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            Cresce Bio Val Venosta. 900 ha entro il 2020 e presto sui mercati tutto l’anno

            Bio Val Venosta fino all’11 settembre è in fiera a Bologna al salone Sana dedicato al biologico e al naturale. Abbiamo incontrato il responsabile Gerhard Eberhofer, che ci ha dato una fotografia di inizio campagna, a 10 giorni dall’arrivo sul mercato della varietà più precoce Gala, fra previsioni produttive e nuove sfide per il futuro. La stagione melicola è stata penalizzata – come è noto per tutte le realtà del comparto – dagli eventi climatici, si prevede un calo produttivo del -5% rispetto a 2016 (anch’esso a -33% sul 2015). Ma c’è ottimismo e le sfide sono ambiziose: l’attuale produzione (540 ettari) sarà quasi raddoppiata nei prossimi tre anni. E già per il 2018 si prevede la copertura dei mercati tutto l’anno

             

            di Carlotta Benini

             

            Bio Val Venosta punta entro il 2020 a superare i 900 ettari di coltivazione

            È iniziata gli ultimi giorni di agosto con la varietà Gala la nuova campagna commerciale di Bio Val Venosta, il brand del consorzio VI.P dedicato alla mela biologica. L’annata, come è noto, è stata penalizzata dall’andamento climatico anomalo, che ha colpito in generale tutto il comparto melicolo.“Purtroppo anche noi abbiamo registrato delle perdite, prima con le gelate di aprile e poi con le grandinate che si sono verificate nei mesi estivi, a cavallo tra luglio e agosto. – spiega Gerhard Eberhofer, responsabile di Bio Val Venosta, che abbiamo incontrato al salone Sana di Bologna – I danni climatici sono stati meno importanti rispetto alla stagione 2016, nella quale abbiamo avuto un calo del 33% per quanto riguarda il prodotto destinato al consumo fresco. Quest’anno prevediamo un ulteriore calo del 5% rispetto alla scorsa campagna. Ma è ancora presto per fare previsioni certe, la campagna è appena iniziata con la Gala, i tre quarti del raccolto è ancora sulle piante”.

             

            Gerhard Eberhofer con packaging “di lusso” di Bio Val Venosta

            Calibro medio, buccia liscia e colore di fondo giallo chiaro con striature rosso vivo, Gala è una varietà su cui Bio Val Venosta sta investendo. “Negli ultimi anni abbiamo piantato molti nuovi ettari, per questo la produzione, seppur nell’annata sfavorevole dal punto di vista climatico, resta stabile”, spiega Eberhofer. Buone prospettive anche per la varietà Pinova e per la mela club Kanzi, mentre Golden è sempre meno diffusa, oggi la produzione si è ridotta del 25-30%. “È una varietà molto difficile da produrre a regime biologico, presenta problemi di ticchiolatura e di alternanza”.

             

            E le aspettative sono alte per la varietà club Ambrosia, di cui VI.P. è l’unico produttore biologico in Europa. “Abbiamo tre soci con cui stiamo lavorando – rivela il responsabile di Bio Val Venosta – e siamo convinti che in futuro questa mela, sul mercato da ottobre a dicembre, ci porterà grandi soddisfazioni. È una carta in più che ci possiamo giocare con i nostri clienti nel periodo autunnale, quando il mercato è più saturo e i competitor sono tanti”.

             

            Attualmente la produzione biologica di Mela Val Venosta ammonta a 540 ettari, rappresenta l’11% della produzione (5.100 ettari). Quello del biologico è un settore che vede importanti sviluppi e su cui ci sono obiettivi ambiziosi: “La superficie destinata a mela bio crescerà di 100 ettari nel 2018 e di altri 140 nel 2019. L’obiettivo è di arrivare entro il 2020 a superare i 900 ettari, quasi il doppio dell’attuale produzione”.

             

            Altro obiettivo strategico è la copertura del mercato per 12 mesi, per soddisfare la richiesta dei clienti per tutto l’anno. Quest’anno, visto il calo produttivo dovuto al maltempo, non sarà possibile portare a termine l’obiettivo, ma Bio Val Venosta conta per questo sul 2018.

             

            Il vassoio di legno da sei mele, altro packaging esclusivo

            Il mercato di riferimento? È principalmente quello italiano, che rappresenta il 35%. “Siamo presenti nei canali tradizionali e nella grande distribuzione”, sottolinea Gerhard Eberhofer. Ma Bio Val Venosta guarda con interesse anche all’estero. “I mercati nordici rappresentano il 30% del nostro business, – continua – Svezia e Danimarca in primis. Anche il Regno Unito e l’Irlanda ricoprono una certa importanza, e la Spagna è in crescita. In calo invece la Germania, a causa della crescente offerta di prodotto interno”. Fuori Europa? “Siamo in Israele, negli Emirati Arabi e presto anche in Brasile. – rivela il responsabile di Bio Val Venosta – Un Paese che non ha produzione melicola bio, importa dal Cile e dall’Argentina da marzo in poi. Noi andremo a collocare il nostro prodotto nei mesi precedenti”.

             

            Interessante anche lo studio del packaging: in particolare al Sana abbiamo notato il bauletto da due chili in cartone ondulato, con informazioni sul progetto BioGraphy (leggi qui). “Un imballo di lusso, che spediamo via aerea a Dubai per esempio. Si può trovare anche nella Gdo italiana, lo proponiamo al consumatore come esclusiva confezione regalo”. E poi c’è il vassoio in legno da sei frutti, con sei mele di sei varietà diverse e un folder che spiega al consumatore le caratteristiche di ogni varietà. “Lo vendiamo ad esempio in Eataly”.

             

            La produzione di Bio Val Venosta non si limita alle mele. Anche gli ortaggi biologici sono un comparto in crescita costante, specie il cavolfiore, ma anche il sedano, la patata e la rapa rossa. La campagna è in corso dal mese di luglio e terminerà tra settembre e ottobre (eccetto le patate che arrivano fino a febbraio-marzo). Il mercato su cui vengono distribuiti è quello italiano, e quello locale dell’Alto Adige.

             

             

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