Alì: nuovo hub logistico a Padova, uno dei più grandi del Nord-Est
Il Gruppo Alì ha avviato il cantiere per il nuovo hub logistico in via Svezia a Padova, su un’area di 15 ettari. La struttura diventerà uno dei poli logistici più rilevanti del Nord-Est, con oltre 300 collaboratori a regime. Il progetto prevede anche un bosco urbano con 2.500 piante e invasi per la raccolta delle acque piovane
Dalla Redazione
Il progetto era stato approvato dal consiglio comunale il 27 maggio 2024, al termine di una votazione serrata che aveva messo in luce profonde spaccature interne alla stessa maggioranza. Oggi, a più di un anno di distanza, l’azienda rompe il silenzio con una nota che sancisce ufficialmente l’apertura del cantiere. Il nuovo polo logistico del Gruppo Alì a Padova diventerà realtà. Il grande hub sorgerà in via Svezia, nella frazione di Granze di Camin, in un’area agricola di 15 ettari – grande circa il doppio di Prato della Valle – collocata ai margini della zona industriale di Padova Est. Dopo una lunga fase di dibattito pubblico e politico, l’opera prende finalmente forma e si avvia a diventare uno dei poli logistici più rilevanti della città e dell’intero Nord-Est.
Occupazione e indotto
“Non nascondiamo la soddisfazione di poter aprire, dopo la lunga fase di confronto pubblico e politico, la vera e propria fase di cantiere – si legge in una nota ufficiale del Gruppo Alì, ripresa da Padova Oggi -. Il cantiere garantirà, per almeno tre anni, occupazione per più di venti ditte del territorio e un centinaio di loro dipendenti”.
Una volta ultimata la struttura, saranno più di 300 i collaboratori impiegati stabilmente nel nuovo hub. Il gruppo stima inoltre che l’ampliamento del magazzino porterà un beneficio economico superiore ai 100 milioni di euro, generando un indotto significativo per il territorio padovano.
Interventi ambientali
Parallelamente alla realizzazione delle nuove infrastrutture, Alì ha annunciato opere di compensazione ambientale. È prevista la creazione di “un bosco urbano con oltre 2.500 piante e vegetazione” e la costruzione di “invasi per la raccolta delle acque piovane”. L’obiettivo dichiarato dall’azienda è quello di rispondere ai più alti standard sia dal punto di vista logistico che sotto il profilo della sostenibilità ambientale.
Le polemiche sul consumo di suolo
L’opera non è stata accolta senza contestazioni. Fin dall’inizio, il progetto ha suscitato forti opposizioni da parte di associazioni e comitati civici, che hanno denunciato il sacrificio di un’ampia superficie agricola, parlando di una vera e propria “colata di cemento”. Le polemiche hanno attraversato anche il Consiglio comunale, dove la delibera passò con margini ridotti a causa del voto contrario di alcuni consiglieri di Coalizione Civica, Pd e lista Giordani Sindaco.
Alì e le radici a Padova
Nonostante il clima acceso, l’azienda ha ribadito la volontà di consolidare la propria presenza nella città che ne ha visto la nascita e lo sviluppo. “Abbiamo voluto fortemente investire su Padova – conclude il Gruppo Alì nella nota – perché la nostra azienda è nata e si è sviluppata qui. Qui abbiamo le nostre radici e vogliamo continuare a crescere insieme alla nostra città”.
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