Alluvione: non c’è tregua per l’Emilia Romagna, ma la pioggia travolge anche il Sud
Decine di migliaia di ettari di campi sono sott’acqua e coperti dal fango dopo l’ultima ondata di maltempo che ha investito la Penisola. La situazione più critica si registra ancora una volta in Emilia Romagna: l’alluvione questa volta ha colpito il Bolognese. Secondo le stime di Confagricoltura Bologna sono oltre 2 mila gli ettari di terreni allagati, con colture compromesse e strutture aziendali danneggiate. Ma anche in Lombardia e in Toscana si fa la conta dei danni nei campi. Questa volta le piogge torrenziali si sono riversare anche al Sud, con la Sicilia che, dopo mesi di siccità, non era preparata a gestire precipitazioni così abbondanti: alcune aree orticole di Licata sono state sommerse dall’esondazione del Salso. Criticità anche in Calabria, nel Lamentino, con agrumi sommersi fino alla chioma e danni a serre orticole, vivai, vigneti e uliveti
Dalla Redazione
Decine di migliaia di ettari invasi dall’acqua e dal fango con danni alle produzioni di frutta, ortaggi, mais, barbabietole da zucchero e altri cereali, frutteti e vigneti sradicati, agriturismi, serre, cantine, fabbricati e capannoni invasi dall’acqua, strade rurali franate. È il primo bilancio della nuova ondata di maltempo che i giorni scorsi ha colpito le campagne italiane, secondo il monitoraggio della Coldiretti: anche questa volta la situazione più grave si registra in Emilia Romagna.
Nella Bassa piacentina e nel Reggiano l’acqua ha inondato i terreni appena seminati a cereali e quelli con leguminose e mais ancora da raccogliere. Danni anche ad alcuni fabbricati di aziende agricole. Sono a rischio – rileva Coldiretti – anche importanti estensioni di terreni con la presenza di serre e strutture agricole. Campi allagati anche nel Bolognese, nel Parmense, nel Ferrarese. Migliaia gli ettari interessati, ma il bilancio sembra destinato ad aggravarsi. Molte delle aziende agricole colpite avevano subito danni anche dalle precedenti alluvioni, dalle quali stavano faticosamente cercando di rialzarsi.
Dinanzi a una situazione sempre più grave Coldiretti chiede alle istituzioni, da quelle nazionali a quelle europee, di garantire l’erogazione rapida di aiuti a sostegno delle imprese danneggiate. “È inaccettabile che la burocrazia non riesca a rispondere con la rapidità necessaria per affrontare le emergenze che affliggono i nostri agricoltori”, dice l’associazione.
Alluvione nel Bolognese
Nel territorio bolognese, in particolare, le precipitazioni, che si sono abbattute sui suoli già saturi di acqua per precedenti piogge, hanno raggiunto i 120 mm in montagna, i 170-180 mm in collina e i 50 mm in pianura. Molti corsi d’acqua dell’area metropolitana di Bologna sono inoltre esondati: il Ghironda ad Anzola, il Lavino a Sala Bolognese, il Navile a Bologna, il Savena a Baricella, la Quaderna a Selva Malvezzi, l’Idice a Budrio e ad Argenta, e il Sillaro a Castel Guelfo e nell’imolese. Secondo una prima stima raccolta da Confagricoltura Bologna, oltre 2 mila ettari di terreni sono stati allagati e più di 50 aziende agricole sono state danneggiate pesantemente da questo nuovo alluvione. Alcune di queste risultano ancora isolate, soprattutto nelle aree collinari, a causa dell’impraticabilità delle strade dovuta a frane e smottamenti.
Confagricoltura Bologna ritiene che sia necessario “riformare profondamente il modo di prevenire e gestire questi disastri naturali, troppo ancorato a modelli del passato e non adatti al presente”. “Prima di tutto, è indispensabile identificare con chiarezza chi deve intervenire su cosa – dichiara il presidente di Confagricoltura Bologna Davide Venturi -: efficientare la manutenzione e la tutela del territorio, garantendo sicurezza ai cittadini e alle imprese che investono nelle loro attività, è prioritario. Riteniamo fondamentale risarcire anche le aree montane e collinari, spesso trascurate e che, dopo questa alluvione, rischiano un ulteriore abbandono a causa di una viabilità compromessa per via di frane e smottamenti. Serve un piano operativo rapido e concreto per rilanciare questi territori”.
