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Apo Conerpo, il fatturato vola a 736 mln. Vernocchi: “Segnali di ripresa sulla frutta estiva”


La principale organizzazione europea di produttori di ortofrutta fresca, ha chiuso il bilancio con un volume d’affari record, arrivato per la prima volta a 736 milioni di euro, in aumento del 2,8% rispetto ai 716 milioni dell’anno precedente. Insieme alle filiali Alegra, Brio, Naturitalia, Opera e Valfrutta Fresco, Apo Conerpo ha collocato sul mercato oltre un milione e 80 mila tonnellate di ortofrutta fresca. Di queste oltre 123 mila tonnellate sono state destinate all’export, quasi 195 mila tons. alla Gdo italiana. Questo nonostante il 2017 sia stato “un’annata fra luci e ombre”, nelle parole del presidente Davide Vernocchi, riconfermato alla guida di Apo Conerpo. Molto positiva per alcuni prodotti come pere e kiwi, decisamente da dimenticare per pesche e nettarine. Quest’anno, al contrario, ci sono le condizioni per sperare in un’esito soddisfacente della campagna estiva

 

di Carlotta Benini

 

Apo Conerpo vertici

Apo Conerpo ha presentato il bilancio 2017 a Bologna il 24 luglio

“Le performance della frutta estiva non si possono definire straordinarie, ma i prezzi attualmente sono più che sufficienti a coprire i costi di produzione”: questo porta ottimismo anche in casa Apo Conerpo per quelli che saranno gli esiti della campagna di pesche, nettarine e albicocche attualmente in corso. La principale organizzazione europea di produttori di ortofrutta fresca ha presentato il 24 luglio a Bologna i risultati di bilancio, che parlano di un fatturato record in crescita del 2,8%, che tocca quota 736 milioni di euro. Questo nonostante il 2017 sia stata “un’annata fra luci e ombre”, rivela il presidente Davide Vernocchi, riconfermato alla guida di Apo Conerpo dall’assemblea dei soci, affiancato dal vice presidente Roberto Cera, anche lui riconfermato per il triennio.

 

L’incremento del fatturato insieme alla continua attenzione al contenimento dei costi ha contribuito a generare un avanzo di gestione di 429.936 euro (+14%), e ha consentito di erogare anche nel 2017 un ristorno ai soci, pari a 309 mila euro (+3%). L’utile netto è di 120.936 euro (+57% sul 2016), che verrà destinato a riserva, rafforzando ulteriormente il patrimonio aziendale che sfiora i 27 milioni di euro. Gli investimenti strutturali del Gruppo, che hanno superato i 32 milioni.

 

“Il nostro impegno nei confronti dei soci (6 mila produttori e 50 cooperative, ndr) ha come obiettivo quello di garantire la massima sostenibilità, in senso economico e ambientale. – esordisce Vernocchi alla conferenza stampa a Bologna – I risultati decisamente positivi conseguiti nel 2017 sono anche frutto dell’eccezionale gioco di squadra svolto dalle società che compongono il nostro gruppo”. Parliamo di Alegra e Naturitalia, leader nella fornitura alla Gdo italiana ed estera, Valfrutta Fresco per la vendita di prodotti di alta gamma sul mercato tradizionale, BRIO specializzata nella commercializzazione dell’ortofrutta biologica, Opera nella massima valorizzazione delle pere italiane. E poi la società collegata Conserve Italia, che da anni assorbe la maggior parte della produzione di drupacee e pomacee non collocate sul mercato del fresco, oltre a pomodori e legumi. “Puntando ognuna sulle proprie specificità – prosegue il presidente – le filiali di Apo Conerpo hanno saputo cogliere le migliori opportunità per i soci, ricercando gli sbocchi a maggiore valore aggiunto”.

 

Davide Vernocchi Apo Conerpo

Davide Vernocchi, riconfermato alla presidenza

Sul fronte produttivo, Apo Conerpo ha registrato nel 2017 una contrazione del 2,34% dei volumi conferiti dai soci, che si sono attestati a 1 milione e 67 mila tonnellate, a cui vanno aggiunte 30 mila tonnellate di frutta e 56 mila di ortaggi e patate acquistate dalle cooperative socie. Analizzando i diversi comparti, i conferimenti di frutta hanno superato le 388.700 tonnellate (+0,86%), mentre i volumi di ortaggi hanno sfiorato le 618 mila tonnellate (-4,73%), di cui oltre 448 mila di pomodoro da industria (-2,7%).

