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            I consumatori del domani? I Centennial, la speranza contro Amazon&Co

            I Millennial sono una generazione già superata per intercettare i nuovi trend di consumo. Sono i Centennial, oggi, a offrire uno sguardo su ciò che bisognerà produrre per gli scaffali del futuro: la Generazione Z, composta dai giovani nati fra il 1995 e il 2010. Una generazione con caratteristiche tutte sue, che preferisce, a differenza dei fratelli maggiori e dei genitori, l’acquisto nei negozi fisici piuttosto che negli store online. Che ha una capacità di spesa pari a 143 miliardi di dollari all’anno e che, secondo gli analisti, potrebbe rivitalizzare il settore della distribuzione e salvare i centri commerciali dalla concorrenza dell’e-commerce

             

            Dalla Redazione

             

            centennial supermercato

            La generazione Z usa lo smartphone per fare acquisti, ma preferisce gli store fisici

            Il consumatore del domani, quello a cui fare riferimento, per intercettare i nuovi trend? I Millennial sono un target ormai superato, a guidare il mercato del futuro saranno i gusti e le esigenze dei cosiddetti Centennial. È a loro che oggi deve strizzare l’occhio il mondo del largo consumo: a una generazione di giovani e giovanissimi nati tra 1995 e il 2010, ragazzi e ragazze che vanno a costituire quella che ora viene definita la Generazione Z. Lo riporta Forbes citando a sua volta il sito Retail Dive, che spiega come questa sia una generazione con caratteristiche tutte sue, che preferisce, a differenza dei fratelli maggiori e dei genitori, l’acquisto nei negozi fisici piuttosto che negli store online. E che, secondo molti analisti, potrebbe rivitalizzare il settore della distribuzione e salvare i centri commerciali, da molti dati per spacciati a causa della concorrenza di Amazon & co.

             

            La Generazione Z sarà presto il segmento consumistico più importante di tutti, spiegano gli esperti, anche se attualmente spende meno rispetto ai baby boomer (che restano il bersaglio preferito dei commercianti). Si stima che questi giovani consumatori abbiano una capacità di spesa pari a 143 miliardi di dollari all’anno, rappresentando per le aziende qualcosa di più prezioso che il semplice reddito disponibile per il consumo. I Centennial, infatti, offrono uno sguardo su ciò che bisognerà produrre per gli scaffali del futuro. Gli adulti fanno la spesa, questo attualmente resta un dato di fatto, ma alla fine dei conti sarà lo stampo di approvazione della Generazione Z a far quadrare i conti. Quindi, secondo la visione di Retail Dive, l’impatto dei Centennial si riflette già oggi sul merchandising, sulla rapidità delle catene di rifornimento e su pressoché ogni aspetto del commercio al dettaglio.

             

            consumatori Centennial

            Ansiosi, esigenti, influenzati dai social e ossessionati dalle “esperienze”: ecco i consumatori Centennial

            La generazione Z sarebbe, secondo gli ultimi studi, quella che più d’ogni altra sembra legata al contatto con un centro commerciale: il 95% dei nati dopo il 1995 dice di averne visitato uno, contro il 75% dei Millennial e il 55% della Generazione X. Di tutte le cose che definiscono la Generazione Z – anche se si trova in uno stadio ancora nascente – l’importanza del fattore esperienziale è tra quelle in cima alla lista. Ad esempio, secondo Retail Dive, i concept di tendenza nei quartieri alti di New York sono quelli che offrono una shopping experience totalizzante, che oltre all’acquisto dei prodotti di marca offre servizi come aree per lo sport, sale per l’ascolto e la cucina, stanze per la meditazione all’interno degli spazi di vendita. Quali sono, quindi, le ricette per catturare questo segmento, secondo gli addetti al marketing? Più possibilità di testare i prodotti, più engagement con i brand sui social, e una maggiore attenzione al servizio clienti, specialmente nell’interazione coi più giovani.

             

            Stando sempre al report di Retail Dive, secondo Tom McGee, presidente di ICSC, un’associazione di categoria che raggruppa molti centri commerciali, questi ultimi rappresentano per la Generazione Z uno spazio per l’intrattenimento nel suo senso più ampio: uno spazio sicuro, dove passare del tempo con la famiglia e con gli amici. Diventando, così, quasi una seconda casa. ICSC riporta che quattro Centennial su cinque usano dispositivi mobili durante il momento dell’acquisto nei negozi, sia per restare in contatto con altre persone che per confrontare i prezzi alla ricerca di sconti. L’80% di questo gruppo afferma di aver comprato qualcosa in un negozio fisico dopo averlo prima osservato sui social. Sono comportamenti di cui i grandi distributori devono tener conto, per integrare meglio l’uso degli smartphone nei punti vendita, e come guidare le intenzioni di acquisto attraverso le pubblicità su Facebook, Instagram o Twitter.

             

            Attenti all’apparenza, i Centennial sono la prima generazione a crescere “in pubblico”, online, documentando le proprie vite sui social e ricevendo una enorme quantità di stimoli e anche di pressione. Ansiosi, esigenti (sono il segmento di consumo più esigente e consapevole di sempre), influenzati dai social e ossessionati dalle “esperienze”: così i Centennial costringono la grande distribuzione a cambiare e ad adeguarsi a quelle che saranno le tendenze di consumo del domani.

             

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