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Cresce CPR System. Artosi: “Il nostro è un modello unico, non solo per l’ambiente”


Festeggia 20 anni di attività all’insegna di una crescita costante, in termini economici e di sostenibilità, CPR System, leader italiana degli imballaggi in plastica a sponde abbattibili riutilizzabili (RPC) e del sistema di pooling. La cooperativa di Gallo (Fe) oggi vanta un modello di business unico in Europa, che unisce all’efficienza logistica una competitività economica impareggiabile, a cui si affianca “l’avanzato modello di gestione circolare dei processi produttivi”. Ne abbiamo parlato con Monica Artosi, direttore generale della cooperativa, che oggi conta 1057 soci in tutta Italia, di cui 42 sono insegne della Gdo e 1.015 aziende attive nella produzione ortofrutticola. “Il nostro – sottolinea – è uno straordinario modello, che dovrebbe e potrebbe essere ampliato su tantissime altre filiere”

 

di Carlotta Benini

 

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Nel 2017 le movimentazioni di imballaggi RPC per ortofrutta sono cresciute

È la realtà leader del sistema di pooling, con 20 anni di attività alle spalle rappresenta “un modello virtuoso di economia circolare unico in Italia”. Stiamo parlando di CPR System, la cooperativa ferrarese leader degli imballaggi in plastica a sponde abbattibili riutilizzabili (RPC) che conta nel suo circuito green oltre mille associati distribuiti su tutto il territorio nazionale. “Di questi 1.015 sono aziende che operano nella produzione ortofrutticola e 42 sono le insegne della grande distribuzione”, rivela Monica Artosi, direttore generale della cooperativa che ha a Gallo (Fe) il suo quartier generale.

 

CPR System ha festeggiato al Castello Estense a Ferrara i due decenni di attività e per l’occasione, il 22 giugno scorso, ha presentato i dati dell’esercizio 2017, che parlano di un fatturato di 55,7 milioni (+1,4% sul 2016), che sale a 57,8 milioni considerando anche l’attività della controllata Fc Log (leggi qui la news dedicata). Ne abbiamo parlato con Monica Artosi, che della cooperativa di Gallo vissuto in prima persona tutta la storia, lavorando al suo interno fin dall’anno della sua costituzione, nel 1998.

 

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Monica Artosi, direttore di CPR System

Quante movimentazioni si contano all’anno nel vostro circuito? Com’è il trend?

Nel 2017 sono stati movimentati all’interno del nostro circuito 134,5 milioni di imballaggi (con una performance particolarmente positiva delle cassette ortofrutticole, che segnano un +2,33%, ndr). Il trend è positivo: i primi dati 2018 evidenziano un andamento in costante crescita degli acquisti. Siamo partiti da 100 mila movimentazioni, in 10 anni abbiamo raggiunto i 108 milioni di movimentazioni e oggi siamo arrivati, appunto, a oltre 130 milioni di movimentazioni totali.

 

Quali sono i vantaggi degli imballaggi RPC per ortofrutta dal punto di vista ambientale?

I vantaggi del modello CPR System dal punto di vista ambientale sono enormi, perché prima di tutto si evita l’immissione di rifiuti nell’ambiente. Il concetto di riutilizzo è la formula chiave per determinare il vantaggio ambientale. Le nostre cassette nascono, vengono utilizzate e, a fine vita ritornano in circolo con la nuova rigranulazione. È uno straordinario modello, che dovrebbe e potrebbe essere ampliato su tantissime altre filiere. I contenitori sono riutilizzabili sempre e sono una soluzione strategica per l’ambiente.

 

Quante volte può essere riutilizzato un imballaggio RPC?

La vita media del nostro imballaggio è di sette anni e in ogni caso, a fine vita, la cassa rotta viene rigranulata e ritorna in circolo sotto forma di cassetta tutta nuova.

 

E dal punto di vista logistico, che vantaggi offre?

Anche in questo caso i vantaggi sono enormi, come attestano i numerosi studi che abbiamo realizzato in questi anni in collaborazione con l’Università di Bologna. CPR System ha un modello di gestione degli imballaggi nato proprio per abbattere i costi di logistica, grazie alla razionalizzazione e ottimizzazione di tutti i processi che partono dal Centro di lavaggio e arrivano alla piattaforma distributiva e ritorno.

 

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Le cassette CPR una volta giunte a fine vita vengono rigranulate e reimmesse al consumo

Parliamo infine di esposizione a punto vendita: in cosa si distinguono i contenitori CPR?

La nostra nuova campagna pubblicitaria mette in evidenza il colore verde delle cassette CPR che tutti conoscono e hanno una simbologia green. Negli ultimi anni si è lavorato molto sul layout espositivo, rinnovato in termini di colori e di mood del punto vendita. Abbiamo presentato recentemente dei nuovi espositori con ruote per il punto vendita: una novità estremamente interessante, sia in fatto di estetica che per quanto riguarda la funzionalità e la logistica.

 

Fra le novità che avete annunciato c’è anche la cassetta CPR 2.0: di cosa si tratta esattamente?

Si tratta di un nuovo contenitore che vuole facilitare la fase di chiusura della stessa cassetta con l’introduzione di leve per la chiusura.

 

Come procedono i progetti di studio con l’Università di Bologna?

Siamo partiti nel 2008 finanziando uno studio realizzato dal Dipartimento di Economia e Ingegnerie Agrarie che metteva a confronto il modello economico “lineare”, che utilizza cassette monouso, e il modello circolare, che utilizza cassette riutilizzabili. L’attività di ricerca è proseguita con lo studio, tutt’ora in corso, del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Bologna, che valuta il processo produttivo CPR in ottica di Life Cycle Assessment, con l’obiettivo di continuare a migliorare il modello virtuoso della nostra azienda. Lo studio è in fase di realizzazione e non possiamo ancora anticipare i dati.

 

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Oggi sono 42 le insegne della grande distribuzione che fanno parte del circuito CPR System

A giugno siete stati protagonisti su Radio Rai con uno spot in cui lei raccontava i vantaggi degli imballaggi in plastica riutilizzabili. Con che obiettivi nasce la campagna?

Con questa campagna pubblicitaria abbiamo voluto comunicare i valori del modello CPR System al grande pubblico. Penso sia importante per tutti, consumatori compresi, prendere coscienza del valore delle scelte sostenibili che vengono attuate dalle aziende come CPR e che hanno una ricaduta positiva non solo sull’ambiente. Abbiamo deciso di raccontarci al di fuori del nostro settore evidenziando i valori del riutilizzo, perché tutti possano rendersi conto di cosa sta dietro all’acquisto di frutta e verdura.

 

Quanto puntate sulla comunicazione social e digitale?

Siamo una realtà estremamente specializzata e di settore. Quando siamo partiti, con una grande anticipo sui tempi, abbiamo messo a punto la piattaforma di gestione che si sviluppa tutta on line già da vent’anni. Per noi il web è fondamentale, soprattutto per la gestione. Sul fronte della comunicazione, abbiamo da un anno la pagina Facebook ufficiale che utilizziamo per raccontare in modo emozionale i nostri valori e la pagina Linkedin che, invece, è un importante veicolo di comunicazione per i nostri potenziali clienti.

 

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