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            Al via il progetto Fico: Fabbrica Italiana Coltivatori

            Bologna capitale del food italiano. I fondi raccolti su base locale e nazionale – da Caab ed Ernst&Young – oggi pari ad una quota di 34 milioni di euro, insieme agli impegni in corso di formalizzazione, danno la garanzia di arrivare a quota 40 milioni di euro e consentono di partire con lo start up del progetto.

            progetto fico

            Il fund raising prosegue intanto sul piano nazionale e internazionale, dove Fico ha già destato interesse in occasione delle recenti presentazioni in Asia e in Europa. Fico 2015 è un progetto ideato dal Caab con il Comune di Bologna: un’idea che nasce quindi dalla città, per il rilancio di Bologna “capitale” del food italiano, e che ha trovato l’immediata adesione di Eataly. Fabbrica Italiana Contadina si propone di diventare la struttura di riferimento per la divulgazione e la conoscenza dell’agroalimentare italiano, attraverso la ricostruzione delle principali filiere produttive. La Fabbrica Italiana Contadina ospiterà il grande Parco Agro-alimentare con funzione produttivo-espositiva (27.000 mq) e vaste aree di ristorazione (10.600 mtq) e commercializzazione dei prodotti (9.300 mq), più un centro congressi per studio, ricerca e presentazioni (2.000 mq). E’ previsto il coinvolgimento attivo di oltre un centinaio di operatori e un sostegno significativo è già arrivato a Fico da parte delle organizzazioni agricole.

            Gli attuali investitori, ufficialmente annunciati venerdì scorso in occasione di un incontro per presentare il progetto Fico alla città di Bologna, sono i seguenti: Carimonte Holding (Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena); Banca Imi; Cciaa di Bologna; Confartigianato Assimprese di Imola e del territorio bolognese; Coop Adriatica; Coop Reno; Emilbanca, Confcooperative, Poligrafici Printing; Saca; Romagnoli Spa; Cna; Coprobi; Fondo sviluppo, Ascom; Enpaia; Fondazione Carisbo; Giorgio Tabellini; Legacoop; Nute Partecipazioni (Alberto Masotti); Oscar Farinetti; Sgr (Designanda); Unendo Energia; Unindustria Bologna.

            “Sanciamo oggi l’attuazione di Fico Fabbrica Italiana Contadina, ha dichiarato il sindaco di Bologna, Virginio Merola. Siamo di fronte alla prima grande opera di nuova generazione, non solo diamo vita ad un progetto unico a livello nazionale ed internazionale, ma riconvertiamo parte della struttura dell’attuale Caab, senza consumo di territorio, per dedicarla alla Fabbrica Italiana Contadina. Fico avrà una forte attrattività per il turismo, in particolare per i giovani e le famiglie. Sarà un luogo nel quale si potrà comprendere come nasce il cibo italiano, a partire da Bologna e dall’Emilia-Romagna, che interesserà la gastronomia del nostro Paese. Fico vedrà una forte connessione con le attività delle nostra città: culturali, commerciali e di promozione turistica”.

            “Ci è sembrato improcrastinabile puntare sull’idea di un grande parco agro-alimentare che potesse esprimere le eccellenze della produzione nazionale e, al tempo stesso, valorizzare la tradizione e le tipicità del territorio, nell’ottica di un rilancio della città di Bologna per il grande anno del food e di Expo 2015, ha spiegato il presidente del Caab Andrea Segrè. Per questo il progetto Fico è stato portato avanti in tempi rapidissimi e badando bene a non toccare un centesimo di denaro pubblico. Fico troverà collocazione in un’area di eccellenza europea per sostenibilità e innovazione: se il Caab è ormai il più vasto impianto fotovoltaico su tetto in Europa, Bologna è riferimento internazionale per i progetti di recupero degli sprechi legati al cibo, grazie a Last Minute Market e alle campagne di sensibilizzazione avviate in questi anni. Fico troverà dunque un humus prezioso per affiancarsi come tappa complementare ad Expo 2015, giovando al rilancio nazionale oltre che locale sul versante della filiera agro-alimentare e del suo ampio indotto”.

            L’allestimento su 80 mila mq – dei quali 50.000 destinati a funzioni “core” e 30.000 a funzioni integrate e strutture di supporto – prevede la riqualificazione edilizia e funzionale del Caab, per un investimento stimato in 40 milioni di euro, la gran parte dei quali già sottoscritti. Presupposto della riqualificazione è lo spostamento in altre aree di Caab degli operatori del mercato ortofrutticolo, quindi la realizzazione di lavori di adeguamento del complesso immobiliare nel corso del 2014. L’apertura nel 2015 in occasione della fine di EXPO, evento con il quale si condivide il tema di fondo, potrebbe determinare un rilevante supporto nella fase di start-up.

            Fonte: Il Resto del Carlino Bologna