Fragole “smart”: con l’AI una nuova opportunità per il territorio del Pollino
Piaceri del Pollino è un’innovativa azienda agricola di Episcopia (Potenza) che, grazie all’intelligenza artificiale, produce fragole fuori suolo nel territorio montano, alle pendici del Parco del Pollino. Con la tecnologia Ortolino si riescono ad ascoltare i bisogni delle piante in modo da irrigarle e fertilizzarle evitando ogni tipo di spreco
Dalla Redazione
Nicola Ciminelli è un agronomo lucano con un grande sogno nel cassetto: valorizzare il suo territorio e offrire la possibilità ai tanti giovani in cerca di lavoro di non abbandonare le proprie origini. Per riuscire in questa impresa ha deciso di inventare qualcosa di nuovo, sfruttando al massimo le nuove tecnologie: così è nata Piaceri del Pollino, un’innovativa azienda agricola che, grazie all’intelligenza artificiale, produce fragole fuori suolo in modo sostenibile, riducendo al minimo il consumo di acqua e di sostanze chimiche.
L’azienda, situata a Episcopia (Potenza), alle pendici del Parco Nazionale del Pollino, nella primavera 2023 si è aggiudicata il Co-Innovation Award, premio promosso da Joule, la scuola di Eni per l’impresa in Basilicata, al termine di “Basilicata Pitch2Pitch”, una call for innovation a tema agritech e agroenergia che ha coinvolto diverse startup. Piaceri del Pollino nello sviluppo del suo business case è stata affiancata da un’altra startup, la pugliese Smart Education Lab, ideatrice del progetto Ortolino, un sistema IoT e di fertirrigazione low-cost.
“IoBaslicata” è il brand con cui vengono commercializzate le fragole coltivate fuori suolo grazie all’AI, frutto di un’agricoltura nuova e innovativa, che sfrutta al massimo le nuove tecnologie per valorizzare un territorio aspro e montano come quello del Pollino, “fatto di piccoli appezzamenti, dove difficilmente si può fare un’agricoltura estensiva”, spiega Nicola Ciminelli in uno speciale video di VD News.
“Ortolino è nato durante il periodo della pandemia, quando c’erano restrizioni sull’approvvigionamento e nel fare la spesa ed è così cresciuta l’attenzione verso l’autoproduzione domestica – racconta Loredana Verardi, ricercatrice di Smart Education Lab -. Tuttavia non tutti hanno il pollice verde o le conoscenze per gestire un orto, così abbiamo pensato, insieme al team di Smart Education Lab, di sviluppare un sistema completamente automatizzato basato sull’AI che aiutasse l’utente nella gestione del proprio orto. Questo progetto è la nostra risposta ai cambiamenti climatici, un sistema intelligente per minimizzare l’utilizzo di acqua e soprattutto di fertilizzanti, per aiutare le aziende a contenere queste risorse e anche i relativi costi e a ridurre gli sprechi”.
“Ortolino è un sistema intelligente che ascolta i bisogni delle piante – continua Lucio Colizzi, ricercatore di Smart Education Lab -. Dei sensori inseriti all’interno del terreno rilevano ogni minuto, h24 e 365 giorni all’anno, i dati su azoto, fosforo, potassio, ph, che servono al nostro sistema, che sta sul cloud, di prendere delle decisioni. Rilevati i dati di un determinato momento, questo dà quindi gli ‘ordini’ al nostro fertirrigatore, gestendo in modo efficiente le risorse”.
Grazie alla vittoria alla call for innovation promossa da Joule, Smart Education Lab ha acquisito visibilità, tanto che un gruppo industriale è entrato nel capitale della startup pugliese. “Questo ci ha consentito di ampliare il nostro team con l’ingresso di ingegneri, sia in ambito informatico che elettronico”, dice Colizzi.
Tornando a Nicola Ciminelli e al suo sogno di formare i giovani del territorio lucano a un nuovo tipo di agricoltura, per dare loro una nuova possibilità lavorativa, lo sguardo al futuro è positivo. “Immagino questo posto fra dieci anni, sicuramente diverso da quello che è adesso. Lo immagino con tanta gente che è andata via e che rientra, per scommettere sul proprio territorio”, conclude speranzoso.
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