 

“Passando dai dati produttivi a quelli commerciali, – continua Davide Vernocchi – insieme alle filiali Alegra, Brio, Naturitalia, Opera e Valfrutta Fresco, Apo Conerpo ha collocato sul mercato oltre un milione e 80 mila tonnellate di ortofrutta fresca”. I volumi destinati all’export superano le 123 mila tonnellate, per un valore superiore ai 123 milioni di euro. Quasi 195 mila tonnellate sono state invece destinate alla Gdo italiana, per un valore di circa 154 milioni di euro, mentre nei mercati tradizionali sono state commercializzate 119.500 tonnellate di ortofrutta (89 milioni di euro in valore). All’industria di trasformazione, infine, sono state destinate 646 mila tonnellate di prodotto, per un valore di 89 milioni di euro. Il plusvalore del trasformato ha raggiunto i 281 milioni di euro.

 

“Questi dati – sottolinea il direttore generale di Apo Conerpo, Gabriele Chiesa – evidenziano, oltre alla crescita del fatturato nel medio periodo, anche un parziale recupero di remuneratività nella collocazione del prodotto sul mercato del fresco, non ancora sufficiente per garantire ai produttori un’adeguata redditività per tutte le colture, ma incoraggiante tenendo conto del contesto generale in cui sono stati ottenuti, caratterizzato da una ripresa economica ancora troppo incerta che sta interessando la maggior parte dei paesi europei, e dalle conseguenze della prolungata chiusura del mercato russo”.

 

Apo Conerpo fruttaIl 2017, come già sottolineato, è stato un anno particolare, con alcune produzioni che hanno particolarmente sofferto, e altre che, al contrario, hanno registrato ottime performance. Per quanto riguarda pesche e nettarine, quello passato è stato forse l’anno horribilis per i produttori associati ad Apo Conerpo: non a caso, si riscontra un progressiva e importante diminuzione delle superfici coltivate. “Nel 2017 abbiamo invece spuntato prezzi interessanti sulle albicocche, – specifica Vernocchi – e, nonostante la produzione più abbondante, non sono rimaste giacenze”. Se guardiamo invece ai prodotti invernali, per pere e kiwi il 2017 è stato addirittura “straordinario”.

 

Tornando alle produzioni estive e alle aspettative per questa nuova annata, i volumi ridotti e l’andamento di mercato, in questi mesi, lasciano ai produttori uno spiraglio di ottimismo. “L’annata si sta rivelando complessivamente positiva, anche per pesche e nettarine. – rivela il presidente di Apo Conerpo – Le performance sono remunerative, e particolarmente positive per albicocche e ciliegie di qualità”. “Restano problemi strutturali, questo è certo. – prosegue – C’è stato appunto un calo importante delle superfici destinate a pesche e nettarine, a cui si aggiungono le perdite causate dal gelo e dagli eventi atmosferici avversi”. “La minore disponibilità di prodotto, però, ha creato condizioni di mercato migliori. – precisa Vernocchi – I calendari commerciali sono proceduti a scalare, non c’è stata sovrapposizione fra i prodotto del nord e quello del sud e con la Spagna: questo ha permesso di spuntare prezzi decisamente migliori rispetto allo scorso anno”.

 

Apo Conerpo ortaggi“Nel prossimo triennio – concludono di concerto Vernocchi e Chiesa – l’attività di Apo Conerpo si concentrerà sul supporto alla ricerca e sperimentazione per migliorare la qualità delle produzioni e aumentare la difesa dalle fitopatie, sull’innovazione di prodotto, sul supporto, anche finanziario, alle cooperative socie per l’ammodernamento degli impianti di conservazione e lavorazione dei prodotti ortofrutticoli, sull’ulteriore sviluppo delle produzioni a destinazione industriale”.

 

Tra gli altri obiettivi di Apo Conerpo, il continuo sviluppo dell’aggregazione; la promozione e valorizzazione dei prodotti dei soci, con la prosecuzione del progetto FRUIT24! e con azioni mirate di supporto alle vendite in stretta collaborazione con le proprie filiali, puntando all’affermazione dei marchi anche per il prodotto fresco e sviluppando concrete sinergie con Conserve Italia per i trasformati. L’internazionalizzazione delle vendite, infine, “cercando di rimuovere i vari ostacoli che in alcuni Paesi impediscono l’ingresso ai prodotti dei nostri soci e creando quindi le condizioni per aprire e creare nuovi mercati”, concludono i vertici.





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