Dentro la filiera Conad: il viaggio di Focus tra i limoni siciliani
Dal campo al reparto ortofrutta, Focus Insider segue il viaggio di un limone Conad Percorso Qualità tra controlli, analisi multiresiduali, biodiversità, selezione dei lotti e tracciabilità. “Nel 2025 la filiera è stata sottoposta a oltre 800 verifiche”, racconta Pietro Di Girolamo, quality manager ortofrutta di Conad
Dalla Redazione
Cosa c’è davvero dietro l’etichetta “Percorso Qualità” che compare sui prodotti ortofrutticoli Conad? A raccontarlo è un reportage di Focus, che ha seguito il viaggio di un limone siciliano dal campo fino al reparto ortofrutta, ricostruendo passaggi, controlli e responsabilità di una filiera controllata.
La giornalista Giada Giorgi parte da un punto vendita Conad di Forlì, davanti a una confezione di limoni Conad Percorso Qualità. Da lì prende il via il viaggio per capire cosa raccontino davvero le informazioni riportate in etichetta e quali passaggi debba attraversare un prodotto prima di arrivare sullo scaffale.
Il viaggio parte da Melilli, nel cuore degli agrumeti siracusani
La prima tappa è in Sicilia, a Melilli, in provincia di Siracusa, all’interno dell’azienda agricola Marina, gestita da due giovani imprenditrici, Daniela e Rosaria. Qui nasce il limone seguito da Focus Insider: il femminello siracusano, “fiore all’occhiello” dell’azienda. Si tratta di un limone dalla forma ellittica, leggermente ovoidale, con buccia spessa e un’elevata concentrazione di succo, pari al 35%.
L’azienda, viene spiegato nel reportage, è un agrumeto diversificato tra arance, mandarini e limoni, capace di garantire continuità produttiva durante l’anno. È da realtà come questa che prende avvio il Percorso Qualità per l’ortofrutta Conad, un progetto che oggi riguarda 40 prodotti ortofrutticoli a marchio del distributore.
Le regole in campo: meno interventi e più biodiversità
Il reportage come il disciplinare preveda la gestione integrata delle avversità, con attenzione – dove possibile – alla riduzione di agrofarmaci e fertilizzanti, oltre all’attivazione di pratiche dedicate alla tutela della biodiversità. A questo si aggiungono analisi multiresiduali effettuate periodicamente per verificare la presenza di fitosanitari entro gli standard fissati da Conad, definiti “più restrittivi di quanto previsto dalla normativa vigente”.
Solo dopo la verifica dei report analitici e la conferma della conformità del prodotto viene dato lo sblocco del campo. Le analisi, viene precisato, vengono effettuate su tutti i lotti. A questo si aggiunge la supervisione diretta di Conad. Pietro Di Girolamo, quality manager ortofrutta di Conad, spiega che nel 2025 la filiera Percorso Qualità è stata sottoposta a oltre 800 verifiche, accompagnate da circa 400 analisi su frutti e parti di pianta per verificare il mantenimento degli standard previsti.
Secondo quanto riportato nel servizio video, anche la scelta delle aziende agricole segue criteri precisi: le linee guida imposte dall’insegna e il rispetto dei requisiti garantiti dal capo filiera diventano infatti lo strumento con cui vengono selezionati i prodotti Percorso Qualità.
Il ruolo del capo filiera e il confezionamento
La tappa successiva del viaggio è Carlentini, sempre nel Siracusano, dove opera l’azienda capo filiera incaricata di selezionare le aziende produttrici, verificare le produzioni e occuparsi di confezionamento ed etichettatura. Qui il controllo avviene sia manualmente sia attraverso sistemi automatizzati. Focus racconta che, oltre all’intervento diretto degli operatori, entrano in funzione macchine calibratrici che classificano i frutti in base alla dimensione. Tecnologie di scansione 3D analizzano invece la superficie dei limoni per individuare eventuali difetti o ferite.
Nel servizio si sottolinea inoltre come ogni lotto venga accompagnato da dati che ne documentano il percorso lungo tutte le fasi della filiera, dal campo fino al confezionamento.
I controlli nel centro di distribuzione
Da Carlentini i limoni raggiungono poi uno dei centri di distribuzione Conad, a Forlì. Anche qui il prodotto viene sottoposto a nuovi controlli. Secondo quanto riportato da Focus, l’etichetta viene verificata nuovamente e un campione di prodotto viene selezionato per controllarne le caratteristiche merceologiche concordate. Tra gli aspetti monitorati figurano il colore della buccia e l’omogeneità dei calibri all’interno della confezione.
Il reportage precisa che, se gli standard previsti dalle linee guida non vengono rispettati, il prodotto non viene consegnato al punto vendita.
Gli scarti non conformi vanno all’industria conserviera
Non tutti i limoni selezionati rientrano quindi negli standard previsti per il Percorso Qualità. Alcuni vengono scartati perché troppo grandi, irregolari nella forma o non conformi ai parametri di commercializzazione.
Scartati dalla filiera Percorso Qualità, però, non significa sprecati. Il video spiega che questi limoni vengono destinati all’industria conserviera, dove possono essere utilizzati per succhi, bevande, aromi naturali, oli essenziali e altri derivati.
L’etichetta come sintesi del percorso
Il viaggio si conclude nel reparto ortofrutta del supermercato, dove il lavoro svolto lungo tutta la filiera diventa visibile al consumatore attraverso l’etichetta. Nel reportage si legge che “i dati che si leggono sulla confezione sono il frutto di un piano d’azione strutturato, con fasi, protagonisti e luoghi differenti a cui si chiede la responsabilità sul rispetto dei processi produttivi”.
Tra gli aspetti evidenziati da Focus anche la tracciabilità del prodotto fino all’azienda agricola di origine. “Il percorso che abbiamo appena fatto permette di tornare indietro in qualunque fase del processo anche al fine di applicare eventuali correttivi e migliorarlo”, spiega Pietro Di Girolamo.
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