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            Carlo Calenda è il nuovo ministro dello Sviluppo economico. Il ruolo nelle fiere

            Calenda
            Il 10 maggio Carlo Calenda, romano, classe ’73, ha giurato da neo ministro dello Sviluppo economico davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Prende il posto della dimissionaria Federica Guidi, che ha lasciato in seguito alle intercettazioni legate all’inchiesta sul petrolio in Basilicata. Al giuramento era presente Matteo Renzi. Calenda dovrebbe presto pronunciarsi anche sulla fiera dell’ortofrutta. Recentemente ha dichiarato: “Finanziamo solo le fiere che non si fanno concorrenza tra loro e con vocazione internazionale”

             

            Dalla Redazione

             

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            Il neo ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda

            Calenda è nato a Roma nel 1973, è sposato ed è padre di quattro figli. Figlio dell’economista Fabio Calenda e della regista Cristina Comencini, laureato in Giurisprudenza, a maggio 2013 è stato nominato vice ministro allo Sviluppo economico con delega alle politiche di internazionalizzazione e al commercio internazionale nel Governo guidato da Enrico Letta, incarico che ricopre fino all’inizio del 2016, quando Renzi lo manda a Bruxelles. Dal 21 marzo è infatti rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione Europea, incarico che ora dovrà lasciare per tornare in via Veneto.

             

            Calenda è considerato il pupillo di Luca Cordero di Montezemolo. Come riporta il Fatto Quotidiano (leggi la news), il nuovo titolare di via Veneto ha affiancato l’attuale presidente di Alitalia fin dal 1998, quando entrò in Ferrari, per poi fargli da assistente quando guidava Confindustria. Da pochi mesi a Bruxelles come rappresentante dell’Italia – con tanto di proteste ufficiali dei diplomatici – vanta amicizie da pariolino doc: dal costruttore Francesco Gaetano Caltagirone a Lapo Elkann. È stato anche viceministro della stessa Guidi. Renzi ha detto: “Volevo uno che avesse già guidato la macchina”.

             

            Le fiere. Il nuovo ministro dovrebbe dire la sua anche nel settore ortofrutta e in quello fieristico. “Non bisogna sprecare risorse, il governo finanzia solo le fiere degne di questo nome”, aveva detto Calenda lo scorso novembre a proposito della necessità di contenere le spese per il settore fieristico e la promozione internazionale del made in Italy. “Noi finanziamo e supportiamo solo le fiere che hanno determinati requisiti e quindi – aveva spiegato – quelle che sono di livello internazionale, non si fanno concorrenza tra di loro e vanno all’estero insieme”. Quindi, il viceministro ha spiegato che “chi non ha uno di questi requisiti non prende un euro”.

             

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