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            Annata di alta qualità per la carota di Ispica, che conquista l’Europa

            Carota ispica
            Si concluderà a inizio maggio il raccolto per la carota Igp “baciata dal sole”. Massimo Pavan, veneto emigrato al Sud per coltivare questo prodotto, parla di “una qualità ancora migliore degli anni scorsi. Più complicato è stato il raccolto, a causa delle abbondanti piogge”. Sono già iniziate le esportazioni in Europa: a causa della cattiva annata 2014, i magazzini del continente sono vuoti

             

            Dalla Redazione

             

            pavanLa chiamano la provincia “babba” che significa mite, tranquilla. Anche dal punto di vista climatico: il ragusano, e Pachino nello specifico, è secondo l’Istat l’area più assolata del continente. Baciata da sole, abbracciata da una temperatura mite, questa terra produce carote che tutta l’Europa invidia. Per due motivi soprattutto: il colore, il gusto e la croccantezza, e poi la stagionalità. Anzi, la contro stagionalità, perché ad Ispica il raccolto inizia quando nel resto dell’Europa anche i magazzini sono rimasti spogli. Succede soprattutto quest’anno, conseguenza del raccolto disastroso del 2014: Italia, ma anche Germania e Spagna hanno prodotto il 25% in meno di prodotto. A ciò si aggiungono le notevoli piogge dello scorso anno, che hanno causato un raccolto umido soprattutto in Germania, Grecia e Olanda, con la conseguenza che il prodotto umido ha tenuto poco nelle celle frigorifere, è terminato prima e per quello presente in commercio bisogna fare i conti con prezzi molto elevati. È chiaro: l’offerta è poca, la domanda cresce, i prezzi aumentano.

             

            Pavan azienda

            In questo quadro, la carota novella Igp di Ispica ha fatto il suo esordio nel mercato: nel resto d’Italia e d’Europa si producono infatti carote tra luglio e ottobre, poi si stoccano in frigo. Qui invece, si inizia quando gli altri finiscono. E del suo raccolto è molto soddisfatto Massimo Pavan, veneto doc sceso negli anni Settanta nell’ultimo lembo del Paese, nell’angolo più rigoglioso della Sicilia, per coltivare carote. Scelta strategica, di vita e di business: la sua famiglia si occupava già di ortaggi in Veneto e da queste parti veniva a comprare il prodotto. La luce lo ha abbagliato, in ogni senso, ed è rimasto qui con la famiglia. Inoltre, non trattandosi di una coltivazione complicata, molto fa l’ambiente “e in nessun altro posto la carota ha questa fragranza, colore, dolcezza e croccantezza”, sottolinea Pavan. E aggiunge: “Quest’anno la qualità è ancora migliore degli anni precedenti. Più complicato è stato il raccolto, a causa delle abbondanti piogge che hanno colpito la Sicilia tra dicembre e marzo”. La produzione in contro stagione ha i suoi costi. Tuttavia il prodotto – al momento raccolto circa la metà del totale – ha qualità molto elevate, “e all’estero hanno già iniziato ad apprezzarlo”. Pur spendendo qualcosa in più.