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            Conad, il fatturato sale a 13 mld (+4,9%). “Nessun gruppo ha le nostre perfomance”

            FRANCESCO PUGLIESE, AMMINISTRATORE DELEGATO CONAD © ARMANDO ROTOLETTI

            Sale a 13 miliardi di euro (600 milioni in più rispetto all’anno precedente) il fatturato di Conad, che nel 2017 registra un patrimonio netto di 2,44 miliardi, fondamentale fonte interna di finanziamento per gli investimenti nello sviluppo. Il piano strategico triennale parla di investimenti per 1,1 miliardi di euro fino al 2019. A segno più anche il primo quadrimestre 2018: le vendite sono in crescita del 3,8%, in un mercato – al contrario – in calo del 2,3%. “Nessun gruppo è in grado di performare come noi”, esordisce all’evento che si è tenuto a Bologna il 19 giugno il presidente di Conad Claudio Alibrandi. Nemmeno Coop: il sorpasso, infatti, “è vicino”, è la promessa dai vertici. Una nota pepata nei confronti della concorrenza arriva, a conclusione dei lavori, anche dall’Ad di Conad Francesco Pugliese, fra i protagonisti della tavola rotonda dal titolo “Orgogli e pregiudizi. Nella società del rancore”

             

            di Carlotta Benini

             

            Verso Natura Conad

            Una corsia dedicata ai prodotti Verso Natura Conad in un punto vendita del gruppo

            La grande famiglia Conad? È composta da “commercianti antropologi”, quelli che investono – come da claim istituzionale – nelle “persone oltre le cose”, e che sanno perfino “trasformare un supermercato in una nursery” (in riferimento all’ultimo spot istituzionale, ndr). È una realtà che sta al centro della modernità, dal punto di vista economico e sociale, e anche da quello geografico: “i punti vendita Conad stanno in mezzo, fra i centri storici e la periferia, non sono dei non luoghi”. Ed è una realtà inclusiva, “che non nutre rancore”. Con queste parole Aldo Bonomi, direttore di Aaster, istituto di ricerca che è stato fra i protagonisti dell’ultima edizione de “Il Grande Viaggio Insieme” di Conad (leggi qui), traccia il profilo del colosso cooperativo della Gdo italiana nel corso della tavola rotonda che si è tenuta martedì 19 giugno a Bologna dal titolo “Orgogli e pregiudizi. Nella società del rancore”. Una riflessione sulle dinamiche socio-politiche più recenti, alla quale hanno preso parte, oltre a Bonomi, l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese, la giornalista Barbara Serra e il responsabile dell’area Politiche sociali del Censis Francesco Maietta. Ha moderato l’evento il giornalista Rai Riccardo Iacona.

             

            L’occasione è stata l’assemblea di bilancio di Conad, nel corso della quale sono stati presentati i dati dell’esercizio 2017, approvati dai soci. “Nessun gruppo distributivo è ai nostri livelli”, esordisce il presidente di Conad Claudio Alibrandi in apertura dei lavori. Nemmeno Coop, che pur con la sua solida ed estesa base sociale, non è riuscita quest’anno a registrare performance così brillanti, fa intendere il presidente del gruppo. Il fatturato 2017 della rete di vendita Conad ammonta a 13 miliardi di euro, 600 milioni in più rispetto all’esercizio precedente (+4,9%). La quota di mercato si è attestata all’12,5%, in ulteriore progressione rispetto all’11,9% del 2016: cresce nei supermercati, al 21,5% (0,8 punti percentuali sopra il valore del 2016), e nel libero servizio, al 14,6%, 0,4 punti percentuali al di sopra del precedente valore (fonte: Gnlc II semestre 2017).

             

            “Siamo il secondo gruppo, a una tacca dal primo, e abbiamo solo un obiettivo: raggiungere la leadership“, è la promessa dell’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese. Conad è già leader in Abruzzo, Calabria, Lazio, Molise, Sardegna, Umbria ed è seconda in Campania, Emilia-Romagna, Sicilia e Valle d’Aosta. Il patrimonio netto aggregato ha raggiunto i 2,44 miliardi di euro (+5,4%), confermandosi una fondamentale fonte interna di finanziamento per gli investimenti finalizzati allo sviluppo.

             

            Conad Francesco Pugliese

            L’Ad di Conad Francesco Pugliese

            Più che positive anche le performance nel primo quadrimestre del 2018: le vendite di Conad registrano un incremento del 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2017, in un mercato in flessione del 2,3% (fonte: Iri iper+super). Performano meglio gli store Sapori&Dintorni (+8,8%) e i superstore (+6%), seguiti dai supermercati (3,1%) e dai City (+1,2%); stabile invece il fatturato degli ipermercati (+0,1%) e leggermente in calo quello dei Margherita (-0,3%).

