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                      Fragole e fitofarmaci: il dossier de Il Salvagente conferma l’assenza di irregolarità

                      L’ultimo test de Il Salvagente su 15 vaschette di fragole distribuite in Gdo rileva la presenza di numerosi residui di fitofarmaci, ma senza superamenti dei limiti di legge né sostanze vietate. Nonostante i toni allarmistici, la notizia di per sé è positiva: rispetto al precedente dossier del 2020, infatti, non ci sono casi che mettono in dubbio la sicurezza alimentare del prodotto acquistato al supermercato. Tra i campioni migliori, due fragole biologiche e una convenzionale

                      Dalla Redazione

                      fragole fitofarmaci Il Salvagente

                      Fragole, un frutto delicato per natura: facilmente soggette a danni meccanici, dalla superficie porosa, con un elevato contenuto d’acqua che favorisce la crescita di muffe e batteri rendendole più velocemente deperibili rispetto ad altri prodotti. Non è una notizia – per chi è del settore quanto meno – che siano tra i frutti più frequentemente associati alla presenza di residui di fitofarmaci nei controlli di laboratorio.

                      Non stupisce dunque che l’ultimo dossier de Il Salvagente dedicato alle fragole abbia rilevato numerosi residui di sostanze chimiche nei 15 campioni analizzati, comprendendo sia prodotti a marca del distributore che a marchio privato. La notizia, rispetto al precedente dossier del 2020, è che in nessuno dei campioni esaminati sono state riscontrate sostanze vietate né superamenti dei limiti di legge.

                      Una constatazione positiva, anche se la testata specializzata in inchieste sui consumi e sulla sicurezza alimentare fa notare come sia “sconfortante” che nei campioni siano stati riscontrati “ben 24 pesticidi oltre il limite di quantificazione rilevati, senza contare le decine di tracce non quantificabili comunque presenti”. In due casi, inoltre, prosegue Il Salvagente, sono stati trovati fino a 7 pesticidi nello stesso campione”. È opportuno precisare che, anche in questo caso, si tratta di residui di fitofarmaci, non di pesticidi tout court, e con valori entro i limiti di legge.

                      I campioni analizzati

                      Il Salvagente ha testato 15 campioni di fragole vendute nei più comuni supermercati italiani, “come Lidl, Coop, Conad, Esselunga, Todis, Carrefour e NaturaSì”. “Tra le vaschette testate, oltre quelle a marchio delle stesse Gdo, troviamo quelle di Naturitalia, Mediterraneo fragole, Agrì Margutta, Terre d’Italia, La selva, La favetta, Scarnato e azienda agricola Petrosino Sabato”, si legge nel dossier. Intanto occorre a nostro avviso precisare che Terre d’Italia non è un marchio privato, ma una private label di Carrefour, e che “Mediterraneo” fragole verosimilmente fa capo alla società consortile di Apofruit.

                      Detto questo, sulla base dei dati raccolti Il Salvagente ha attribuito punteggi e stilato una classifica riservata agli abbonati. Nel ranking si evidenzia, ancora una volta, la presenza di 24 diversi tipi di residui di fitofarmaci, inclusi fungicidi e insetticidi classificati come potenzialmente cancerogeni o interferenti endocrini.

                      Resta tuttavia il dato fondamentale: nessuno dei 15 campioni analizzati presenta irregolarità né valori che possano mettere in dubbio la sicurezza alimentare del prodotto.

                      I prodotti eccellenti

                      Non mancano, inoltre, notizie doppiamente positive. Tra i 15 campioni conformi alla normativa, alcuni si sono distinti per l’eccellenza: in particolare due referenze biologiche, quelle di NaturaSì e Carrefour. Ottimi risultati anche per un prodotto convenzionale, Conad Percorso Qualità, che ha evidenziato la presenza di un solo residuo di pesticida in quantità ridotta.

                      Le varietà di fragole analizzate

                      Tutte le varietà oggetto dell’indagine sono state coltivate in Italia, alcune tipiche di specifiche aree geografiche. La Favetta, ad esempio, è una varietà laziale appartenente al gruppo delle unifere, che fioriscono una sola volta l’anno. Candonga, nome commerciale della varietà Sabrosa, è tipica della Basilicata e si caratterizza per un sapore che ricorda quello delle fragoline di bosco. Dalla Basilicata proviene anche la fragola Inspire, varietà sviluppata da un’azienda spagnola, apprezzata per l’elevata produttività invernale e la lunga conservabilità. Infine, Sabrina è una varietà di mezza stagione, molto apprezzata per la sua produttività.

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