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            Donne dell’Ortofrutta: quando l’unione e il networking fanno la forza

            Fare rete in maniera sempre più capillare, per promuovere una visione aperta e dinamica del settore ortofrutticolo, basata sul gioco di squadra, su una comunicazione corretta ed efficace, e sul “rispetto”, valore a cui sarà ispirata tutta l’attività 2020. È prossima a spegnere due candeline sulla torta l’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta, che si racconta insieme alle sue socie fra bilanci passati e obiettivi futuri. Parola alla presidente Alessandra Ravaioli e alle nove coordinatrici regionali

            di Carlotta Benini

            Donne dell'Ortofrutta

            Dall’alto, in senso orario: Francesca Nadalini, Ilenia Nordera, Alessandra Ravaioli e Alessandra Damiani

            Sempre più numerosa e sempre più attiva, presente in modo sempre più capillare sui territori regionali, sempre più social, ma soprattutto sempre più determinata a promuovere una visione del settore ortofrutticolo aperta, dinamica, capace di fare sistema, al di là di ogni individualismo. Con freschezza ed entusiasmo, perché sono queste le caratteristiche di un “movimento – se così vogliamo chiamarlo – di donne che, letteralmente, sanno muoversi nella stessa direzione. L’Associazione Nazionale Le Donne dell’Ortofrutta, prossima a spegnere la sua seconda candelina sulla torta, dà uno sguardo al lavoro svolto fino ad oggi e agli obiettivi e sfide che vedranno impegnate le socie nel nuovo anno. Nata a Bologna il 6 dicembre 2017, l’associazione ad oggi riunisce 90 socie impegnate a vario titolo nel settore ortofrutticolo, in rappresentanza di tutta la filiera: ne fanno parte imprenditrici, produttrici, operatrici ed esperte del settore, manager della grande distribuzione, figure istituzionali, giornaliste e comunicatrici.

            “Quando è nata la nostra associazione ha creato molta sorpresa: ci siamo presentate con un grande potenziale innovativo per il settore, non esisteva nulla di simile prima, né in Italia né altrove – esordisce Alessandra Ravaioli, presidente delle Donne dell’Ortofrutta -. Oggi abbiamo una credibilità consolidata, veniamo prese come esempio del fare networking di settore anche a livello internazionale. Anche la ministra Teresa Bellanova ci segue con attenzione e noi apprezziamo molto il suo approccio al settore, molto femminile, per restare in tema: è pragmatica, è generosa e sempre ‘sul pezzo’, come si suol dire”. “Rispetto, è il valore sul quale vogliamo lavorare nel 2020 – continua la presidente -: è arrivato il momento di fare sentire forti le nostre voci. Le energie che ci sono nell’imprenditoria femminile in ortofrutta sono forti e vanno ascoltate e valorizzate”.

            A proposito di rispetto, l’associazione ha inaugurato in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne (25 novembre) la nuova pagina Instagram, nata per implementare l’attività digital dell’associazione dando voce a tutte le associate. Si tratta di un profilo – coordinato dalla socia e giornalista Chiara Brandi, che non si presenta come una semplice vetrina, ma avrà l’obiettivo di sensibilizzare i follower all’acquisto di frutta e verdura, perché buona e sana, oltre che prodotta e promossa da addette del settore, che ne diventano così le più efficaci e credibili influencer. Su Instagram e sugli altri social dell’associazione troveranno spazio anche le iniziative organizzate nel corso dell’anno: fra i primi appuntamenti in calendario si ricordano il premio Danila Bragantini (24 gennaio) e un evento sulla comunicazione in ortofrutta a Fico Eataly World il 10 marzo, oltre a una serie di iniziative legate alla formazione e all’innovazione nel settore.

            Donne dell'Ortofrutta

            Da destra Teresa Diomede, Serena Pittella e Nuccia Alboni

            Un’altra grande novità del 2020 è la nascita di un coordinamento regionale all’interno dell’associazione, che ha nominato nove referenti d’area incaricate di promuovere i temi e i valori dell’ortofrutta al femminile a livello locale. “Promuovere il territorio e favorire la partecipazione di nuove socie alla vita dell’associazione, valorizzando al contempo le eccellenze ortofrutticole regionali della nostra Penisola: sono questi gli obiettivi che perseguiremo nei mesi a venire grazie alla collaborazione delle nove coordinatrici regionali nominate nel corso dell’ultima assemblea – spiega Alessandra Ravaioli -. Essere vicine al territorio significa avere più opportunità di essere ascoltate e seguite. Credo che le nostre coordinatrici possano svolgere un ruolo molto importante da questo punto di vista: il loro lavoro sarà un elemento chiave, nel corso dell’anno, per comprendere l’Italia dell’ortofrutta”.

