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                      Ciliegie pugliesi, qualità al centro ma la stagione resta sotto pressione

                      La campagna cerasicola pugliese entra nel vivo con l’arrivo della Ferrovia e indicazioni positive sulla qualità del prodotto. Ma dopo un avvio segnato da nubifragi, vento e grandine, che ha compromesso le varietà precoci come Bigarreau, il comparto deve fare i conti con prezzi all’origine in calo e costi produttivi ancora elevati

                      Dalla Redazione

                      Ciliegie Puglia Ferrovia

                      La campagna cerasicola pugliese entra nel vivo con segnali incoraggianti sul piano qualitativo, ma con un quadro economico che continua a destare preoccupazione. Dopo un avvio segnato dal maltempo e dalle prime stime sui danni produttivi, ora dai campi arrivano indicazioni positive sulla qualità del raccolto. Resta però aperto il nodo della redditività per le aziende agricole, alle prese con quotazioni all’origine in flessione e costi di produzione ancora elevati.

                      Un avvio di stagione segnato dal maltempo

                      Le prime settimane della campagna 2026 erano state caratterizzate da forti criticità meteorologiche che hanno colpito in particolare il Sud Est barese e la BAT, territori simbolo della cerasicoltura regionale. Le piogge persistenti, accompagnate in alcuni areali da vento, grandinate e nubifragi, hanno compromesso in modo significativo soprattutto le varietà precoci, a partire dalle Bigarreau.

                      Secondo le stime diffuse da Coldiretti Puglia nel corso di maggio, i danni inizialmente valutati fino al 40% sulle produzioni sono stati poi rivisti al rialzo in alcune aree, arrivando fino al 70%, con la perdita di due frutti su tre nelle situazioni più colpite. Le aree interessate comprendono Conversano, Rutigliano, Turi, Castellana Grotte, Casamassima, oltre agli effetti della grandine registrati tra Triggianello, Andria e Bisceglie. L’eccesso di acqua e il vento hanno inciso sia sulla resa sia sull’aspetto estetico dei frutti, compromettendone in molti casi la commerciabilità sul mercato del fresco.

                      Alla riduzione dei volumi si è accompagnato anche il tema dei prezzi: Coldiretti aveva segnalato già nelle prime battute della raccolta un ridimensionamento delle quotazioni riconosciute ai produttori rispetto ai livelli iniziali, in un contesto di costi produttivi crescenti e con forti differenze rispetto ai prezzi osservati al consumo. Contestualmente era stato richiamato dall’associaizone il tema dei controlli sull’origine dei prodotti ortofrutticoli e la richiesta di misure di sostegno per le imprese colpite dagli eventi climatici.

                      La campagna entra nel vivo: buona qualità e arrivo della Ferrovia

                      Superata la fase iniziale più complessa, la campagna cerasicola pugliese è ora nel pieno dell’attività di raccolta. Secondo Confagricoltura Puglia sono già operative le raccolte delle varietà precoci e sta entrando progressivamente sul mercato la Ferrovia, cultivar simbolo della produzione regionale.

                      Le indicazioni che arrivano dai campi sono nel complesso positive dal punto di vista qualitativo: il prodotto presenta buoni standard di pezzatura e tenuta commerciale, confermando il valore produttivo di un comparto considerato centrale per l’agricoltura pugliese, come sottolinea Conagricoltura.

                      Ciliegie Puglia

                      Prezzi all’origine in calo e costi ancora elevati

                      Il tema principale resta però quello economico. Le rilevazioni relative alla terza settimana di maggio 2026 evidenziano un arretramento delle quotazioni medie settimanali rispetto allo stesso periodo del 2025: le Bigarreau si attestano a 2,38 euro/kg (-48,6%), le Ferrovia a 5 euro/kg (-16,7%) e le Giorgia a 4,50 euro/kg (-21,7%).

                       Secondo Confagricoltura Puglia si tratta di valori che non riflettono adeguatamente il lavoro delle imprese agricole, chiamate a sostenere costi di produzione che restano elevati. Tra le principali voci di pressione vengono indicati fertilizzanti, fitosanitari ed energia, che continuano a incidere sui bilanci aziendali e sulla sostenibilità economica della campagna.

                      “Le aziende cerasicole pugliesi stanno portando sul mercato un prodotto di buona qualità, frutto di professionalità, cura degli impianti e investimenti continui. A fronte di questo sforzo, però, i prezzi riconosciuti all’origine restano troppo bassi e non consentono di assorbire i rincari che le imprese hanno dovuto fronteggiare negli ultimi mesi”, sottolinea il presidente di Confagricoltura Puglia Antonello Bruno.

                      Il peso della cerasicoltura pugliese nel panorama nazionale

                      Confagricoltura ricorda inoltre come la Puglia continui a rappresentare il principale riferimento nazionale per la produzione di ciliegie, con il Barese al centro di un sistema altamente specializzato che combina tradizione, innovazione varietale e presenza consolidata sui mercati. Proprio in questa fase della campagna, secondo l’organizzazione, sarà determinante mantenere alta l’attenzione sull’evoluzione del mercato e accompagnare il comparto con strumenti capaci di sostenere competitività, investimenti e una distribuzione del valore più equilibrata lungo la filiera.

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