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                      Cocomero Dolce Passione, bioplastica in campo e novità sul ready to eat

                      Presentato a Macfrut il piano 2025 di Dolce Passione, l’anguria midi a buccia scura 100% made in Italy: cresce la produzione (+10%) e l’export mira a raggiungere il 50%. Si amplia l’offerta ready-to-eat e debutta in campo il telo biodegradabile in mater-bi, soluzione in partnership con Novamont per la per la pacciamatura. In corso test su tipologie a polpa gialla, “micro” angurie e IV gamma. Il consorzio va verso un nuovo disciplinare green

                      di Carlotta Benini

                      Dolce Passione

                      “Un consorzio che ha delle ambizioni, sia a livello di produzione che di sostenibilità”: ha esordito così Ada Parisi, giornalista di Askanews, nel presentare oggi a Macfrut Dolce Passione e i suoi piani di sviluppo per la nuova stagione alle porte, che si preannuncia ancora più internazionale e dall’anima green.

                      Dolce Passione è l’unico cocomero a buccia nera – senza semi e di formato midi – 100% made in Italy: la previsione di produzione per il 2025 si attesterà tra le 22 e 25 mila tonnellate da commercializzare in Italia e all’estero. Per quanto riguarda la superficie che si prevede di coltivare, la forbice va dai 360-400 ettari, con un aumento programmato rispetto alla campagna 2024 dell’8-10%. Le tecniche agronomiche utilizzate per le coltivazioni comprendono quelle in serra, semiforzate e in pieno campo. Grande attenzione sarà rivolta al mercato estero il cui obiettivo è esportare circa il 50% della produzione.

                      Il Consorzio Dolce Passione, si ricorda, è un sodalizio composto dai soci Ortofrutta Castello, Alma Seges, Gruppo Cico-Mazzoni e Lorenzini Naturamica.

                      Novità sul pronto al consumo

                      Luciano Trentini, direttore del consorzio, all’incontro a Macfrut ha tracciato lo stato dell’arte, indicando le linee di indirizzo per le prossime campagne. “Qualitativamente il cocomero a buccia nera Dolce Passione si conferma come uno dei migliori sul mercato – ha esordito -. Esportiamo il 40% all’estero, l’obiettivo che ci prefiggiamo è il raggiungimento del 50%. Per quanto riguarda l’area di coltivazione quest’anno siamo intorno ai 400 ettari (+10% rispetto alla campagna 2024). Fra le tendenze che abbiamo intercettato negli ultimi anni, c’è un interesse crescente verso la monoporzione, ci attiveremo in questo senso per creare un cocomero da un chilo, la porzione giusta per una persona”, ha rivelato.

                      Intanto per la prossima stagione alle porte torneranno in Gdo in frigo brandizzati con il prodotto venduto a fette, che lo scorso anno ha visto un exploit. Non solo: “Stiamo lavorando ad altre evoluzioni di prodotto pronto all’uso”, ha rivelato Trentini, spiegando che si stanno facendo dei test con alcune aziende socie sul prodotto di IV gamma, vale a dire il cocomero a cubetti confezionato e pronto per essere mangiato.

                      Telo in mater-bi per la pacciamatura: La novità green

                      Fra le tendenze emerse negli ultimi anni c’è anche una crescente attenzione alla sostenibilità. “Il mercato e i consumatori richiedono sempre di più una riduzione dell’uso di fitofarmaci e un cambio di prospettiva verso l’impiego delle plastiche, sempre più biodegradabili – ha proseguito il direttore del Consorzio Dolce Passione -. Il nostro impegno va esattamente in questa direzione: abbiamo infatti stretto un accordo con Novamont per l’adozione di un protocollo tecnico che ci consentirà di implementare l’uso di bioplastiche biodegradabili nelle fasi di coltivazione in campo”.

                      Dolce Passione ©FM

                      Dolce Passione ha presentato a Macfrut le sue novità (copyright: Fm)

                      I soci del consorzio avranno ora a disposizione un nuovo telo per la pacciamatura realizzato in mater-bi, l’innovativo materiale eco-friendly di Novamont, che può essere lasciato nel suolo – senza quindi che sia necessaria la rimozione – e diventa un ammendante. Si tratta di uno strumento che, a fronte di un investimento maggiore in fase iniziale, consentirà di abbattere i costi di produzione. “Innanzitutto non ha costi di rimozione e smaltimento, dal momento che si biodegrada e non deve essere rimosso – ha spiegato Monica Suragni di Novamont -. Consente inoltre di ridurre l’impiego di fitofarmaci e anche di ottimizzare il risparmio idrico. Inoltre può avere accesso a incentivi economici comunitari e agevolazioni fiscali”.

                      Un nuovo disciplinare per migliorare la sostenibilità

                       Ferruccio Petrarchin, tecnico del Consorzio Dolce Passione, durante l’incontro a Macfrut ha raccontato che si sta lavorando per l’adozione di un Disciplinare agronomico per la riduzione dell’impatto ambientale, messo a punto dagli agronomi del Consorzio per lotta biologica e l’impiego di biostimolanti per ridurre l’uso di pesticidi. “Stiamo facendo delle prove dalla Sicilia, all’Emilia Romagna e al Veneto, lavorando con delle sostanze di base che ci permetteranno via via di ridurre l’impiego di molecole chimiche – ha spiegato -, con l’obiettivo di garantire la massima salubrità al consumatore”.

                      Dall’anguria “micro” alla tipologia polpa gialla

                      Il Consorzio Dolce Passione è sempre al lavoro anche per l’innovazione varietale e il miglioramento genetico del seme. Sandro Colombi ha chiuso l’evento a Macfrut illustrando le prove in corso su una nuova tipologia di cocomero a polpa gialla e su nuove angurie dal calibro ridottissimo: non mini, micro, dal peso anche inferiore a un chilo.

                      Gran finale con lo chef Mauro Spadoni che ha proposto una speciale degustazione a base di anguria Dolce Passione.

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