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            Coronavirus, a rischio 400 container di mele italiane in viaggio verso l’India

            Coronavirus-India-mele-lockdown

            Un polizziotto ferma dei motociclisti ad Amritsar (copy: scroll.in)

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            Un polizziotto ferma dei motociclisti ad Amritsar il 24 marzo (copy: scroll.in)

            Assomela, il consorzio delle organizzazioni di produttori di mele italiani che rappresenta l’80% della produzione melicola nazionale, in una nota stampa diramata il 24 marzo, informa di seri problemi nelle esportazioni verso lIndia, che proprio dalla notte del 24 marzo sarà in totale lockdown in tutto il Paese. La “serrata” avrà una durata di 21 giorni e riguarda 1,34 miliardi di abitanti. Secondo le intenzioni del premier Narendra Modi, il lockdown dovrebbe contenere l’epidemia da coronavirus.

            Dopo l’entrata in vigore di uno specifico decreto che ha introdotto misure per verificare lo stato di salute degli equipaggi delle navi portacontainer che comportano ritardi di 4/5 giorni per lo scarico della merce, al momento – riporta la nota di Assomela – la situazione descritta da alcuni importatori sembrerebbe molto più seria.

            Sebbene infatti non ci sia nessun provvedimento ufficiale da parte del governo che limiti l’operatività dei porti del paese e della logistica, la realtà sembra molto differente. I maggiori importatori, infatti, prospettano una prossima chiusura, o parziale chiusura, delle attività portuali e di quelle legate alla logistica, sebbene queste rientrino tra quelle ritenute strategiche dall’India stessa per garantire l’approvvigionamento dei beni di prima necessità.

            Le limitazioni alle attività ed agli spostamenti delle persone imposte dalle autorità, colpirebbe infatti qualsiasi categoria e qualsiasi settore – continua la nota di Assomela – compreso quello del food e della logistica ad esso connesso. I video e le immagini forniteci dai clienti stessi, dimostrano quanto il rigido e violento controllo da parte delle autorità renda impossibile non solo muoversi, ma semplicemente fare il proprio lavoro anche quando si tratta di approvvigionamento di cibo

            A tutto ciò si aggiunge la per ora presunta difficoltà ad accettare mele italiane da parte dei consumatori e i presunti controlli da parte di organi ispettivi e di polizia locali all’interno dei mercati generali e nei punti di vendita volti specificatamente a verificare la presenza di mele italiane.

            Una situazione potenzialmente esplosiva – sottolinea Assomela – per gli esportatori italiani per i quali questi mesi rappresentano il cuore della stagione commerciale in questo Paese. Al momento ci sono in mare con destinazione India circa 400 container, partiti all’inizio di febbraio prima che scoppiasse la crisi in Italia, per un valore complessivo superiore agli 8 milioni di euro. Nelle ultime settimane nessun ulteriore carico è partito per il Paese.

            Assomela è in contatto con le autorità italiane per comprendere la reale situazione e i possibili metodi di intervento, considerando che ogni chiusura o limitazione non andrebbe a detrimento solo delle mele italiane, ma, vista la rapida evoluzione e diffusione del coronavirus, a breve andrebbe a limitare gli approvvigionamenti di beni alimentari per l’India stessa, dove nelle ultime ore sono già avvenuti i primi assalti ai supermercati.

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