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                      Crai accelera lo sviluppo: nuovo format, nuove società e aperture all’estero

                      Crai avvia un importante piano di sviluppo supportato da 150 milioni di euro. Lo rivela l’Ad – e ora anche presidente – Giangiacomo Ibba a Italia Oggi, raccontando che il gruppo punta sul sud Italia con nuove società in Campania e Puglia, entra nei servizi energetici con Crai Energy e guarda anche all’estero con aperture a Praga e Bratislava. Novità in arrivo, il format urbano Crai Go, pensato per stazioni, aeroporti e aree turistiche

                      Dalla Redazione
                      (articolo aggiornato il 7 luglio 2025)

                      Giangiacomo Ibba Crai

                      Giangiacomo Ibba, Ad di Crai

                      Crai avvia una nuova fase di espansione con un piano articolato che segna un cambio di passo dopo la recente riorganizzazione interna. Il gruppo della distribuzione organizzata, guidato dall’amministratore delegato – e ora anche presidente – Giangiacomo Ibba, punta su nuove società, format innovativi e servizi aggiuntivi, focalizzandosi soprattutto sul Sud Italia ma con uno sguardo anche ai mercati esteri. Lo rivela un articolo di Italia Oggi, dove Ibba svela i prossimi passi dell’insegna e le strategie per lo sviluppo. Sviluppo che parte da una riorganizzazione interna, per passare quindi alla crescita esterna e all’espansione geografica, a supporto della quale ci sono investimenti per 150 milioni di euro.

                      Tali investimenti si inseriscono nel piano strategico triennale “CraiFutura”, avviato nel 2022, che mira a rendere il gruppo più integrato, efficiente e radicato nei territori. I primi riscontri sull’evoluzione del format di prossimità mostrano una crescita superiore al 20%.

                      Crai Secom Spa: meno consorzio, più impresa

                      Parallelamente al piano di sviluppo, il gruppo riorganizza la struttura societaria, con una Crai Secom Spa sempre più centrale. «Intendiamo Crai Secom spa sempre più come un’unica società e meno come consorzio, che pure resta la nostra storia, nel nostro dna”, spiega Ibba a Italia Oggi. La società è stata ripatrimonializzata e registra ora un ebitda di 8 milioni di euro. Il fatturato 2024 di Crai Secom ha raggiunto i 135 milioni di euro, in crescita del 30% rispetto all’anno precedente. La nuova governance vede le società Abbi, Ama e Codé ciascuna con il 25% delle quote, la cooperativa storica scesa al 20% e la New Grieco al 5%. Questo riequilibrio consente una gestione più efficiente delle risorse “da dedicare ai singoli territori, al resto della filiera e per un diverso approccio commerciale a seconda delle differenti esigenze”. Nell’ambito dell’assetto di governance per il triennio 2025–2027, Giangiacomo Ibba è stato nominato anche presidente del gruppo, mentre Michele Apuzzo ha assunto la carica di vicepresidente.

                      Obiettivo 4 miliardi al 2027

                      Dopo aver chiuso il 2024 con ricavi pari a 3,1 miliardi di euro, Crai prevede di raggiungere i 3,4-3,5 miliardi nel 2025 e i 3,8 miliardi nel 2026, avvicinandosi all’obiettivo di 4 miliardi al 2027. In questo scenario, i mercati esteri contribuiranno per circa il 3% del fatturato. “Il 2025 è finora piatto, come nella media del mercato, ma per noi la seconda parte dell’anno pesa sempre tanto”, precisa l’Ad di Crai.

                      Focus sul sud: nasce Crai Mediterranea

                      L’insegna investe sul Mezzogiorno con la costituzione di Crai Mediterranea, società partecipata da Abbi Group e Michele Apuzzo (ex Sole365). L’obiettivo è presidiare Campania, Basilicata e parte del Lazio con il format “Tuttigiorni”, basato su marca del distributore e su una politica di prezzo stabile, lontana dalle promozioni mordi e fuggi. Il modello potrebbe essere replicato anche in Puglia. “Diciamo che ci dobbiamo rafforzare nel Sud d’Italia – afferma Ibba su Italia Oggi – e lo faremo spingendo sulla prossimità e l’ultraprossimità, in modo da soddisfare le esigenze dei consumatori velocemente e con orari di apertura diversificati”. Crai Mediterranea prevede l’apertura di circa 40 punti vendita e punta a generare un fatturato annuo stimato di 500 milioni di euro.

                      Tuttigiorni Crai

                      Il reparto ortofrutta di un punto vendita Tuttigiorni Crai

                      Crai Go: la prossimità urbana entra in stazioni e aeroporti

                      A partire dal 2025 debutterà anche il format urbano Crai Go, pensato per presidiare stazioni, aeroporti e aree turistiche, ma anche per rispondere alle esigenze di spesa dell’ultimo minuto o per una pausa pranzo veloce. Sono previste dieci nuove aperture nel corso dell’anno, con l’obiettivo di arrivare a quota 100 nei prossimi tre anni. I primi store sorgeranno a Milano (piazzale Udine) e Torino (piazza Castello e via Garibaldi). A Torino poi sono previste ulteriori aperture, in particolare nel centro città, grazie all’integrazione tra Fratelli Ibba e Codé Crai Ovest.

                      Crai Go si affianca così agli altri format di prossimità dell’insegna, con l’intento di coprire l’intero territorio nazionale. “Dobbiamo coprire l’Italia”, dichiara Ibba. E sui piccoli comuni sottolinea: “Il 17% della popolazione italiana vive in comuni sotto i 3 mila abitanti. Si tratta di un mercato da 27 miliardi di euro. Crai copre già circa 400 comuni simili con una quota del 30%. Un obiettivo è arrivare a detenere un 30% complessivo”. In totale, oggi l’insegna è presente in oltre 800 comuni italiani con circa 1.500 punti vendita.

                      Nuovi mercati esteri e Crai Energy

                      Il piano di sviluppo include anche l’estero, con nuove aperture previste a Praga e Bratislava, dopo le esperienze già avviate a Malta e in Svizzera. Inoltre, Crai entra nel comparto energetico con Crai Energy, piattaforma realizzata con la svizzera Enet per fornire gas ed energia ai propri clienti. La joint venture (50% Crai, 50% Enet) risponde alla logica di presidiare anche territori marginali, dove Crai vuole garantire servizi essenziali.

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