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                      Banane biologiche, Dole accelera la crescita e rafforza la leadership

                      Il biologico continua a crescere nei consumi degli italiani con vendite in aumento nella Gdo. In un mercato sempre più competitivo, Dole accelera e consolida la propria leadership nel segmento banane. “Negli ultimi anni abbiamo registrato un incremento significativo dei volumi e puntiamo a rafforzare ulteriormente il nostro ruolo di primo player nel comparto”, rivela Matteo Sarti, key account manager di Dole Italia

                      di Carlotta Benini

                      Matteo Sart Dole Italia banane biologiche

                      Matteo Sarti, key account manager di Dole Italia

                      Il biologico continua a crescere nel carrello degli italiani, raggiungendo nel 2025 i 6,9 miliardi di euro di vendite, con un aumento del 6,2% rispetto all’anno precedente, secondo i dati diffusi da Nomisma a Rivoluzione Bio 2026. All’interno del comparto food della distribuzione moderna, e in particolare nel mercato della frutta fresca, la banana si conferma tra i prodotti con le performance più dinamiche.

                      È proprio in questo segmento ad alta incidenza bio che Dole Italia sta rafforzando la propria presenza. L’azienda ha investito con decisione negli ultimi anni sulla banana biologica, registrando una crescita significativa, e ora guarda al consolidamento della propria leadership del mercato. “Negli ultimi anni abbiamo registrato una crescita significativa e anche quest’anno puntiamo a rafforzare ulteriormente i volumi e quindi la nostra posizione di primo player nel segmento”, esordisce Matteo Sarti, key account manager di Dole Italia.

                      Banana bio Dole: una strategia costruita negli anni

                      La spinta sul biologico non è recente: Dole ha iniziato a investire con maggiore decisione su questo segmento circa 4-5 anni fa, intercettando una domanda in forte crescita da parte di retailer e consumatori. “Abbiamo visto che il mercato si stava sviluppando rapidamente e che c’era una richiesta sempre più forte da parte dei clienti di avere la banana Dole bio – racconta Sarti -. Da qui la scelta di rafforzare il nostro impegno anche in Italia, aumentando progressivamente gli investimenti e portando sul mercato volumi sempre maggiori, non solo nella grande distribuzione, ma anche nei canali tradizionali, dai mercati all’ingrosso all’horeca”.

                      L’origine Ecuador e la continuità di fornitura

                      Uno dei pilastri della strategia Dole nel bio è l’origine della produzione. Le banane biologiche dell’azienda provengono esclusivamente dall’Ecuador, una scelta che consente di mantenere standard qualitativi elevati e una continuità di approvvigionamento durante tutto l’anno. “È un’origine che ci permette di avere un prodotto bello da vedere, pulito e con una stabilità qualitativa che non ha paragoni”, spiega Sarti. Molti competitor, infatti, si riforniscono anche da Paesi come Perù o Repubblica Dominicana, con disponibilità e qualità meno costanti nel corso dell’anno. “Nei dodici mesi riusciamo a garantire una continuità che per altri operatori è difficile da replicare e questo ha rafforzato molto la nostra posizione sul mercato”, aggiunge.

                      Il lavoro strategico sulla gestione dei volumi

                      In un contesto in cui la disponibilità di banane biologiche è risultata negli ultimi anni più limitata – anche per la riduzione delle superfici nei paesi d’origine – la gestione dei volumi diventa un fattore determinante. Per questo Dole Italia, facendo leva sulla propria rete produttiva internazionale, ha agito strategicamente a monte della filiera, collaborando con la produzione per rafforzare la disponibilità di prodotto e garantire ai clienti continuità nelle forniture.

                      Un lavoro che richiede un controllo molto attento della logistica. “Serve una gestione precisa degli ordini e del ‘metodo FIFO’, first in first out”, precisa Sarti. Un’organizzazione che consente di affrontare meglio le fasi di minore disponibilità sul mercato: aspetto cruciale per la distribuzione moderna. “Per un retailer è fondamentale non avere rotture di stock e poter offrire sempre il prodotto al consumatore finale”, puntualizza.

                      Banane bio, un consumatore fedele

                      Dal punto di vista dei comportamenti d’acquisto, il segmento mostra caratteristiche piuttosto definite. “Il consumatore della banana bio è molto fedele – osserva Sarti -. Può capitare che scelga il convenzionale quando trova una promozione, ma nel successivo atto d’acquisto torna al biologico”. In questo contesto, il prezzo non è un principale driver di scelta. “Il consumatore bio guarda meno al costo e più alla continuità, alla sicurezza e ad altri aspetti che percepisce come distintivi”.

                      Più competizione e pressione promozionale

                      Venendo ai prezzi, se alcuni anni fa i listini viaggiavano da 2,99 a 3,49, fino anche a 3,99 euro al chilo, “oggi si vede più spesso una media tra 2,79 e 2,99 euro al chilo”, spiega Sarti. Secondo il manager, i retailer, guardando all’andamento del mercato totale e all’opportunità da cogliere, hanno deciso di spingere maggiormente la categoria per aumentare i volumi e ampliare la penetrazione presso i consumatori. “C’è più competizione e un effetto promozionale più marcato: questo ha fatto crescere i volumi ma abbassare il valore medio della categoria”.

                      Il ruolo del brand a scaffale

                      Accanto alla gestione dell’offerta, Dole punta anche sulla riconoscibilità del prodotto nel punto vendita. L’azienda propone banane bio sia a marca del distributore che con il proprio brand, riscontrando una dinamica di crescita più importante nelle referenze a marchio Dole. “Quando il prodotto è brandizzato e il consumatore trova sempre la stessa qualità, la continuità d’acquisto diventa più forte”, spiega Sarti.

                      Anche il packaging contribuisce a rafforzare questa riconoscibilità: il prodotto viene presentato in un vassoio in cartone bianco con richiami cromatici al verde e al giallo, scelta che punta a valorizzare sia il brand che le caratteristiche della referenza e la sua sostenibilità. “Il bianco dà una sensazione di pulizia e permette al prodotto di risaltare di più a scaffale”.

                      Plátano de Canarias bio: novità in crescita

                      “Una novità lanciata nel 2025, e che amplieremo nel 2026, è il Plátano de Canarias biologico Igp – conclude il key account manager di Dole Italia -. In collaborazione con il nostro partner spagnolo Eurobanan, abbiamo scelto di portare sul mercato italiano il platano biologico delle isole Canarie, un prodotto europeo dalla forte identità territoriale, apprezzato per le sue caratteristiche organolettiche distintive, come il gusto intenso e la polpa compatta. La sua origine, insieme alla coltivazione biologica e all’elevata qualità del prodotto, ci ha spinti a credere in questo progetto, perfettamente in linea con il percorso strategico di Dole, orientato all’innovazione, alla valorizzazione di prodotti distintivi e di alta qualità e alla capacità di offrire un servizio completo al trade”.

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