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            Alma Seges festeggia 15 anni e punta a crescere con la dieta mediterranea

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            All’ultima edizione di Fruit Logistica l’OP che conta quasi 200 soci e ha sede a Eboli, in Campania, ha festeggiato i 15 anni di attività con un convegno sul tema della sana alimentazione cui hanno partecipato importanti rappresentanti sia del mondo della politica che della produzione e della tutela dell’ambiente. Il presidente di Alma Seges, Aristide Valente, ha dichiarato: “La dieta mediterranea ha un basso impatto ambientale rispetto ad altre diete e nasce nel Cilento: deve diventare patrimonio italiano”. Guarda il video!

             

            Dalla Redazione

             

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            Lo stand di Alma Seges a Fruit Logistica 2016 con la grande piramide alimentare focalizzata sulla dieta mediterranea

            Quindici anni di attività nell’ortofrutta, quasi 200 produttori associati in Campania e Puglia soprattutto, l’intenzione di crescere sui mercati puntando sulla dieta mediterranea, studiata in tutto il mondo per i suoi benefici sulla salute e considerata un elisir di lunga vita e nata proprio nel Cilento, in provincia di Salerno, dove ha sede anche Alma Seges, l’OP presieduta da Aristide Valente, che si è presentata alla recente edizione di Fruit Logistica in grande stile (come nelle precedenti edizioni del resto), con uno stand originale realizzato da Zeugma Srl di Firenze e un  convegno proprio sulla dieta mediterranea che ha suscitato notevole interesse e ottenuto presenze qualificate, tra cui il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo, il direttore generale per le Politiche agricole e forestali della Regione Campania Filippo Diasco e il presidente di Confagricoltura Mario Guidi.

             

             

            “Rappresentiamo una terra che esprime bellezza e produzioni di qualità“, ha dichiarato Aristide Valente, presidente di Alma Seges. “Abbiamo reagito alla Terra dei Fuochi stringendo un’alleanza con Legambiente perché remiamo nella stessa direzione, vogliamo la stessa cosa, esaltare l’ambiente, il turismo, i prodotti della nostra terra. Con la scusa della provenienza poi i nostri prodotti sono super controllati”. “La dieta mediterranea nel mondo – ha sottolineato l’ambasciatore Francesco Caruso – ha un giro d’affari di 60 miliardi l’anno ma per meno del 20% è rappresentata da prodotti mediterranei. C’è dunque uno spazio di crescita enorme che le aziende possono fare solo con l’aiuto delle istituzioni”. Durante il convegno si è parlato anche di grande distribuzione italiana: l’invito è a non parlare al consumatore di prezzi ma di territori, valori e sapori. “Il rapporto con la GDO – si è detto – resta un nodo irrisolto nel nostro Paese”.

             

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