             

            Conad è l’unica catena della moderna distribuzione ad aver articolato la propria offerta in tutti i canali distributivi, dove è presente con più formati: dal negozio di prossimità allo specializzato, dal superstore all’ipermercato, dal discount al cash and carry. Ad oggi sono 3.149 i punti di vendita della rete (erano 3.169 nel 2016), per una superficie complessiva di 1.943.670 mq: 26 ipermercati, 211 superstore, 1.098 supermercati, 970 City, 434 Margherita, 19 Sapori&Dintorni e 233 discount a insegna Todis (oltre ad altri 158 punti di vendita con diverse insegne).

             

            Forte la focalizzazione sulla marca del distributore, sui prodotti freschi e sulla relazione con le persone, attraverso una vasta gamma di servizi offerti dai concept nazionali, fra distributori di carburanti, parafarmacie, ottica, cremerie Sapori&Dintorni e Petstore. Sulla private label Conad si conferma leader di mercato, con una quota del 28,4% (+1,3% rispetto al 2016): numeri ben più alti della media del settore, che si attesta al 19,4% (fonte: Iri). La private label cresce anche a valore, registrando un fatturato di 3,2 miliardi di euro (+11,6%). Il biologico e le linee benessere presenti nel brand Verso Natura registrano buone performance, con una crescita del 137%.

             

            ortofrutta Sapori&Dintorni Conad

            Il reparto ortofrutta di un punto vendita Sapori&Dintorni Conad

            I soci Conad oggi sono 2.664 (49 in meno rispetto al 2016) e l’organico ha raggiunto le 52.762 unità, con un incremento di 5.380 posti di lavoro negli ultimi quattro anni.

             

            Il piano strategico di sviluppo per il triennio 2017-2019 prevede investimenti per 1.101 milioni di euro, finalizzati a nuove aperture e ristrutturazioni, a cogliere nuove opportunità di crescita e a migliorare l’efficienza energetica dei punti di vendita e dei magazzini.

             

            “La crescita che registriamo nel 2017 è frutto del nostro modello imprenditoriale, fatto di imprenditori dettaglianti indipendenti associati in grado di fare la differenza in un mercato estremamente competitivo. – dichiara l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese – I nostri soci, però, sanno bene che se non c’è redistribuzione della ricchezza, non ci sono nemmeno prospettive di sviluppo per le loro imprese associate. Ecco perché la soddisfazione per la crescita della rete Conad – ancora una volta significativa e trainata dai successi della nostra marca – non può prescindere dall’impegno per la crescita e il sostegno del territorio e delle comunità locali”.

             

            Conad tavola rotonda Bologna

            Un momento della tavola rotonda che si è tenuta a Bologna il 19 giugno

            E parlando di sociale, l’Ad di Conad, nel corso della tavola rotonda incentrata sul tema del rancore nella contemporaneità, fa una riflessione di carattere socio-politico. “L’Italia è diventata il Paese del verosimile, e non del vero. Verosimile non significa falso: è ciò che in un particolare istante ci è utile comunicare per portare a compimento un altro disegno”. Si riferisce ai nostri politici, che “rispondono in maniera impulsiva secondo l’occorrenza, senza progettare realmente un cambiamento e una risoluzione dei problemi”. Si riferisce anche all’individualismo sfrenato che pervade il quotidiano, e che prende le sue derive più becere nella rete.

             

            Non si lascia scappare – parlando della relazione fra verosimile e vero – una frecciatina ai competitor, Francesco Pugliese, quando, in chiusura dei lavori, parla del ruolo dell’ortofrutta in Conad (leggi qui l’intervista di fine anno sulle performance del reparto ortofrutta) e fa cenno al fenomeno del caporalato. “I capitolati che imponiamo ai nostri produttori sono rigidissimi in materia di eticità del lavoro. Svogliamo da 12 anni un’attenta attività di controllo, siamo stati tra i primi a impegnarci contro il fenomeno del lavoro nero. Ma non ci teniamo a fare storytelling su questo”. “Noi non comunicheremmo mai che i nostri frutti sono migliori di quelli dei concorrenti, – è la conclusione pepata dell’Ad di Conad – perché questo non può essere del tutto vero, anche se ci impegniamo al massimo nell’attività di controllo. E noi non vogliamo cadere nel verosimile”.

             

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