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                      Coop e il futuro del retail: “Per la prima volta dopo anni vendite sopra il mercato”

                      Alla presentazione del Rapporto Coop 2025 i vertici hanno delineato la rotta: una private label sempre più forte, che presidia tutti i segmenti, insieme a efficienza e nuove promozioni per sostenere il potere d’acquisto. I consumatori oggi premiano i prodotti Coop e le vendite crescono più della media del retail. Consumi più consapevoli, ritorno di centralità dei supermercati e attenzione al lavoro guidano le scelte. Dibattito anche su Coop Alleanza e il boicottaggio dei prodotti israeliani e sul futuro di Carrefour Italia

                      di Carlotta Benini

                      Gli italiani, nella nuova epoca dominata dal caos? “Sono idealisti tanto quanto pragmatici: vogliono tutto e il contrario di tutto”. Coniugare queste due attitudini opposte è, quindi, la grande sfida che oggi si pone di fronte ai retailer, che devono ripensare strategie commerciali, modelli di offerta e relazioni con i consumatori, ma che riguarda anche l’intero sistema Paese. Lo ha sottolineato la presidente di Coop Italia Maura Latini durante la presentazione del Rapporto Coop 2025, avvenuta il 9 settembre a Milano, aprendo i lavori della seconda parte istituzionale, durante la quale hanno preso parola i vertici dell’azienda.

                      Tre gli asset strategici che guidano lo sviluppo di Coop, illustrati dalla Latini insieme a Domenico Brisigotti, direttore generale di Coop, e Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori): in primis una private label sempre più forte e che ormai presidia tutti i segmenti, offrendo qualità e convenienza allo stesso tempo, ma è alla ricerca di un nuovo equilibrio con le marche leader (che restano comunque il 60% dell’assortimento). Secondo: una strategia di efficientamento che sta coinvolgendo cooperative, consorzi e strutture interne per ridurre costi e liberare risorse. Ultimo, ma non per importanza: un nuovo sistema di promozioni e comunicazione, volto a rafforzare la tutela del potere d’acquisto delle famiglie e valorizzare la distintività dell’offerta Coop.

                      Le sfide sono tante ma la motivazione è alta, specie guardando alle risposte degli italiani: i consumatori oggi premiano i prodotti Coop e le vendite di Coop crescono più del mercato (un +0,8% rispetto alla media del retail).

                      Maura Latin Coop Italia

                      Maura Latini, presidente di Coop Italia

                      Maura Latini: “Il cibo resta bene e non semplice merce”

                      “La fotografia offerta dal Rapporto Coop ci spinge a riflettere senza perdere la rotta intrapresa – ha detto Maura Latini, presidente di Coop Italia -. Il compito primario della cooperazione di consumatori è affiancare le famiglie, unendo convenienza, qualità e sicurezza. La nuova strategia promozionale risponde alla richiesta di risparmio ma senza ridurre il cibo a semplice commodity: per Coop resta un ‘bene’. Gli italiani vogliono esercitare scelte consapevoli, difendere l’ambiente e lottare contro il cambiamento climatico. La nostra marca privata, accanto alle marche leader e ai prodotti locali, è lo strumento per garantire accessibilità e valori condivisi”.

                      Domenico Brisigotti: “Convenienza e promozioni per difendere i consumi”

                      “Il Rapporto Coop ci restituisce l’immagine di un Paese segnato da una forte polarizzazione sociale, con una domanda debole e sempre più orientata al risparmio nella spesa quotidiana – ha osservato Domenico Brisigotti, direttore generale di Coop Italia -. Per rispondere a questo scenario, intendiamo rafforzare il piano già avviato, che punta sulla convenienza della nostra marca privata e su un sistema di promozioni e comunicazione volto a tutelare il potere d’acquisto delle famiglie”.
                      I risultati premiano queste scelte e invitano a proseguire su questa direzione: le vendite Coop – come anticipato – per la prima volta dopo diverso tempo crescono più del mercato e migliora la percezione di soci e consumatori.

