Carciofo, “un’eccellenza da rilanciare”: il punto sulla stagione con Agricola Campidanese
OP Campidanese, il carciofo spinoso, eccellenza territoriale sarda riconosciuta con la DOP
Dopo un inizio “in salita”, entra ora nel vivo la campagna del carciofo di Agricola Campidanese, che con il brand L’Orto di Eleonora commercializza un prodotto top di gamma, che in Sardegna esprime il meglio delle sue caratteristiche. “I prezzi quest’anno potrebbero essere interessanti per via di un’offerta nazionale più contenuta, tuttavia tutto dipenderà da come si evolveranno i consumi”, dice il direttore commerciale Salvatore Lotta, facendo alcune riflessioni su come rilanciare questo ortaggio, specie agli occhi dei più giovani
di Carlotta Benini
La campagna dei carciofi di Agricola Campidanese è iniziata a fine ottobre, con circa due settimane di ritardo rispetto al normale calendario commerciale, per via del clima: se l’estate in Sardegna è stata infatti ardente e gravemente siccitosa, le temperature si sono mantenute sopra la media fino in giorni scorsi, quando si sono raggiunti anche picchi diurni di 26-27 gradi. Questo, se da un lato ha causato problemi allo sviluppo vegetativo delle piante, ha frenato anche i consumi, che sono partiti a singhiozzo.
Da un lato dunque le temperature sopra la media, dall’altro gli improvvisi fenomeni alluvionali che si sono abbattuti sull’isola un paio di settimane fa. “È stata una partenza in salita, ma le piogge dal canto loro hanno anche portato ‘un’esplosione’ nei campi, che ci ha permesso di recuperare un po’ il tempo perso e di immettere sul mercato diverse quantità di prodotto”, racconta Salvatore Lotta, direttore commerciale della grande Op sarda, che commercializza i carciofi con il suo brand L’Orto di Eleonora e anche con la marca del distributore.
“In questo momento a livello nazionale pare ci sia un eccesso di offerta di certe varietà di carciofo – continua -, quindi i prezzi attualmente non sono entusiasmanti. Sono comunque in linea con le medie spuntate nella stagione precedente”. Maggiore fiducia ora arriva sul fronte dei consumi, che sembra stiano ingranando la marcia, complice anche l’arrivo del freddo nel Nord e Centro Italia.
Prospettive interessanti per i prezzi?
Sul prosieguo della campagna carciofi 2024/2025 c’è ancora incertezza. “Dai dati in mio possesso quest’anno a livello nazionale c’è più scarsità di prodotto – rivela il direttore commerciale di Agricola Campidanese -, a causa della siccità che ha flagellato la Sardegna, ma anche la Puglia e la Sicilia. Teoricamente quindi, per la classica legge della domanda e dell’offerta, i prezzi quest’anno dovrebbero essere interessanti”.
“Dico teoricamente – precisa – perché tutto, di fatto, dipende dai consumi, da come l’inflazione continuerà a incidere sul potere d’acquisto delle famiglie e anche dai nuovi trend d’acquisto, che, se parliamo di giovani consumatori, sono sempre più orientati verso prodotti convenience, facili e veloci da preparare”.
Cosa frena il consumo di carciofi?
Oggi un carciofo ha un prezzo al dettaglio da due a tre volte superiore a quello di qualche anno fa. Perché? Perché il clima flagella questo, come tanti altri prodotti ortofrutticoli. Perché i costi lievitano e rendono sempre più difficile portare avanti certi tipi di produzione. Perché certe tradizioni in cucina si sono ormai perse e oggi, come ha sottolineato il direttore commerciale di Agricola Campidanese, è sempre più difficile rendere l’ortofrutta attraente agli occhi dei più giovani, figurarsi se parliamo di prodotti che richiedono un certo tempo di preparazione – considerazione, quest’ultima, che vale anche per chi, a causa dei ritmi frenetici della vita quotidiana, non ha modo di dedicarsi ai fornelli.
Un ortaggio da riscoprire e rilanciare
Il carciofo è un’eccellenza dell’agroalimentare italiano e la Sardegna è una delle regioni più vocate. Agricola Campidanese ad oggi ha 200 ettari dedicati al carciofo: la campagna quest’anno si è aperta con la raccolta del Thema e ora sta proseguendo con lo Spinoso sardo, varietà tipica che si fregia della Dop. Nei prossimi giorni si partirà anche con il carciofo Romanesco, per finire, più avanti, con il Terom.
“Stiamo lavorando per individuare una strategia di rilancio di questo ortaggio – racconta Lotta – basata su una comunicazione più efficace e ingaggiante sul prodotto, sulle sue caratteristiche e su come consumarlo”. Packaging parlanti con QR code che rimandano a consigli pratici in cucina, confezioni di impatto a scaffale, informazioni sulle etichette, ma anche in punto vendita: sono solo alcune idee per dare nuovo impulso ai consumi. “Il carciofo, anche se non tutti lo sanno, è buonissimo anche crudo – dice Lotta per fare un esempio -. In alcuni ristoranti sardi, arricchito con la bottarga, è un antipasto gourmet che costa come il caviale”.
Vendite al top per i Cuori di Carciofo “Passioni Gourmet”
A proposito di gourmet, procedono positivamente le vendite dei Cuori di Carciofo, la proposta premium a marchio L’Orto di Eleonora: si tratta del prodotto mondato e privato delle brattee esterne, promosso a scaffale anche dal co-marketing con il territorio sardo. “Le vendite per questa referenza sono costantemente in crescita”, conclude Salvatore Lotta, a dimostrazione che qualità e alto contenuto di servizio possono essere una prima leva per il rilancio della categoria.
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