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                      Esselunga e il caso Toti, nuovi risvolti. Il gruppo: “Nessun pagamento occulto”

                      Nuova misura cautelare per Giovanni Toti, presidente della Liguria, già agli arresti domiciliari da maggio nell’ambito di una maxi inchiesta sulla corruzione. Questa volta al governatore viene contestato un finanziamento illecito da parte di Esselunga, per uno spot elettorale. La catena smentisce categoricamente: l’accusa sarebbe “totalmente priva di fondamento e smentita da inconfutabili evidenze documentali e informatiche”

                      Dalla Redazione

                      Esselunga Toti

                      Nuovi risvolti nel caso Toti, il presidente della Regione Liguria indagato dal 7 maggio scorso nell’ambito di una maxi inchiesta sulla corruzione che ha creato un terremoto nella politica locale e già agli arresti domiciliari. Questa volta il governatore è nel mirino con l’accusa di finanziamento illecito, in relazione a 50 mila euro che sarebbero stati versati sottobanco tramite l’ex manager di Esselunga Francesco Moncada alla tv Primocanale, per uno spot elettorale realizzato e trasmesso in occasione delle elezioni comunali del 2022, poi vinte dall’attuale sindaco Marco Bucci (non indagato), come riporta Genova Today.

                      Indagati, per lo stesso reato, anche l’ex braccio destro di Toti Matteo Cozzani, l’ex senatore e proprietario di Primocanale Maurizio Rossi e l’ex consigliere di Esselunga Francesco Moncada.

                      Gip: “Esselunga ha pagato 55 mila euro di spot per Toti”

                      Secondo l’accusa, Francesco Moncada, all’epoca consigliere di amministrazione Esselunga, avrebbe finanziato 5.560 passaggi elettorali pubblicitari, per un valore di 55.600 euro. Gli spot sono stati diffusi dal 26 marzo al 12 maggio sullo schermo di Terrazza Colombo in occasione delle amministrative 2022, appunto, come riporta sempre Genova Today.

                      Dalla ricostruzione degli inquirenti il meccanismo di finanziamento funzionava così: durante la campagna elettorale, sul maxischermo in cima al grattacielo sede di Primocanale – in pieno centro a Genova – sono stati trasmessi molti più spot della lista “Toti per Bucci” rispetto a quanto dichiarato ufficialmente, 6.060 invece di 500, per un valore aggiuntivo di circa 50 mila euro rispetto ai 5 mila oggetto del contratto tra l’emittente e il soggetto politico.

                      Il surplus equivarrebbe proprio al valore di un accordo pubblicitario sottoscritto da Esselunga con Primocanale. La tesi, quindi, è che questo secondo accordo nascondesse in realtà un finanziamento occulto al governatore: la catena di supermercati avrebbe rinunciato ai suoi passaggi per “regalarli” alla lista totiana.

                      Perché? “Si ritiene che tale finanziamento sia stato finalizzato a consentire la perpetrazione del reato di corruzione” spiega la procura in una nota. Reato peraltro già contestato nella precedente ordinanza cautelare di maggio. L’obiettivo di Moncada sarebbe stato lo sblocco di due supermercati Esselunga a Sestri Ponente e Savona, le cui pratiche erano pendenti in Regione.

                      La replica di Esselunga

                      “Con riferimento alle notizie apparse sulla stampa, Esselunga ribadisce che nessun pagamento occulto è stato effettuato – replica la catena in una nota, ripresa in un secondo articolo da Genova Today – e che a fronte di pagamenti tracciati e regolari sono state eseguite esclusivamente le prestazioni oggetto dei contratti sottoscritti per la pubblicità del marchio Esselunga”.

                      “Qualsiasi diversa interpretazione allusiva è totalmente priva di fondamento ed è smentita da inconfutabili evidenze documentali e informatiche. Esselunga ha dato mandato ai suoi legali per avviare le doverose azioni a tutela della sua immagine”.

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