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                      Apofruit, “la private label è il 50% del business”: l’innovazione a Marca Fresh

                      Il direttore generale di Apofruit Italia Ernesto Fornari racconta il successo della fiera Marca Fresh e svela le novità in arrivo sui banchi nelle prossime settimane. La marca del distributore è strategica per il gruppo, che vede nelle insegne della Gdo il principale partner commerciale, in Italia e all’estero. “Sul mercato italiano il 50% del nostro business è rappresentato dalla MDD”, rivela Fornari, che fa il punto sui prodotti strategici del paniere autunno/invernale e sull’innovazione per affrontare le nuove sfide

                      di Carlotta Benini

                      Fornari Apofruit Marca Fresh 2025 ©FM

                      Il direttore generale di Apofruit Ernesto Fornari a Marca Fresh 2025 (copyright: Fm)

                      La partecipazione a Marca Fresh 2025 è stata strategica per Apofruit Italia, che vede nelle insegne della grande distribuzione il partner commerciale di riferimento, sia in Italia sia all’estero. Ernesto Fornari, direttore generale della cooperativa, traccia un bilancio positivo dell’evento, raccontando le proposte portate in fiera, le novità pronte a conquistare il mercato e il ruolo centrale della private label nella strategia aziendale. Parola d’ordine: innovazione, per dare risposte positive ai clienti da un lato, e ai soci produttori dall’altro, in un mercato sempre più sfidante.

                      Direttore, cosa avete portato a Marca Fresh?
                      Abbiamo portato in vetrina tutta la gamma autunno-invernale e le primizie primaverili: i nostri prodotti a marchio – Apofruit, Solarelli per l’alto di gamma e Almaverde Bio per il biologico – e i prodotti club, dalla mela Candine a Pink Lady e Joya, dal kiwi Dulcis alla patata Selenella, dal peperone Angello alla pera Fred, per citare alcuni brand.

                      Che riscontri avete avuto in fiera?
                      Marca Fresh ha confermato il suo ruolo di appuntamento strategico per il settore: partecipiamo da cinque anni e ogni edizione registra una crescita costante di visitatori e buyer. È un evento mirato che ci consente di consolidare le nostre politiche di marca e costruire programmi di incontri e sinergie. I nostri prodotti, collocati nei principali mercati di alta qualità, hanno ottenuto ottimi riscontri.

                      Un imminente arrivo sui banchi?
                      Fra due settimane arriva sul mercato il mandarino Tango/Tangold, una cultivar tardiva che, da fine gennaio fino a marzo, garantisce sul mercato una pezzatura elevata, grado brix eccellente e ottima pelabilità. È una varietà senza semi e molto buona, dall’elevata shelf life, che commercializziamo con il nostro marchio. Coltivata nell’areale di Sibari, offre ai nostri soci risultati molto positivi sia dal punto di vista produttivo che remunerativo. Poi è in arrivo anche un altro prodotto del Sud.

                      Quale?
                      Tra una quindicina di giorni arriveranno sui banchi le prime fragole dalla Basilicata: Sabrosa e altre varietà che stanno riscuotendo grande soddisfazione. E presto potrebbe arrivare anche l’Igp della Basilicata.

                      Cosa rappresenta per voi la private label?
                      Sul mercato italiano il 50% del nostro business è rappresentato dalla marca del distributore, questo per quanto riguarda tutte le stagionalità e tutti i prodotti. Siamo partner di alcune principali catene distributive nazionali che ci hanno scelto anche per le loro marche premium. Poi abbiamo una quota importante di MDD anche in Europa.

                      Apofruit Marca Fresh 2025

                      Lo stand di Apofruit a Marca Fresh 2025

                      Uno dei vostri prodotti di punta autunno-invernali è Candine: che riscontri avete ad oggi su questa mela?
                      Candine è un’evoluzione della mela Fuji, rielaborata e rigenerata con qualche caratteristica maggiore. Croccante, succosa e dolce, è una varietà che sta conquistando sempre più spazio grazie alla qualità superiore e alla crescente produzione nei nostri impianti in Piemonte, Trentino e Veneto. In un panorama varietale che sappiamo essere affollato, siamo comunque convinti che Candine saprà distinguersi e prendere via via sempre più spazi.

                      Altro protagonista della stagione è il kiwi Dulcis.
                      È il nuovo kiwi verde, ma con la dolcezza tipica delle varietà gialle e il gusto e l’aroma dei kiwi verdi. La Gdo lo valorizza come alto di gamma sostituendo in questo segmento il kiwi Hayward. È l’unica varietà 100% italiana, dal seme al prodotto, con caratteristiche qualitative sorprendenti (come è stato spiegato in un convegno a Marca Fresh, ndr). L’obiettivo come club è quello di passare dalle attuali 600 tonnellate a una produzione quadruplicata nella prossima campagna.

                      Che interesse c’è invece sulla pera Fred?
                      È una pera molto interessante, che sta iniziando a farsi conoscere. Abbiamo ricevuto riscontri positivi dai consumatori, in un comparto, quello delle pere, che ha visto ben poca innovazione negli ultimi dieci anni. Questa varietà rappresenta una ventata di freschezza, con un focus sulla qualità, il gusto e la produttività: caratteristiche oggi essenziali per rilanciare la categoria.

                      L’innovazione dunque premia: lo dimostra anche il bilancio della vostra ultima liquidazione ai soci, quella estiva, chiusasi positivamente a dispetto delle innumerevoli avversità climatiche che continuano a susseguirsi.
                      Dopo gli eventi avversi delle passate stagioni, dalle gelate tardive al forte caldo e la siccità, avere dato ai produttori un risultato positivo è stata una boccata di ossigeno. I costi in campagna oggi sono importanti, la difficoltà a reperire la manodopera anche: da parte nostra dobbiamo prestare la massima attenzione a queste emergenze, al contempo promuovendo la novità e l’innovazione, al fine di tutelare i nostri soci e il loro reddito. Non era facile chiudere in positivo la liquidazione estiva. Dopo un decennio di non positività per le pesche in primis e anche per le albicocche, oggi c’è di nuovo voglia di investire nelle produzioni estive e questo è un segnale molto positivo.

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