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                      Caldo estremo in Sardegna. Op Campidanese: “Angurie e meloni a rischio”

                      Oltre due settimane con temperature roventi mettono in crisi la campagna ortofrutticola sarda. Salvatore Lotta, direttore commerciale di Op Agricola Campidanese, lancia l’allarme: perdite fino al 40% su angurie e meloni, raccolte concentrate, rischio carenza di prodotto ad agosto e costi sempre più elevati per la filiera

                      Dalla Redazione

                      angurie e meloni caldo estremo in Sardegna

                      Nelle foto di Op Agricola Campidanese angurie e meloni bruciati da caldo estremo

                      Oltre quindici giorni consecutivi con temperature superiori ai 40 °C, con picchi fino a 47 °C, e colture in pieno campo sempre più sotto stress. In Sardegna il caldo estremo sta mettendo a dura prova la campagna ortofrutticola estiva, con ripercussioni che vanno ben oltre il calo delle rese. “In quarant’anni di carriera non avevo mai visto nulla di simile. È un inferno in terra”, esordisce Salvatore Lotta, direttore commerciale di Op Agricola Campidanese, descrivendo una situazione che preoccupa tutta l’isola e che rischia di avere ripercussioni sull’offerta di prodotto, sui costi della filiera e sulle prospettive delle prossime campagne.

                      Produzioni compromesse e raccolte a orario ridotto

                      “Già dalle 10 del mattino registriamo 37 gradi e da quasi 17 giorni tocchiamo punte vicine ai 47 gradi. Le piante sono completamente sotto stress e, in molti casi, i frutti sembrano letteralmente prendere fuoco sotto il sole”, racconta Lotta, secondo cui le perdite già registrate su angurie e meloni sono comprese tra il 30 e il 40% della produzione. Una situazione aggravata dal fatto che le elevate temperature notturne non consentono alle colture di recuperare lo stress accumulato durante il giorno.

                      Alle difficoltà agronomiche si aggiungono poi quelle organizzative. Per rispettare le ordinanze regionali a tutela della salute dei lavoratori, le attività nei campi sono state limitate alle ore del mattino. “Possiamo lavorare solo dalle 6 del mattino alle 12.30. Nelle ore successive il caldo rende impossibile proseguire le operazioni”, precisa.

                      L’emergenza non riguarda soltanto le produzioni estive. “Le temperature sono talmente elevate che in molti casi non è possibile lavorare il terreno o effettuare i trapianti – aggiunge -. Questo significa che i problemi potrebbero estendersi anche alle produzioni autunno-vernine”.

                      angurie e meloni caldo estremo in Sardegna

                      Rischio carenza di prodotto ad agosto

                      Il caldo estremo sta modificando profondamente anche il calendario delle produzioni. L’accumulo termico ha infatti accelerato la maturazione delle colture, facendo coincidere raccolte che, normalmente, sarebbero state distribuite nell’arco di diverse settimane. “Ci siamo ritrovati a raccogliere contemporaneamente trapianti effettuati in tre settimane diverse. Volumi che avremmo dovuto lavorare fino a Ferragosto si sono concentrati tutti insieme”, dice Lotta.

                      Questa accelerazione dei cicli produttivi rischia di presentare il conto nelle prossime settimane. “Ci sarà un forte gap nell’offerta”, prevede Lotta. Secondo il direttore commerciale di Agricola Campidanese, il caldo eccezionale che ha colpito il Sud e i danni provocati dalla grandine nel Nord Italia potrebbero determinare una sensibile riduzione della disponibilità di prodotto già dai primi giorni di agosto, con inevitabili ripercussioni sul mercato.

                      Costi in aumento e il nodo dei prezzi al consumo

                      All’emergenza climatica si somma poi quella economica. “Le imprese agricole si trovano ad assorbire continui aumenti dei costi di produzione, in particolare per concimi, logistica e gasolio”, osserva il direttore commerciale di Agricola Campidanese. Sul fronte commerciale, Lotta richiama inoltre l’attenzione sulla formazione dei prezzi al consumo. “Alcuni distributori stanno aumentando le proprie marginalità per compensare l’inflazione, applicando ricarichi che, nel caso di angurie e meloni, sono passati in alcune situazioni dal 70 al 100%. Questo rallenta le rotazioni dei prodotti e, successivamente, porta alcuni buyer a chiedere promozioni sottocosto ai fornitori. A nostro avviso, è una dinamica che finisce per ridurre la marginalità dell’intera filiera”.

                      angurie e meloni caldo estremo in Sardegna

                      Anche gli incendi aggravano il conto per l’agricoltura

                      A rendere ancora più pesante il quadro sono gli incendi che stanno colpendo la Sardegna. Secondo una prima stima di Coldiretti Sardegna, i danni all’agricoltura e alla zootecnia rischiano già di superare i 10 milioni di euro, nonostante la stagione sia ancora nel pieno. Le prime ricognizioni parlano di migliaia di ettari di pascoli e colture andati in fumo, aziende agricole gravemente danneggiate, strutture produttive e scorte di foraggio distrutte, perdite negli allevamenti e danni anche al comparto apistico. Secondo i dati del Corpo forestale e della Regione, dall’inizio dell’anno si contano circa 1.200 roghi e oltre 5 mila ettari percorsi dal fuoco, il 25% in più rispetto alla media dell’ultimo decennio.

                      Coldiretti Sardegna chiede ora alla Regione di destinare risorse straordinarie, attraverso il prossimo assestamento di bilancio e il potenziamento delle misure del Csr, per sostenere le imprese colpite e accelerare gli interventi di ripristino.

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