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            Francescon, a metà febbraio tornano i meloni “fair” del Senegal. A Berlino i primi frutti

            Francescon Senegal
            Dal 15 febbraio prenderà il via la terza campagna d’Africa di Francescon. 160 ettari investiti, come lo scorso anno, di cui 120 a meloni, 30 a zucche e 10 a mini angurie. Il potenziale per il frutto simbolo dell’azienda mantovana è di 3.500 tonnellate, con una qualità che nulla ha da invidiare a quella italiana. Prosegue anche l’impegno nel sociale, riconosciuto anche da Coop Italia che dallo scorso anno propone i meloni del Senegal nella linea Terra Equa. A Fruit Logistica (hall 2.2) si potranno degustare i primissimi frutti, raccolti questo fine settimana

             

            di Eugenio Felice (da Fm, edizione di gennaio 2015)

             

            Francescon Montichiari

            Una parte dei meloni del Senegal arriveranno via aerea, una parte via gomma

            Quella dello scorso anno è stata la peggiore campagna degli ultimi 20 anni. Prima il clima ha provocato un anticipo produttivo di quasi un mese in Sicilia che si è andato ad accavallare con la nostra produzione in Senegal, causando un eccesso di offerta sul mercato con conseguente abbassamento dei prezzi. Poi lo stesso clima ha portato piogge senza precedenti tra luglio e agosto, quando siamo in piena produzione nel Mantovano, riducendo drasticamente la produzione e compromettendo un poco anche la qualità, soprattutto in termini di durata. Un problema comune a tutta la frutta estiva. Sono scesi 420 ml di pioggia in due mesi quando in un anno intero ne scendono di solito 600”. Questo il quadro delineato da Bruno Francescon, presidente dell’omonima OP, quando siamo andati a trovarlo per avere qualche anticipazione sulla prossima campagna del Senegal.

             

            Francescon SenegalAlla fine abbiamo raccolto 2.200 tonnellate in Senegal – continua Francescon – meno del programmato proprio per l’accavallarsi con l’anticipo della campagna siciliana. La qualità peraltro è stata ottima, sia come gradi brix, che come consistenza della polpa, aspetto estetico e pezzatura. Quest’anno abbiamo piantato a novembre e dal 15 febbraio inizieremo a raccogliere. Sono sempre 120 gli ettari destinati al melone, cui se ne ag-giungono 30 per le zucche e 10 per le mini angurie. Mi preme sottolineare che là non facciamo solo produzione di un melone che in termini qualitativi nulla ha da invidiare a quello italiano, in un periodo in cui manca la produzione nazionale, ma facciamo anche del bene alla comunità di Tessette“.

             

            “Nel 2014 – spiega Francescon – abbiamo raccolto oltre 40 mila euro, in collaborazione con Coop Italia, da destinare alla costruzione di un presidio medico con otto posti letto a servizio del villaggio. I lavori sono in corso in questo momento. Garantiamo poi ai lavoratori paghe orarie più alte rispetto al minimo legale e diamo loro dei benefit, come un pasto gratuito nella mensa aziendale, il trasporto casa lavoro, i medicinali”.

             

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