            “Per quanto mi riguarda mi piacerebbe prima di tutto consolidare il rapporto con le socie attuali, e poi insieme a loro elaborare una strategia di gruppo-regione”, esordisce Serena Pittella, vice presidente dell’associazione e coordinatrice regionale per la Campania. Serena Pittella è anche responsabile marketing di AOP Luce, consorzio con sede a Fondi (LT) specializzato in diverse varietà ortofrutticole di Lazio, Campania e Puglia, tra cui la pregiata Melannurca Campana Igp. L’azienda a ottobre scorso ha ospitato nella sede di Sessa Aurunca (Caserta) l’assemblea annuale delle Donne dell’Ortofrutta (leggi qui). “In quest’ottica – continua Pittella – sto cercando di conoscere meglio le socie campane: ho iniziato con una visita aziendale da Maria Pia Paolillo (della Paolillo Srl di Eboli, leader del finocchio, ndr) e nei prossimi mesi vorrei riuscire a organizzare più spesso visite in aziende del territorio. L’idea del gruppo che fa rete anche a livello locale secondo me è vincente”.

            Ilenia Nordera, responsabile commerciale dell’azienda di famiglia Bio Trading – gruppo di Erbè (Verona) che riunisce diversi produttori biologici specializzati in kiwi, pere, mele, zucche, pesche e nettarine – è coordinatrice del Veneto. “Vorrei anzitutto analizzare meglio la situazione e la presenza femminile nell’ortofrutta veneta, i ruoli e le problematiche che questo settore rileva, con l’obiettivo di allargare la rete e provare a inserirci in qualche progetto o evento locale per far conoscere maggiormente l’associazione – dichiara a proposito del suo nuovo ruolo in associazione -. Un altro obiettivo è quello di cercare di migliorare le sinergie con le altre consociate, per fare forza comune specialmente per quanto riguarda la promozione e la tutela dei nostri prodotti. Per studiare insieme le criticità del settore, per esempio relative alla comunicazione delle imprese verso il consumatore finale. Per puntare infine a un’offerta più differenziale e differenziata (problema particolarmente sentito nel settore biologico in cui operiamo) e alla tutela contro il rischio di reclami poco giustificati da parte del cliente senza che ci sia la possibilità, da parte nostra, di appellarci alla normativa (che risulta, a mio parere, carente in merito)”.

            Donne dell'Ortofrutta

            Da destra Silvia Salvi, Stefania Mana e Patrizia Manghi

            “Quello che sto facendo e continuerò certamente a fare nel prossimo futuro è parlare della nostra associazione ogni volta che ne ho l’occasione, anche durante incontri non propriamente di settore – sottolinea la coordinatrice regionale per le Marche Alessandra Damiani, responsabile vendite e controllo qualità della Orsini e Damiani, marchio storico nella produzione e commercializzazione di ortaggi e frutta -. Di recente, per fare un esempio, sono stata invitata a un convegno del settore ittico e mi sono resa conto di come due comparti tradizionali, seppur diversi tra loro, possano contribuire a un arricchimento reciproco e alla ricerca di strategie comuni per superare questa crisi ormai strutturale”. “Sto coinvolgendo le colleghe marchigiane (possibili nuove socie) per parlare loro delle opportunità che la nostra Associazione mette a disposizione di noi associate e del mondo ortofrutticolo in generale – continua -. Infine, dopo aver fatto una ricerca all’interno del mio territorio, ho scoperto dell’esistenza di altre associazioni femminili legate al mondo agricolo: il mio prossimo obiettivo sarà quello di creare degli incontri dove far rete con le altre realtà, con la certezza che le donne, quando fanno squadra, sono una garanzia di successo!”.

            Nell’ambito della legge di bilancio 2020-2022, la ministra Bellanova ha di recente parlato di un “Bonus Donne in Campo”, un fondo da 15 milioni di euro per garantire mutui a tasso zero per le donne che sono imprenditrici agricole o che lo vogliono diventare. “Legandoci a quanto annunciato dalla ministra Bellanova, si potrebbe pensare a un incontro di informazione con una visione più tecnica sulle opportunità che hanno le imprese femminili, facendo intervenire qualche esperto del settore (che io avrei già individuato) – sottolinea Silvia Salvi, amministratrice di Salvi Vivai, il ramo di attività dedicato alla produzione di piante da vivaio del Gruppo Salvi, e coordinatrice regionale per l’Emilia Romagna – e coinvolgendo anche alcune associazioni di categoria, come ad esempio Confagricoltura Donna”. “Stiamo pensando anche all’organizzazione di un incontro-convegno sull’alimentazione, legando questo tema a quello della salute e della prevenzione a tavola attraverso una dieta ricca di frutta e verdura – le fa eco Patrizia Manghi, responsabile della divisione grande distribuzione di Sal Frutta e insieme a lei coordinatrice delle Donne dell’Ortofrutta per l’Emilia Romagna -. La relatrice sarebbe la dr.ssa Adriana Albini, che ha già partecipato a trasmissioni Rai”. “Ovviamente – proseguono entrambe – un obiettivo importante resta quello di far conoscere sempre di più la nostra associazione e di coinvolgere nuove imprenditrici, creando nuove sinergie anche con le altre regioni”.

