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                      Dolce Passione, cresce il cocomero nero italiano che piace agli chef

                      Dolce-Passione-cocomero

                      Dolce Passione è un cocomero 100% italiano, a buccia nera e senza semi, medio formato

                      Si è tenuto il 12 giugno a Cesenatico, nel cuore della Riviera romagnola, l’evento del Consorzio Dolce Passione per celebrare l’anguria italiana. Al centro della serata la cena in cui tutte le portate – dall’aperitivo di benvenuto al dessert – prevedevano un tocco di Dolce Passione, secondo l’interpretazione dello chef Mauro Spadoni. I soci del Consorzio hanno fatto il punto su traguardi raggiunti e obiettivi futuri per questo cocomero 100% italiano. Nel 2026 ci sono 370 ettari in produzione in 11 regioni italiane. Elevata la richiesta dall’estero. In fase di studio formati mini

                      di Maddalena De Franchis

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                      Dolce Passione è un cocomero 100% italiano, a buccia nera e senza semi, medio formato

                      Il tramonto a picco sul mare, la distesa di ombrelloni sulla battigia, il profumo di menta nei locali che servono il mohito e il frutto superstar dell’estate italiana: c’erano tutti gli ingredienti, venerdì sera, per dare il benvenuto alla stagione più calda dell’anno, mixati alla perfezione nell’evento organizzato dal Consorzio Dolce Passione al Bagno Milano, stabilimento balneare storico (quest’anno compie cento anni!) del litorale di Cesenatico, nel cuore della Riviera romagnola. Ma la perfezione, si sa, non è di questo mondo – specie se si ha a che fare col meteo – e gli operatori dell’ortofrutta lo sanno bene: ecco perché, a cercare di guastare la serata, è arrivato dal mare un vento dispettoso, che ha scompigliato i capelli e fatto volare via le cartelle stampa dei giornalisti.

                      Nonostante ciò, l’evento – interamente dedicato al cocomero, che è stato celebrato con un menù completo “a tema”, a cura dello chef Mauro Spadoni – si è rivelato un’occasione indubbiamente piacevole per fare il punto sugli obiettivi finora raggiunti dal Consorzio, nato nel 2023, nonché sui programmi in cantiere per il futuro. Erano presenti, tra gli altri, il direttore Luciano Trentini e i soci che, fin dall’inizio, hanno creduto nel progetto, rappresentati da Ombretta Colombani (Cico-Mazzoni), Sandro Colombi (Known-you Seed), Giovanni Lorenzini (Lorenzini Naturamica) e Martina Castello (Ortofrutta Castello).

                      LA SCOMMESSA: RISCOPRIRE IL COCOMERO A BUCCIA NERA

                      Il Consorzio Dolce Passione è partito da una scommessa: riportare in auge il cocomero a buccia nera italiano, scomparso dal mercato circa una trentina d’anni prima. La peculiarità di questo prodotto è la sua buccia nera, insieme a una pezzatura media (3-6 kg) sempre più richiesta dai consumatori. Non solo: a caratterizzare il frutto sono sia la polpa rossa, vivace e croccante, sia il grado zuccherino significativo (brix superiore a 12), nonché l’assenza del seme o la presenza di pochi semi bianchi edibili. Altro aspetto rilevante del prodotto è la shelf life elevata.

                      DOLCE PASSIONE: I PROMOTORI

                      A dare il via al percorso sono stati tre importanti player della produzione e commercializzazione del settore, che hanno deciso di costituirsi in Consorzio: Lorenzini Naturamica (Sermide e Fellonica, Mantova), azienda agricola con quattro decenni di storia, specializzata nella produzione di meloni e angurie; Cico-Mazzoni (Tresignana, località Tresigallo, Ferrara), oltre 60 anni di attività e specializzazione nella filiera dell’ortofrutta fresca; Ortofrutta Castello (Stanghella, Padova), da quarant’anni tra le aziende leader nel commercio dell’ortofrutta. A dare origine al gustoso frutto è un seme di nuova generazione, la cultivar “Dark Star”, concesso in esclusiva al Consorzio Dolce Passione in collaborazione con l’azienda sementiera Known-you Seed, new entry nel mercato europeo delle sementi.

