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                      Ferrero compra Kellogg: il colosso dei cereali entra nel mondo Nutella

                      Ferrero va alla conquista delle colazioni: il gigante italiano della Nutella ha acquistato Kellogg – il re americano dei cereali corn flakes – concludendo un affare da 3,1 miliardi di dollari. Per la storica azienda di Alba si tratta dell’operazione finanziariamente più importante dopo l’acquisizione del ramo dolciario di Nestlè nel 2018. Sui social arriva anche il plauso del ministro Lollobrigida

                      Dalla Redazione

                      Ferrero KelloggDa un lato, un brand iconico delle merende, il colosso dei colossi nel mondo degli snack e dei dolciumi, capace di trasformare la sua celebre crema alla nocciola in un fenomeno globale. Dall’altro, un’azienda con oltre cento anni di storia, che ha ridefinito la colazione di milioni di famiglie in tutto il mondo. Oggi questi due marchi – il primo italianissimo, il secondo profondamente americano – si uniscono in un’operazione senza precedenti. Ferrero ha annunciato l’acquisizione di WK Kellogg Co per 3,1 miliardi di dollari, 23 dollari ad azione: un prezzo che rappresenta un premio del 40% rispetto alla media ponderata del titolo negli ultimi 30 giorni. “L’acquisizione, che include la produzione, la commercializzazione e la distribuzione dell’iconico portafoglio di cereali per la colazione di WK Kellogg Co negli Stati Uniti, in Canada e nei Caraibi , fa parte del piano di crescita strategica di Ferrero e amplia la portata dell’azienda in più occasioni di consumo con marchi rinomati e amati e una forte rilevanza per i consumatori”, si legge in una nota ufficiale diffusa da Kellogg.

                      Il closing è atteso nella seconda metà del 2025, previa approvazione da parte degli azionisti e delle autorità competenti di Ferrero e Kellogg.

                      Obiettivo Nord America

                      L’operazione rafforza in modo decisivo la presenza di Ferrero nel mercato nordamericano, dove il gruppo è già attivo con 14.000 dipendenti, 22 stabilimenti e 11 sedi operative. Entrano ora a far parte del portafoglio Ferrero marchi simbolo della colazione americana come Frosted Flakes, Froot Loops, Rice Krispies, Special K e Raisin Bran, affiancandosi a nomi già consolidati come Nutella, Kinder, Ferrero Rocher, Tic Tac, così come a iconici brand americani come Butterfinger, Keebler, and Famous Amos.

                      Due storie familiari che si incontrano

                      “Sono entusiasta di dare il benvenuto a WK Kellogg Co. nel Gruppo Ferrero. Questa è più di una semplice acquisizione: rappresenta l’unione di due aziende, entrambe con una gloriosa tradizione e generazioni di consumatori fedeli – dichiara Giovanni Ferrero, presidente esecutivo del Gruppo Ferrero -. Negli ultimi anni, Ferrero ha ampliato la sua presenza in Nord America , unendo i nostri marchi più noti in tutto il mondo con gioielli locali radicati negli Stati Uniti. La notizia di oggi rappresenta una pietra miliare fondamentale in questo percorso, dandoci fiducia nelle opportunità future”.

                      Anche Gary Pilnick, presidente e CEO di WK Kellogg Co, sottolinea l’importanza dell’accordo. “L’ingresso in Ferrero fornirà a WK Kellogg Co. maggiori risorse e maggiore flessibilità per far crescere i nostri marchi iconici in questo mercato competitivo e dinamico – dichiara -. In qualità di azienda privata a conduzione familiare con valori in linea con il nostro fondatore WK Kellogg, Ferrero è un’eccellente casa per le nostre persone e vanta una comprovata esperienza nel supportare le comunità in cui opera. Non vediamo l’ora di collaborare con il loro team per mantenere la grande promessa dei cereali, esplorare opportunità che vanno oltre i cereali e aiutarci a offrire il meglio ai consumatori ogni giorno”.

                      Un nuovo pilastro per la crescita globale

                      Come sottolinea TgCom24, l’operazione rappresenta il più grande investimento del gruppo Ferrero dalla storica acquisizione del ramo dolciario di Nestlé nel 2018. Con questo accordo, il gruppo supera la soglia dei 20 miliardi di ricavi, consolidando la propria centralità nel panorama alimentare globale. La sede di Battle Creek, Michigan, resterà un punto nevralgico per l’area cereali, diventando quartier generale Ferrero per il comparto in Nord America.

                      Il commento del ministro Lollobrigida

                      L’acquisizione ha suscitato anche il plauso delle istituzioni italiane. Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida ha commentato così sui social: “L’Italia torna a correre e compra un’azienda storica americana. Congratulazioni al gruppo Ferrero che ha valorizzato il modello italiano ed è protagonista nel mondo con le sue creazioni”.

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