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                      Foreverland, il cioccolato a base di carrube si prepara al debutto nella Gdo

                      Gli esperti affermano che il cacao, minacciato dal cambiamento climatico e soggetto a una pressione crescente, dovuta a una domanda globale sempre più elevata, rischia di scomparire entro il 2050. La tensione legata alla minore disponibilità si è già tradotta in un’impennata delle quotazioni sui mercati internazionali, aumentate, da inizio 2024, del 93%. La soluzione? Potrebbe arrivare da Putignano, nel Barese: qui la startup Foreverland realizzerà “il cioccolato del futuro”, privo di cacao e a base di carruba. Un legume che, nei Paesi del Mediterraneo, è noto come “il cioccolato dei poveri”

                      di Maddalena De Franchis

                      Foreverland cioccolato carrube

                      Il cioccolato del futuro? È privo di cacao e a base di carrube

                      Cosa c’è di più delizioso di una tavoletta di cioccolato? Che sia al latte, fondente o bianco, il cioccolato è, da sempre, uno degli alimenti più amati, oltre a essere un ingrediente prezioso e versatile per innumerevoli ricette, sia dolci che salate. Eppure, proprio la crescente domanda globale di cacao (materia prima da cui deriva, appunto, il cioccolato) sarebbe una delle cause che porteranno, secondo gli studiosi, alla sua scomparsa entro il 2050: è da questa amara – è il caso di dirlo – consapevolezza che sono partiti i quattro founder di Foreverland, startup foodtech pugliese che produce Choruba, un ingrediente innovativo a base di polpa di carruba. La scommessa della startup è, appunto, usare questo ingrediente per produrre “il cioccolato del futuro”, totalmente privo di cacao.

                      Gli investitori hanno raccolto la sfida

                      A poco più di un anno dalla nascita della startup, sembra che gli investitori credano fortemente nel progetto di Foreverland: la startup ha chiuso, lo scorso ottobre, un round seed (letteralmente, “raccolta fondi iniziale”) da 3,4 milioni di euro. I finanziamenti arrivano da un pool di investitori, tra cui alcuni verticali sul food (come Grey Silo ventures, Eatable adventure e Kost capital) e altri come Cdp Venture, Exor ventures, 2100 ventures, Ulixes capital partners, Newland syndicate, Moonstone. La raccolta di capitali consentirà di completare la realizzazione del primo impianto produttivo in Puglia, a Putignano (Ba), che sarà operativo dall’inizio del 2025, e la commercializzazione di Choruba anche attraverso il canale della grande distribuzione.

                      Foreverland

                      I fondatori di Foreverland

                      Choruba: l’alternativa sostenibile al cacao, a base di carrube italiane

                      Probabilmente in tanti non ne sentivano parlare dai tempi delle scuole medie: la carruba, pianta diffusa in Sicilia e nei paesi del Mediterraneo, è citata infatti nel capolavoro di Giovanni Verga, ‘I Malavoglia’, nonché in diversi passaggi dei Vangeli, il più noto dei quali è certamente la parabola del figliol prodigo. La cultura popolare associa da tempo questo antico legume al cioccolato, tant’è che spesso la carruba è definita ‘il cacao del Mediterraneo’ per la sua polpa dolce e pastosa, in grado di ricordare quella del cioccolato. Se, fino agli anni agri della Seconda guerra mondiale, la carruba è servita a sfamare migliaia di persone – come ricordano importanti testimonianze storiche siciliane – ora è impiegata quasi esclusivamente per l’alimentazione del bestiame, o sotto forma di addensante ed emulsionante. In particolare, l’industria dei settori farmaceutico, cosmetico e alimentare sfrutta le proprietà addensanti dei semi, mentre scarta tutto il resto del frutto, compresa la polpa. Da qui l’intuizione dei fondatori di Foreverland: utilizzare un sottoprodotto di un cibo povero e, finora, scarsamente valorizzato per dar vita a un ‘superfood’ ricco di proprietà nutrizionali, gustoso e invitante. Dopo innumerevoli prove in laboratorio, i founder di Foreverland – Massimo Sabatini, Riccardo Bottiroli, Giuseppe D’Alessandro e Massimo Brochetta – hanno così lanciato Choruba, ingrediente disponibile in gocce o liquido, che può trovare svariate applicazioni nel settore alimentare come alternativa al cacao.

                      “La priorità? Migliorare l’esperienza legata al gusto”

                      Polvere, praline e creme spalmabili sono alcuni dei prodotti sviluppati in collaborazione con altre aziende e già disponibili sul sito web ufficiale di Foreverland. Ma la startup starebbe lavorando anche a preparati inediti, come la “crema di arachidi senza arachidi” e la “crema di nocciole senza nocciole”. Alcuni pasticceri si sono mostrati disponibili a sperimentare la soluzione nell’alta ristorazione e nei laboratori della startup si lavora incessantemente per migliorare l’esperienza legata al gusto della carruba. In che modo? Come si fa a creare un prodotto che, a un palato non esperto, risulti molto simile al cioccolato?

                      “Con la ricerca e utilizzando processi naturali, leggeri e già applicati nel settore alimentare – risponde Giuseppe D’Alessandro, co-founder e Cmo della startup -. Oggi al progetto lavorano tre ricercatori dell’università di Wageningen (una delle più avanzate al mondo nell’ambito del foodtech, ndr); nel frattempo, a Milano quattro persone sviluppano ricette e formulazioni. La carruba dà il colore e l’aroma, ma non basta: per ricreare la consistenza tipica del cioccolato è necessario trovare un sostituto per il burro di cacao, che abbiamo individuato in un mix di grassi naturali, come il karitè, una pianta coltivata in Africa, nelle olive e nel riso”. Per ora, sembra che la sperimentazione stia dando i risultati sperati: i fondatori hanno sottoposto un campione di consumatori ad alcuni test d’assaggio ‘al buio’: il 93% di chi ha assaggiato le praline Foreverland dice che “è cioccolato”; il 78% lo comprerebbe se lo trovasse sugli scaffali.

                      Foreverland cioccolato carrube

                      Le mandorle ricoperte di cioccolato Choruba (a destra) nel 2025 debutteranno in Gdo

                      Obiettivi futuri

                      A proposito di scaffali, l’approdo alla Gdo sta per essere completato: “dai primi mesi del 2025 – assicura D’Alessandro – saremo presenti anche nella grande distribuzione con un prodotto creato in collaborazione con un’azienda partner, le mandorle ricoperte di cioccolato Choruba. Siamo nati principalmente come brand di ingredienti, non come brand consumer. Puntiamo a diventare quello che è stato Intel per i chip o Goretex per i tessuti tecnici e immaginiamo, un giorno, di vedere sugli scaffali dei supermercati biscotti e prodotti di altre aziende e realizzati con Choruba. I tempi sono maturi, ora, per parlare direttamente ai consumatori che non ci conoscono e ‘democratizzare’ un prodotto sostenibile, privo di allergeni, capace di valorizzare un alimento dimenticato e una filiera 100% italiana ma, soprattutto, un prodotto buono”.

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