In Lombardia a rischio riso e mais
L’ultima ondata di maltempo ha causato seri problemi anche in Lombardia, dove i nubifragi hanno di fatto paralizzato le attività di raccolta di riso, mais e soia, con i campi ridotti a paludi. Seminate in ritardo a causa delle piogge primaverili, su queste coltivazioni ora si temono cali produttivi al momento stimati tra il 20% e il 30% in meno rispetto ad annate normali. Ma il rischio potrebbe essere anche quello di perdere completamente la produzione rimasta in campo, se le condizioni meteo sfavorevoli dovesse perdurare ancora.
Ortaggi distrutti in Toscana
In Toscana si contano i danni. In Toscana, invece, va avanti la conta dei danni dopo che migliaia di ettari di campi sono stati sommersi da acqua e fango tra Livorno, Grosseto e Pisa in seguito all’esondazione di fiumi e canali, tra cui il Cornia, lo Sterza ed il Cecina. Pesantissimi i contraccolpi per le coltivazioni e le strutture con ortaggi andati completamente distrutti, olivi e vigneti sradicati e recinzioni spazzate via dalla violenza dell’acqua e del fango fuoriuscita da canali e fossi.
Dopo la siccità, Sicilia colpita dalle piogge torrenziali
Il maltempo ha colpito anche le regioni del Sud, attanagliato per mesi dalla morsa della siccità. I fenomeni più intensi si sono verificati in Sicilia. A Licata, nell’Agrigentino, il fiume Salso è esondato in più punti, come riporta il servizio Rai Tgr Sicilia: l’area interessata dall’alluvione è storicamente vocata a orticole. Da una prima stima, i terreni alluvionati si estendono per almeno 2 km quadrati: in quest’area carciofi in pieno campo, zucchine e peperoni in tunnel e sotto serra sono stati sommersi dal fango.
A Catania la forza dell’acqua ha fatto allagare le strade. L’acqua è caduta copiosa anche in alcuni paesi dell’Ennese e del Nisseno, dove ha raggiunto in alcuni punti anche 150 millimetri, e dove ci sono stati interventi di messa in sicurezza di strade invase da fango, massi e detriti. Danni più contenuti nel Palermitano e nel Trapanese.
Agrumi sommersi fino alla chioma in Calabria
Anche la Calabria nel weekend appena trascorso è stata colpita da piogge torrenziali, che hanno causato problemi in particolare nel Lamentino, con centinaia di ettari invasi dall’acqua e dal fango e gravi danni alle produzioni. “I campi sono stati letteralmente invasi dall’acqua, con il livello che è salito fino alla chioma degli agrumi”, riporta Coldiretti Calabria. Gli oliveti, benché preservati dalle chiome alte, vedranno ritardata la raccolta a causa dei terreni impantanati che impediscono l’uso di mezzi meccanici. Si registrano anche importanti danni alle strutture serricole e alle coltivazioni ortive, con perdite fino al 100% nelle zone più colpite. A complicare il quadro sono stati anche gli smottamenti verificatisi nelle zone a ridosso della piana lametina, particolarmente nei comuni di Pianopoli, Maida, Nocera Terinese, San Pietro a Maida e Curinga, dove le coltivazioni terrazzate di vigneti e oliveti hanno subito gravi danni.
Pioggia provvidenziale?
“Purtroppo la pioggia era attesa, ma non ci siamo fatti trovare pronti alle piogge. Come Confagricoltura avevamo lanciato l’allarme e non vedevamo sfangamenti di dighe, pulizia dei canali e pulizia degli argini ed è bastata una pioggia come quella di questa notte (notte tra il 19 e 20 ottobre, ndr) per creare disagi – dice Rosario Marchese Aragona, presidente di Confagricoltura Sicilia, come riporta Canicattì Web – e dire che la desideravamo da tempo. Dovevamo essere più pronti”. “Se quest’acqua venisse invasata i danni sarebbero limitati – continua -. Penso alle dighe non collaudate come la diga di Gibbesi di Sommatino che ha le paratie aperte e altre dighe che non sono entrate in servizio. Il mio lago, nella mia azienda, grazie a queste piogge si è riempito a metà. Noi aspettavamo l’acqua ed eravamo pronti ad accoglierla. Abbiamo pulito i canali e l’acqua è arrivata. Io mi chiedo se il pubblico fosse realmente pronto come il privato ad accogliere l’acqua”.
Il presidente di Confagricoltura Sicilia pensa ai tanti agricoltori che hanno avuto danni. “Solidarietà ai nostri colleghi che hanno avuto danni – aggiunge il presidente – ancora non c’è una stima, ma forse qualcosa si poteva evitare. Ogni volta che piove a Licata si allaga. La pioggia è stata intensa. Purtroppo ormai dobbiamo fare i conti con i cambiamenti climatici. Dobbiamo prendere atto di una nuova situazione che dobbiamo provare in tutti i modi a fronteggiare”.
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