Dolce Passione: qualità, sostenibilità e centralità del consumatore nella campagna 2025
Con 400 ettari coltivati in dieci regioni e un export in crescita, Dolce Passione, il cocomero a buccia nera 100% italiano, si conferma protagonista dell’estate 2025. Qualità, tracciabilità, ricerca varietale e riduzione dell’impatto ambientale sono le leve strategiche del Consorzio, che ha presentato oggi a Lido di Spina i numeri e le novità della campagna in corso. In Gdo cresce l’interesse per il prodotto, anche nella versione pronta al consumo
di Carlotta Benini
È partita sotto i migliori auspici la campagna produttiva e commerciale 2025 del cocomero a buccia nera Dolce Passione, promosso dal Consorzio che riunisce quattro importanti realtà italiane: Alma Seges (Eboli, Salerno), Cico Mazzoni (Tresignana, Ferrara), Ortofrutta Castello (Stanghella, Padova) e Lorenzini Naturamica (Sermide, Mantova). In soli quattro anni il progetto ha registrato una crescita significativa, passando da 60 a 400 ettari coltivati. La produzione coinvolge dieci regioni, dalla Sicilia alla Lombardia, e si stima porterà a una commercializzazione di circa 20-22 mila tonnellate di frutti. Tutti i numeri le novità di Dolce Passione sono stati illustrati oggi, martedì 22 luglio, presso l’azienda agricola Bologna Miriam nella frazione di Lido di Spina a Comacchio (Fe), in un percorso dal campo alla tavola.
Un prodotto che risponde a una triplice direttrice
Alla base del progetto Dolce Passione ci sono tre linee guida strategiche: selezione genetica orientata alla qualità, crescente attenzione verso il consumatore finale e un forte impegno sul fronte della sostenibilità ambientale e della riduzione dell’impiego chimico. Il cocomero Dolce Passione, riconoscibile per la buccia nera, il calibro medio tra 4 e 6 kg, l’elevato grado zuccherino e l’assenza di semi, continua a intercettare una domanda crescente, sia sul mercato interno che all’estero.
Stagione 2025: partenza positiva, clima incerto al Nord
La campagna è iniziata con le angurie precoci a maggio e ha subito registrato una produzione medio-bassa che ha favorito un buon equilibrio tra domanda e offerta. Giugno ha segnato un mese eccezionale dal punto di vista commerciale, sostenuto da temperature elevate e consumi vivaci. Luglio, invece, ha mostrato un andamento più altalenante, in particolare per via del calo termico e delle piogge nel Nord Europa che hanno inciso sui consumi. Luciano Trentini, direttore del Consorzio Dolce Passione, ha evidenziato: “Giugno è stato favoloso, luglio con alti e bassi, specie per via del meteo nel nord Europa. Ad oggi siamo al 60% della produzione raccolta e non possiamo ancora fornire dati definitivi sulla stagione, ma l’obiettivo di raggiungere il 50% di export rimane alla nostra portata”.
Le voci dal consorzio: qualità e fiducia nei mercati
Carmine Alfano, presidente di Alma Seges, conferma la qualità dell’offerta: “Abbiamo avviato una buona campagna: giugno è stato ottimo, mentre luglio ha risentito delle condizioni climatiche. Resta la fiducia di raggiungere il target del 50% di export. Dal punto di vista organolettico il prodotto è eccezionale e i clienti tornano perché trovano qualità”.
Dal lato produttivo, anche Luigi Castello, responsabile commerciale di Ortofrutta Castello, si dichiara soddisfatto: “La qualità è persino superiore a quella dello scorso anno. Le vendite sono state finora buone. L’export al momento è rallentato dal clima, ma ci attendiamo una ripresa con l’aumento delle temperature”. E quindi ha rivelato un dato relativo alla valorizzazione in Gdo: “Lavoriamo con diverse catene italiane ed estere. In due, in particolare, Dolce Passione è presente come unica anguria nera senza semi in assortimento: in queste insegne registriamo già un +20% di vendite rispetto al 2024”.
Per Nicoletta Magnoni, responsabile marketing di Lorenzini Naturamica, il progetto si sposa perfettamente con la mission aziendale: “Puntiamo sulla massima qualità e tracciabilità. Ogni cocomero è analizzato per grado brix, dichiarato su ogni frutto, che viene marchiato con un codice laser che consente al consumatore di risalire all’origine del prodotto”. “Anche per noi giugno è stato ottimo – ha continuato -, mentre luglio ha subito l’impatto del maltempo nel Nord Europa. Vendiamo tramite la Gdo e i mercati all’ingrosso, ma anche con uno shop online per rispondere alla domanda del cliente finale”.
Innovazione agronomica e bioplastica in campo
Nel 2025 il Consorzio ha introdotto un nuovo disciplinare agronomico volto a ridurre l’impiego di chimica in campo. Parallelamente, è stato siglato un protocollo tecnico con Novamont per diffondere tra i soci l’impiego di teli per pacciamatura in Mater-Bi, biodegradabili in suolo. Daniele Martinelli di Raviplast, partner tecnologico, spiega: “Il telo in Mater-Bi può essere lasciato nel terreno: si trasforma in ammendante, non richiede rimozione e riduce così i costi di manodopera e di smaltimento. Inoltre, consente un minor impiego di fitofarmaci, un miglior risparmio idrico ed è più adatto alla coltura in ottica di cambiamento climatico”.
Attualmente, il 50% dei 120 ettari gestiti da Cico Mazzoni, utilizza già il telo biodegradabile, come sottolinea il tecnico Ferruccio Petrarchin. “Come consorzio siamo al lavoro per mettere a punto anche prodotti non chimici per trattare le coltivazioni – rivela Petrarchin, sottolineando come l’attenzione alla salute, dell’ambiente e del consumatore finale, sia al centro della mission di Dolce Passione -. I primi risultati sono promettenti. L’obiettivo per il prossimo anno è una revisione del disciplinare per eliminare del tutto la chimica, in risposta anche alle richieste dei retailer europei, molto attenti a questo aspetto”.
Nuove varietà e servizio al consumatore
Anche sul fronte varietale si sperimenta: Sandro Colombi, consulente del Consorzio Dolce Passione e fondatore della società Know You Seed Europe, nonché padrone di casa – è sua infatti l’azienda che ha ospitato l’evento – ha mostrato le tre evoluzioni di Dolce Passione: tre angurie midi a buccia scura, tra 1,5 e 4 kg, ciascuna con caratteristiche diverse. Sono inoltre in fase di test cocomeri mini di peso inferiore a un chilo: “un apple watermelon”, ha detto Colombi, coniando un termine evocativo. Oltre a questo, una varietà a polpa gialla messa a punto per intercettare segmenti di consumo alternativi.
Accanto alla produzione, il Consorzio propone anche una nuova offerta ready to eat: cocomero a fette, esposto in frigo brandizzati a marchio Dolce Passione, già disponibile in alcune insegne della grande distribuzione.
Dolce Passione: un prodotto “a tutto pasto”
La versatilità del cocomero Dolce Passione è stata infine valorizzata anche in cucina: lo chef Mauro Spadoni lo ha reso protagonista di un intero menù durante l’evento a Lido di Spina, dall’antipasto al dessert. Tra le proposte: carpaccio di cotechino con mostarda Dolce Passione, risotto con cocomero al vino rosso, costine in salsa ai peperoni, fino alla ciambella con canditi di cocomero.
Copyright: Fruitbook Magazine







