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                      Esselunga, e-commerce in tilt: sprechi di cibo e 750 lavoratori a rischio

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                      Esselunga a casa

                      Sciopero della logistica nell’e-commerce Esselunga: blocchi nei centri distributivi nell’area milanese mettono a rischio l’operatività di 750 lavoratori, per i quali si paventa la cassa integrazione, e causano sprechi di cibo fresco, come l’ortofrutta, che resta ferma nei magazzini. Al centro della protesta, accuse sindacali di gestione arbitraria e turni straordinari. L’azienda chiede dialogo per ripristinare il servizio

                      Dalla Redazione

                      Esselunga a casa

                      Il blocco della logistica e-commerce di Esselunga rischia di trasformarsi in un’emergenza occupazionale e alimentare. A lanciare l’allarme è la catena stessa, che segnala pesanti ripercussioni a seguito dello sciopero indetto dalla Filt-Cgil Milano e Lombardia contro alcune aziende fornitrici dei servizi di consegna a domicilio della spesa (Brivio e Viganò, Deliverit, Cap Delivery).

                      La protesta, che si è concentrata sui cancelli dei centri distributivi dell’area milanese, ha di fatto paralizzato la movimentazione delle merci destinate all’e-commerce, proprio nei giorni di massima richiesta legata alle festività pasquali. Un impatto diretto che coinvolge non solo il sistema distributivo, “ma anche le fasce più fragili della popolazione, come anziani e persone non autosufficienti, per cui il servizio di spesa online rappresenta un canale essenziale”, ha fatto notare Esselunga in una nota ufficiale.

                      Le accuse al centro dello sciopero

                      Il sindacato motiva la mobilitazione con “comportamenti aziendali discriminatori e pratiche gestionali arbitrarie”, tra cui il massiccio ricorso agli straordinari, con punte fino a “20-25 ore alla settimana”, come riportato dal Corriere di Milano, e ha organizzato presidi a Settimo milanese (Milano), Dione Cassio (Milano), Varedo (Monza e Brianza), Lallio (Bergamo).

                      750 lavoratori a rischio di cassa integrazione

                      Secondo quanto riportato da Monza Today, l’effetto domino coinvolge centinaia di dipendenti Esselunga interni ai centri logistici, il cui lavoro è stato di fatto ostacolato dal blocco. “Qualora le agitazioni non cessassero immediatamente e non riprendesse il dialogo tra le organizzazioni sindacali e le aziende trasportatrici, Esselunga si troverà costretta a valutare il ricorso alla cassa integrazione per circa 750 persone operanti nei centri coinvolti”, aveva dichiarato i giorni scorsi l’azienda nella nota. Un rischio che, per una realtà distributiva radicata come Esselunga, significherebbe un rallentamento significativo della propria operatività, con potenziali ricadute su tutta la filiera, inclusi fornitori e produttori ortofrutticoli.

                      Ortofrutta e cibi freschi sprecati

                      A preoccupare ulteriormente è l’effetto collaterale dello spreco alimentare, con carichi di prodotti freschi bloccati nei magazzini, senza possibilità di raggiungere le tavole dei consumatori. “Questa situazione sta causando gravi disservizi ai clienti, con significativi sprechi di prodotti come pane, carne, pesce, frutta e verdura”, fanno sapere da Esselunga.

                      Tavolo di confronto il 23 aprile

                      La prefettura di Milano ha convocato per il 23 aprile un tavolo di confronto tra le parti, ma le agitazioni sembrano destinate a proseguire ad oltranza. Esselunga, pur dichiarandosi estranea alla vertenza, rinnova l’appello al dialogo, auspicando una soluzione condivisa che consenta di ripristinare quanto prima un servizio cruciale per migliaia di famiglie e lavoratori. Ieri, sul Corriere Economia, è uscita una pagina pubbliredazionale dell’azienda, in cui si spiega che lo sciopero, proprio nei giorni di festività, ha causato gravi disservizi a migliaia di clienti, generando anche il blocco dell’attività di centinaia di dipendenti. “Ci scusiamo con il nostro personale e con i nostri clienti per i disagi subiti, e rinnoviamo la convinzione e l’impegno affinché un servizio essenziale come questo sia per tutti loro garantito”, è l’auspicio di Esselunga, che vuole scongiurare la cassa integrazione dei suoi 750 lavoratori.

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