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                      Bergamotto, l’oro verde di Reggio Calabria va spedito verso l’Igp

                      Simbolo identitario e risorsa economica della Calabria, il bergamotto compie un passo decisivo verso l’Indicazione Geografica Protetta: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il disciplinare di produzione. Mentre la filiera festeggia un risultato atteso dal 2021, il settore affronta una crisi dei prezzi senza precedenti

                      Dalla Redazione

                      Bergamotto di Reggio Calabria Igp

                      Bergamotto, l’oro verde di Reggio Calabria, frutto simbolo di un territorio fatto di sole, mare e tradizioni millenarie e da secoli risorsa economica fondamentale, grazie alle sue straordinarie proprietà e ai molteplici utilizzi che ne fanno uno dei prodotti tipici calabresi più apprezzati e richiesti a livello internazionale. Questo agrume è da anni al centro di una querelle tra sostenitori della Dop e fautori della Igp: una vicenda complicata che ora sembra volgere a una svolta decisiva. È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 241 del 16 ottobre 2025 il disciplinare di produzione che sancisce la conclusione dell’iter nazionale per l’Indicazione Geografica Protetta “Bergamotto di Reggio Calabria”. Se entro il 15 novembre non verranno presentate opposizioni, il Ministero dell’Agricoltura potrà trasmettere il dossier alla Commissione europea per la registrazione definitiva e la pubblicazione sulla GUCE, prevista entro tre mesi.

                      Prezzi ai minimi storici e produttori in affanno

                      La notizia arriva in un momento delicato per la filiera: il prezzo del bergamotto è ai minimi storici, con valori che – secondo il Comitato spontaneo dei Bergamotticoltori Reggini – rischiano di scendere sotto i 30 centesimi/chilo, meno dello scorso anno. Un crollo che mette in seria difficoltà le aziende agricole, strette tra costi crescenti e mercato stagnante.
                      Sul fronte del fresco, si registrano invece prime vendite a 1,20 euro al chilo, e i produttori confidano di poter bollinare Igp nella seconda parte della campagna per ottenere un riconoscimento economico adeguato. Da qui l’appello ad accelerare la chiusura dell’iter ed evitare nuove opposizioni.

                      “Igp dalle grandissime potenzialità per il frutto fresco e i suoi derivati”

                      La pubblicazione in Gazzetta rappresenta l’esito di un percorso iniziato oltre quattro anni fa, segnato da lungaggini burocratiche e ricorsi al Tar. “Presentammo la domanda di approvazione nella Giornata mondiale dell’ambiente del 5 giugno 2021 e la pubblicazione arriva nella Giornata mondiale dell’alimentazione: un segnale positivo che ci incoraggia”, afferma in una nota Rosario Previtera, presidente del Comitato Promotore Igp. Previtera parla di un riconoscimento in linea con i nuovi indirizzi europei dell’“IG economy”, che valorizzano sostenibilità, multifunzionalità e turismo come pilastri delle produzioni certificate.

                      Mappa Bergamotto di Reggio Calabria Igp

                      “Mi auguro che chi finora ci ha fatto perdere tempo prezioso non prosegua con ulteriori opposizioni che danneggerebbero ulteriormente i bergamotticoltori – continua Previtera nella nota -, visto che si tratterebbe di argomentazioni senza fondamento alcuno, in quanto inerenti all’eventuale dimostrazione di concorrenza tra una Dop per l’olio essenziale, di fatto mai esistita in quanto tale, e una Igp dalle grandissime potenzialità per il frutto fresco e i suoi derivati, così come auspicato per tutta l’ortofrutta da parte di Bruxelles”.

                      La filiera: “Ora serve unità per Bruxelles”

                      Dalla filiera agricola arrivano toni di soddisfazione ma anche richiami alla concretezza. “È un risultato storico e sofferto, frutto dell’impegno della filiera agricola reale”, commenta Francesco Macrì, presidente di Copagri Calabria.
                      Per Giuseppe Mangone (Anpa Calabria – Liberi Agricoltori) è il momento di “procedere spediti verso Bruxelles senza intoppi”, mentre Roberto Capobianco (Conflavoro PMI) sottolinea come l’Igp rappresenti “uno strumento concreto contro la concorrenza sleale, capace di dare finalmente più valore e reddito ai bergamotticoltori”.

                      “Un nuovo corso per il bergamotto”

                      “Abbiamo portato avanti una battaglia storica durata quasi cinque anni, ma oggi arriviamo a un primo risultato definitivo in un momento di crisi senza precedenti”, evidenzia Aurelio Monte di USB Lavoro Agricolo.
                      Giuseppe Falcone, del Comitato spontaneo dei Bergamotticoltori Reggini, parla invece di un passaggio decisivo: “L’Igp avrebbe potuto già da due anni liberare i produttori dal capestro del mercato oligopolistico dell’olio essenziale. Chi si opporrà ancora all’Igp lo farà per mantenere basso il prezzo dell’agrume e continuare a speculare: ma sarà per l’ultima volta”.

                      La soddisfazione è condivisa anche da Lidia Chiriatti (UNCI Calabria), che sottolinea come “la cooperazione sia lo strumento per superare gli ostacoli e far crescere le nuove generazioni imprenditoriali”. Infine, Elena Albertini di Ortofrutta Italia ricorda che “con l’Igp del Bergamotto di Reggio Calabria l’Italia si arricchisce di un altro agrume a marchio di qualità, insieme alle varie arance, limoni, mandarini, clementine e cedro che già lo posseggono, confermando così un primato tutto italiano”.

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