                      Domenico Brisigotti Coop Italia

                      Domenico Brisigotti, direttore generale di Coop Italia

                      L’equilibrio fra marca del distributore e marche leader resta un nodo cruciale: “Oggi la private label rappresenta circa il 40% dell’offerta Coop, ciò significa che la maggior parte dello spazio è occupata dalle marche private – ha aggiunto Brisigotti -. La nostra attenzione va a quelle capaci di esprimere valore e distinguersi dalla proposta generalista, dai follower, dalle marche intermedie e ovviamente dalla PL. Per noi sarà un elemento determinante anche nel futuro, soprattutto per differenziarci da una proposta, quella dei discount, dove la marca non può albergare nelle stesse condizioni”.

                      Ernesto Dalle Rive: “Qualità, efficienza e lavoro al centro”

                      “Questa indagine ci restituisce l’immagine di un consumatore più frugale, attento alla convenienza ma anche desideroso di inserire valori e benessere nelle proprie scelte di acquisto – ha evidenziato Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop -. Nel carrello degli italiani crescono i prodotti legati alla gratificazione e al benessere personale: segno che è finita l’era del consumo fine a sé stesso e si afferma un modello più consapevole”. Secondo Dalle Rive, questo trend si lega anche al rallentamento dei discount e al ritorno di centralità dei supermercati, percepiti come più affidabili in termini di qualità.

                      Ernesto Dalle Rive Ancc-Coop

                      Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop

                      Il presidente di Ancc-Coop ha posto quindi l’accento anche sul lavoro: “Le cooperative di consumatori affrontano con serietà i problemi del Paese, dalla fragilità sociale alla scarsa qualità occupazionale. La strategia di efficientamento che stiamo attuando nei consorzi e nelle cooperative libererà risorse a vantaggio di soci e clienti. Come datore di lavoro di quasi 60 mila persone, Coop vuole conciliare tempi di vita e lavoro con politiche di welfare avanzate ed è pronta a discutere con Governo e settore su temi cruciali come aperture festive, riduzione del cuneo fiscale e misure contro la povertà, in una logica di confronto collegiale di filiera”.

                       Dal caso Coop Alleanza e i prodotti israeliani al dossier Carrefour

                      Al termine della presentazione del Rapporto Coop 2025, i vertici, rispondendo alle domande della platea, hanno toccato due temi caldi. Una domanda riguardava la scelta di Coop Alleanza 3.0 che, lo scorso giugno, ha promosso alcuni prodotti palestinesi – tra cui la Gaza Cola – e contestualmente ha rimosso dagli scaffali alcuni articoli di provenienza israeliana. Una decisione che aveva sollevato un ampio dibattito e che ha portato Coop Italia a ribadire la propria linea di neutralità. Sul tema è intervenuto Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop: “Non c’è un rapporto diretto fra togliere prodotti israeliani dagli scaffali e risolvere il conflitto. Noi abbiamo scelto un’iniziativa concreta, aprendo una sottoscrizione per soci e clienti che ha già raccolto oltre 500 mila euro destinati a Medici senza Frontiere, presente ogni giorno nei territori colpiti. Questo è un gesto reale di sostegno alle popolazioni che subiscono gli effetti devastanti della guerra. Il boicottaggio, invece, è uno strumento dei consumatori: ma togliere due prodotti dall’assortimento rischia di diventare un modo di lavarsi la coscienza senza affrontare davvero il problema”. “Perché – ha aggiunto – se vale per i prodotti israeliani, perché non dovrebbe valere per quelli russi o di altri Paesi che non rispettano i diritti civili?”.

                      Altro tema affrontato è stato l’acquisizione di Carrefour Italia da parte della New Princes dell’imprenditore Angelo Mastrolia. Maura Latini, presidente di Coop Italia, ha commentato così: “La manovra ci ha sorpresi, ma anche soddisfatti: è positivo se un pezzo importante della distribuzione torna in mani italiane. La sfida, però, è grande: Carrefour è una realtà complessa, con punti vendita di formati molto diversi, una rete franchising significativa e dimensioni imponenti. Servirà esperienza per governare una macchina di tale portata e sarà interessante osservare come l’imprenditore saprà gestirla”.

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