione di spazi per favorire l’insediamento delle api.

 

“La risposta dei produttori coinvolti – ha sottolineato Giovanni Panzeri – inizialmente proprio quelli degli agrumi, è stata entusiasta e sta “impollinando” anche i coltivatori di altre colture Filiera Qualità Carrefour. L’obiettivo è contribuire a fermare la moria delle api, proteggere l’ambiente e salvaguardare le eccellenti produzioni orticole e frutticole italiane. Quello delle api è, come la blockchain, uno dei tanti progetti portati avanti da Carrefour per riqualificare il prodotto a marchio – Filiera Qualità, Terre d’Italia e Bio – e definire una linea di prodotti alimentari gustosi, sani, sostenibili e alla portata di tutti, aprendo il cammino verso la transizione alimentare. Il nostro obiettivo è di raggiungere in ortofrutta un terzo dell’offerta con prodotti a marchio Carrefour. Oggi siamo a una quota attorno al 10 per cento”.

 

Copyright: Fruitbook Magazine

 





Non ci sono commenti

Aggiungi il tuo