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                      Dall’università della Florida una nuova arancia resistente al Citrus Greening

                      Si chiama NuCitrus ed è una varietà inedita di agrume, sviluppata da un team di ricercatori dell’università della Florida: al suo interno sono stati inseriti i geni di un’altra pianta, comunemente identificata come “crescione”. Sono questi geni a produrre una proteina – già naturalmente presente in altri ortaggi della famiglia delle Brassicacee – che si è dimostrata capace di potenziare il sistema immunitario delle piante, rendendole più “tolleranti” nei confronti della malattia rispetto alle varietà convenzionali. In vent’anni il Citrus Greening, o “malattia da rinverdimento” degli agrumi, ha devastato gli agrumeti della Florida, per lungo tempo primo Paese produttore delle arance da succo statunitensi

                      Di Maddalena de Franchis

                      Agrumi FloridaPer vent’anni ha devastato le coltivazioni di agrumi in Florida, minacciando la sopravvivenza stessa di un settore, quello dell’agrumicoltura da succo, che rappresentava un’eccellenza a livello globale. Parliamo del citrus greening (acronimo: Hlb), patologia tuttora ritenuta fra le più gravi al mondo per le piante di agrumi, anche per le difficoltà incontrate dagli studiosi nel reperimento di una cura efficace. Ora gli scienziati dell’università della Florida stanno utilizzando i geni di un’altra pianta – Arabidopsis thaliana, comunemente nota come crescione – e li stanno introducendo nelle piante interessate, con l’obiettivo di sviluppare una varietà in grado di tollerare la malattia.

                      I dettagli del progetto

                      La varietà inedita, recentemente sviluppata dai ricercatori, si chiama NuCitrus e presenta, all’interno del sistema immunitario, una proteina chiamata Arabidopsis Npr1 (AtNpr1), prodotta dal gene del ‘crescione’ opportunamente inoculato. La cultivar mostra una forte tolleranza al citrus greening: è in grado, cioè, di convivere con l’infezione senza compromettere resa e qualità dei frutti, a differenza delle varietà convenzionali. Le piante, quindi, possono essere infettate dal patogeno, ma non mostrano sintomi, oppure li manifestano solo in forma lieve. Secondo Eric Triplett, docente di Microbiologia e Scienze cellulari all’istituto di Scienze alimentari e agricole dell’università della Florida, nonché coautore del recente studio, “le piante di NuCitrus non solo tollerano gli attacchi della malattia, ma producono anche frutti di alta qualità. Il gene aggiunto a NuCitrus – ha dichiarato – produce una proteina naturale comune in molti alimenti, tra cui svariati ortaggi appartenenti alla famiglia delle Brassicacee, come broccoli e cavolfiori. Tale proteina rafforza il sistema immunitario della pianta”.

                      Già avviati processi di sperimentazione e iter autorizzativo

                      “Il nostro studio dimostra che questa proteina è presente in quantità assai limitata nel frutto NuCitrus, non è tossica per l’essere umano e, se ingerita, viene rapidamente digerita, proprio come accade con altre verdure che la contengono”, ha affermato Zhonglin Mou, professore di Immunità vegetale all’università della Florida e autore principale dello studio. “La proteina aggiunta non è tossica neppure per l’agente patogeno responsabile della malattia del greening negli agrumi”. Ora il team di ricerca è al lavoro per effettuare test sul campo su larga scala: l’obiettivo è ottenere, entro due anni, l’approvazione federale all’uso di NuCitrus per la produzione industriale di succhi d’arancia di alta qualità. I ricercatori stanno anche “propagando” le piante resilienti, al fine di prepararle alla distribuzione commerciale: al momento, sono state completate le linee ‘Hamlin’ di NuCitrus, mentre le ‘Valencia’ sono in fase di valutazione. I ricercatori puntano a estendere la tecnologia a diverse varietà proprio per garantire ampia adattabilità e stabilità produttiva.

                      agrumi

                      Il Citrus greening: cos’è e come si manifesta

                      Il Citrus greening ha rappresentato un vero e proprio flagello per gli agrumeti della Florida: basti pensare che, da quando la malattia è stata individuata qui per la prima volta, nel 2005, la resa degli agrumi è crollata del 95%. “È stata una delle malattie delle colture più devastanti che gli Stati Uniti abbiano mai sperimentato”, ha detto Eric Triplett. Presente in Cina fin dall’Ottocento, il citrus greening si manifesta con l’ingiallimento e la caduta delle foglie, fino al deperimento generale della pianta. I frutti, piccoli e asimmetrici, presentano un’inversione di colore: la parte superiore rimane verde, mentre quella superiore è gialla o arancione. All’interno dei frutti sono visibili semi neri e avvizziti e la columella (la piccola struttura a colonna, al centro del frutto) è di color marrone, anziché bianca. Il succo ha un gusto salato o amaro, o è totalmente insapore. Il dilagare della malattia ha dato inizio a un declino ventennale nella produzione di agrumi in Florida, ulteriormente accelerato dai ripetuti uragani che hanno interessato il Paese, in particolare tra il 2017 e il 2024. La crisi ha toccato il picco nella stagione 2023/2024, quando il Washington Post parlò del “raccolto peggiore di tutto il secolo”. Pur non essendo una soluzione definitiva – perché fa leva sulla “tolleranza”, non sulla “resistenza” alla malattia – NuCitrus apre un nuovo fronte nel contrasto alla malattia da rinverdimento e offre spunti di riflessione interessanti anche per i produttori del Mediterraneo. In un contesto mondiale in cui gli agricoltori sono chiamati a conciliare la difesa delle piante con la sostenibilità ambientale, l’esperienza americana potrebbe fornire nuove strategie di resilienza per il futuro dell’agrumicoltura mondiale.

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