            Di una possibile collaborazione con Confagricoltura Donna parla anche Francesca Nadalini, coordinatrice regionale per la Lombardia e commercial manager dell’azienda Nadalini di Sermide (Mn), specializzata in meloni, angurie e zucche. “C’è una forte componente legata alla produzione agricola all’interno della nostra associazione, credo sia importante consolidare questa vocazione attivando anche collaborazioni con istituzioni e associazioni di categoria – sottolinea -. Ho contatti in regione anche con Coldiretti Donne Impresa. Uno dei miei obiettivi per il 2020 sarà quello di consolidare questi rapporti istituzionali per creare sinergie e cercare di coinvolgere nuove imprenditrici agricole del territorio nella vita associativa delle Donne dell’Ortofrutta. Con l’auspicio che l’eco delle nostre attività si estenda anche a consulenti, giornaliste e altre professioniste del settore”.

            Donne dell'Ortofrutta

            Le Donne dell’Ortofrutta presenti all’assemblea 2019 nella sede dell’AOP Luce a Sessa Aurunca

            “Nel 2020 porteremo avanti una serie di attività già avviate sul territorio nell’anno in corso – racconta Teresa Diomede, titolare dell’azienda agricola Racemus di Rutigliano (Ba), specializzata in uva da tavola -, come la collaborazione con l’Istituto Oncologico di Bari per la promozione del consumo di uve con semi per i pazienti oncologici. Proseguirà anche la collaborazione con le Donne dell’Olio, con le quali a giugno scorso le Donne dell’Ortofrutta hanno stretto un gemellaggio. Ci sono tanti aspetti che legano i nostri due mondi, dagli accostamenti culinari alle preziose proprietà nutraceutiche che hanno i nostri prodotti; nel corso dell’anno organizzeremo un evento in sinergia volto a divulgare questi valori”. “Non da ultimo – conclude Diomede – c’è l’evento del 10 marzo a Fico dedicato alla comunicazione in ortofrutta: un tema a cui tengo molto, specie in un contesto attuale spesso dominato dalle fake news. Credo che noi Donne dell’Ortofrutta possiamo avere un ruolo importante nel contrasto delle false notizie. Dobbiamo creare all’interno dell’associazione una rete di professioniste che facciano sia da ‘sentinelle’ che da difenditrici del buon cibo e della buona agricoltura”.

            Stefania Mana, responsabile commerciale O.P. Joinfruit e sales manager della Ponso Soc. Coop. Agricola di Salluzzo (CN), è coordinatrice delle Donne dell’Ortofrutta per il Piemonte. “Lo spirito che animerà il 2020 sarà sicuramente la voglia di coinvolgere nelle nostre attività nuove associate – ci racconta -. Un altro tema su cui concentreremo le nostre energie è quello della valorizzazione delle Igp locali, in particolare della Mela Rossa di Cuneo Igp, un’eccellenza melicola del Nord Italia che non gode ancora della stessa notorietà delle varietà del Trentino o dell’Alto Adige”. “Infine – continua – ci concentreremo nella ricerca e nello sviluppo di nuove tipologie di imballaggi eco-friendly in materiale cellulosico, da introdurre nella campagna invernale, per prodotti come kiwi e mele”.

            Dalla parte opposta dell’Italia opererà durante l’anno Nuccia Alboni, imprenditrice ortofrutticola siciliana dell’azienda Ortonatura. “Fare networking sarà la parola d’ordine del 2020 – racconta -, con l’obiettivo far toccare con mano a tutte le professioniste del settore, anche quelle più restie, le potenzialità che abbiamo come associazione”. “Per coinvolgere le altre imprenditrici della Sicilia – continua – pensiamo di organizzare eventi e show cooking in occasione delle fiere regionali dedicate all’agroalimentare. Ma l’idea è anche quella di fare rete con le altre regioni d’Italia, con gemellaggi fra tradizione e cucina: penso ad esempio a uno sposalizio fra la piadina romagnola e la caponata di melanzane, o fra gli spaghetti di verdura marchigiani (dell’azienda Damiani, ndr) e il pomodorino siciliano”. Idee perfette per andare ad arricchire la comunicazione dell’associazione sui social network. “Una delle caratteristiche della nostra associazione, infatti – conclude Nuccia Alboni – è quella di sapere andare oltre l’individualismo”.
            Perché l’unione, come si dice, fa sempre la forza!

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