Aldi insegna

Regno Unito, Aldi supera Waitrose e diventa la sesta catena più grande


La catena tedesca ha aumentato le vendite del 16,8% nelle prime dodici settimane dell’anno, raggiungendo una quota di mercato del 5,3%. Merito anche della crescita dei discount: Aldi e Lidl ora comandano in totale una quota del 9% del mercato. Nel 2012 gli stessi due rivenditori avevano rappresentato solo il 5,4% delle vendite di prodotti alimentari. Waitrose scende così al settimo posto, davanti a Lidl

 

Dalla Redazione

 

aldiAldi ha superato Waitrose, diventando la sesta più grande catena di supermercati del Regno Unito per quota di mercato.  Non solo: in un anno ha conquistato 500mila clienti in più. La catena tedesca ha aumentato le vendite del 16,8% nelle prime dodici settimane dell’anno (rilevazioni del 29 marzo). Aldi ha così raggiunto una quota di mercato del 5,3%, rispetto al 5,1% di Waitrose, che è di proprietà della John Lewis Partnership.
E le altre concorrenti anglosassoni? Secondo quanto riferito dalla rivista inglese Mirror, Tesco grazie alla nuova guida Dave Lewis, ha continuato a fare guadagni aumentando le vendite dello 0,3% e totalizzando una quota del 28,4%, mentre Sainsbury’s ha incrementato il fatturato dello 0,2% con una quota di mercato del 16,4%. E ancora, Asda ha visto le sue vendite scendere dell’1,1% (quota di mercato 17,1%), mentre le vendite di Morrisons sono scese dello 0,7% (10,9% la quota).

 

Fraser McKevitt, capo del retail in Kantar Worldpanel, ha detto: “Aldi ha registrato crescita a due cifre delle vendite negli ultimi quattro anni ed è ormai il sesto più grande supermercato della Gran Bretagna con il 5,3% del mercato”. Secondo il manager, la crescita della multinazionale tedesca è stata alimentata da oltre mezzo milione di nuovi clienti che nel 2014 hanno visitato Aldi.

 

Altro grande discount del Paese è Lidl, che ha visto le sue vendite salire del 12,1% raggiungendo una quota di mercato del 3,7%. McKevitt ha aggiunto: “I cosiddetti discount Aldi e Lidl ora comandano in totale una quota del 9% del mercato. Nel 2012 gli stessi due rivenditori hanno rappresentato solo il 5,4% delle vendite di alimentari. In secondo luogo, la quota di 72,8% adottata dagli altri quattro maggiori rivenditori è ora al livello più basso dell’ultimo decennio”.





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