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                      Da sx: Ombretta Colombani (Cico-Mazzoni), Luciano Trentini (Direttore Consorzio Dolce Passione), Sandro Colombi (Known-you Seed), Giovanni Lorenzini (Lorenzini Naturamica), Martina Castello (Ortofrutta Castello)

                      DOLCE PASSIONE, GLI INTERVENTI DEI SOCI

                      Tornando all’evento del 12 giugno, tra una portata all’altra si sono alternati al microfono il direttore del Consorzio Luciano Trentini e, in rappresentanza dei i soci, Ombretta Colombani di Cico-Mazzoni, Luigi Castello di Ortofrutta Castello e il giovanissimo Giovanni Lorenzini, rappresentante della seconda generazione al timone di Lorenzini Naturamica.

                      Luciano Trentini ha fatto il punto sulla campagna attualmente in corso, precisando che “è partita con un leggero ritardo a causa di un andamento climatico particolarmente rigido soprattutto nelle aree del Sud Italia, in particolare in Sicilia, aree in grado di garantire la maggiore precocità”. Per le produzioni siciliane, tuttavia, Trentini ha parlato di “performance produttiva finora ottima, unita a una eccellente qualità”.

                      Anche Ombretta Colombani e Luigi Castello hanno sottolineato le difficoltà iniziali dovute all’andamento meteo, dichiarandosi però fiduciosi sul prosieguo della stagione, a partire dalla prossima settimana (secondo gli esperti meteo, una nuova ondata di calore di matrice subtropicale ci terrà compagnia almeno fino alla fine del mese di giugno). Giovanni Lorenzini, dal canto suo, si è soffermato sui consistenti investimenti che l’azienda di famiglia ha voluto dedicare, in termini di ettari e macchinari per la lavorazione, proprio all’anguria del Consorzio.

                      “IL COCOMERO DEL FUTURO SARÀ GRANDE COME UNA MELA”

                      Sandro Colombi di Known-you Seed ha presentato i progetti di innovazione varietale del Consorzio, ribadendo come si stia lavorando per rispondere alle esigenze di un mercato che richiede angurie di taglia sempre più piccola. Lo conferma un recente studio Cso Italy, secondo cui, nel 2025, le angurie piccole (mini e midi) hanno rappresentato circa il 60% degli acquisti delle famiglie italiane: in particolare, quelle midi hanno superato il 30% del totale. I cocomeri tradizionali, di grosse pezzature, si sono fermati al 9%.

                      “L’anguria del futuro, attualmente in sperimentazione – ha dichiarato Sandro Colombi – sarà poco più grande di una mela, comoda da portare con sé come merenda e adatta alle esigenze dei single, o di un nucleo familiare composto da due persone”.

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                      Il dessert stile frutta realistica dello chef Mauro Spadoni alla serata Dolce Passione (copyright: Fm)

                      L’ultimo a intervenire è stato lo chef Mauro Spadoni, che ha voluto soddisfare – almeno in parte – la curiosità dei presenti, spiegando come ha utilizzato l’ingrediente “anguria” nei vari piatti del menù, senza tuttavia svelare i proverbiali “segreti” che ogni chef degno di questo nome custodisce gelosamente. Ha sorpreso il palato dei presenti soprattutto il dolce (“commissionato – ha detto lo chef – a un amico pasticciere”), che riproduceva perfettamente una piccola anguria ed era composto, fra l’altro, da gelato e granita a base di anguria, mentre la “buccia” era interamente di cioccolato.

                      IL PUNTO SUL MERCATO

                      Il cocomero Dolce Passione ha ottenuto un riscontro soddisfacente dal mercato, tanto da passare dai 60 ettari di produzione, registrati a inizio percorso, agli attuali 370 ettari, coltivati in 11 regioni italiane: questi ultimi garantiscono una presenza del prodotto da maggio sino a ottobre. Il prodotto sta incontrando il gusto dei consumatori italiani e di quelli esteri, dove il Consorzio Dolce Passione vede aumentare le proprie vendite. I mercati esteri – dai Paesi del Nord Europa a quelli dell’Asia occidentale – hanno rappresentato, nel 2025, una quota di mercato che ha interessato oltre il 50% dell’intera produzione del Consorzio.

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