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            Carrefour Market Gourmet di piazza Gramsci (Mi), promosso con riserva

            CarrefourMarketMi
            Nella giornata di venerdì 7 novembre abbiamo visitato a Milano il rinnovato Carrefour Market nell’inedita declinazione Gourmet di piazza Gramsci, che sarà presto replicata su scala nazionale. Ottima l’esposizione dei prodotti e lo stile degli ambienti, con tanto di frutta posta anche in vetrina, ampio l’assortimento e di discreta qualità, prezzi in linea con il format, soluzioni tecnologiche moderne – murali per la quarta gamma con porte frigo, manca però la nebulizzazione per il fogliame – deludente il servizio del personale, abbondante ma poco competente

             

            di Eugenio Felice

             

            Carrefour Gramsci ingresso

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            Siamo stati a vistare il Carrefour Market di piazza Gramsci a Milano lo scorso 7 novembre. 1.400 metri quadrati e 11 mila referenze. Il punto vendita, inaugurato a metà agosto e frutto di una ristrutturazione, è particolarmente significativo perché presenta una formula inedita, definita Gourmet, in cui il gusto e i prodotti freschi diventano assoluti protagonisti. Fuori l’insegna appare come le altre, c’è scritto solo Carrefour Market, ma con una piccola differenza: il colore della famosa punta d’alabarda è in campo rosso, non in blu. Cosa che succede già in alcuni Paesi esteri. “Si tratta di un punto vendita secondo noi innovativo – aveva precisato in occasione dell’inaugurazione Stéphane Coum, direttore supermercati Carrefour – caratterizzato da un ambiente curato nei minimi dettagli e atmosfera piacevole, con assortimento che presenta l’eccellenza italiana in tutti i settori food per stuzzicare i più curiosi e soddisfare i più appassionati tra i food lovers, senza rinunciare a praticità, comodità e convenienza tipiche di un supermercato di quartiere”.

             

            Carrefour Gramsci benvenuto

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            Sistemiamo l’auto nel parcheggio sotterraneo della piazza – la prima ora è gratuita per i clienti Carrefour – e ci dirigiamo verso l’ingresso, decisamente impattante, con ceste di vimini con frutta esotica in bella mostra e una lavagna di benvenuto in cui il direttore Stefano Cervetti e tutto lo staff augurano una “buona esperienza di spesa“. Firmato “vivi di gusto”. L’arreadamento è sobrio ed elegante, gioca su colori neutri – sfumature di marrone e soprattutto il nero – e materiali naturali per far emergere in pieno i colori della frutta e degli ortaggi esposti. Ottima l’illuminazione: le fonti di luce sono perfettamente integrate nell’arredamento, non si notano e fanno il loro lavoro. Lo stile ricorda molto Eat’s. L’assortimento è ampio, la merce si presenta molto bene. Quando non ci sono le ceste di vimini ci sono le cassette riutilizzabili a sponde abbattibili Wood Effect di Polymer Logistics. Come avviene la vendita? Nella grande e unica isola centrale c’è una sezione, quella dei prodotti più delicati, dove è il personale addetto al reparto – numeroso – che serve il cliente, così da non guastare i prodotti. Abbiamo notato l’assenza – o se c’era non la abbiamo proprio vista – di una di quelle macchinette che danno il numero per gestire la fila. Non guasterebbe per evitare episodi spiacevoli di persone che passano avanti ad altre (come è successo a noi). L’isola ha poi un’altra sezione, dove si trovano i prodotti di quarta gamma, soprattutto frutta ma anche insalatone, preparati in loco dallo staff che si trova dentro all’isola (è una sorta di ciambella). La formula ricorda, in piccolo, quello che fanno i supermercati inglesi. Per finire, sull’altro lato dell’isola, si trovano banane, mele e altri prodotti meno sensibili alla manipolazione in cui è il cliente a servirsi da solo e a pesare la merce in apposite bilance. Francamente non ci è sembrato molto chiaro, dato che le zone non sono separate e i cartelli, o meglio le lavagne, che indicano se servirsi da soli o meno sembrano tutti uguali. Chiaro che un cliente abituale non avrà problemi.

             

            Carrefour insalatone

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            A fianco della grande isola centrale ci sono da una parte i murali refrigerati con le porte per il risparmio energetico (come ben evidenziato sulle maniglie), con all’interno le buste di quarta gamma a marchio Carrefour o a marca commerciale, convenzionale o biologica. Buono quindi il livello tecnologico, anche se manca il sistema di nebulizzazione dove si trova il fogliame. Dall’altra parte, frontalmente oltre l’isola, si trovano i murali non refrigerati con tutto il confezionato di prima gamma. I prezzi, in generale, non sono proprio a buon mercato ma in linea con il format. Promosso a pieni voti quindi? Non proprio. Emerge anche in questo punto vendita, come succede praticamente in tutti i pdv delle catene distributive nazionali, una lacuna nel personale addetto al reparto: numeroso, gentile, garbato ma non molto competente sui prodotti in vendita. “Questa è una Crimson?”, chiediamo. “Mah, non so, è un’uva rosata senza semi”, la risposta. “Questo mango è via aerea?” “Non so, vediamo il cartellino”. “Queste mele Golden Viversano da dove vengono?” “mh…, dall’Italia”. Ci saremmo aspettati un livello un po’ superiore. Pensare poi a un punto vendita in cui è il personale addetto che ti propone dei prodotti, con delle ricette etc., stimolando le vendite e diventando un soggetto attivo nel processo di acquisto, beh, è praticamente fantascienza.

             

            Carrefour confezionato

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            Per le altre considerazioni – ce ne sono! – vi invitiamo a leggere l’articolo completo che troverete sul numero di gennaio di Fm.

             

            Copyright su testo e foto: Fruitbook Magazine