F.lliOrsero GF Group

GF Group, indebitamento pesante, il destino nelle mani delle banche


Il colosso di Albenga ha chiuso il bilancio 2012 con una perdita di 49 milioni di euro, in buona parte dovuta a svalutazioni su partecipazioni (circa 36 milioni). L’indebitamento finanziario ammontava a fine 2012 a circa 255 milioni di euro, di cui 186 in scadenza quest’anno. Come si legge nella relazione della Deloitte, “esistono significativi elementi di incertezza rispetto alla capacità della società di proseguire nella propria attività aziendale”

 

di Eugenio Felice

 

F.lli Orsero GF Group“Antonio Orsero: così romperemo il monopolio delle banane”. “Orsero sfida i colossi delle banane”. “F.lli Orsero, una sfida italiana alle multinazionali”. Sono solo alcuni dei titoli d’effetto di inizio 2012 che annunciavano il divorzio del più grande gruppo ortofrutticolo italiano, il ligure GF Group, dalla multinazionale Del Monte e la nascita del nuovo marchio premium F.lli Orsero, con investimenti pubblicitari ciclopici per un’azienda del settore, pari a svariati milioni di euro. Dodici mesi dopo la situazione è ben diversa: le banane e gli ananas F.lli Orsero, pur con volumi importanti (11 milioni di cartoni di banane e 4,6 milioni di cartoni di ananas importati nel 2012), si trovano spesso nei supermercati come prodotti da primo prezzo; Antonio Orsero ha lasciato l’incarico di amministratore delegato del gruppo (mantiene comunque il ruolo di presidente e consigliere), sostituito dalla sorella Raffaella; il bilancio 2012 ha registrato una perdita di 49 milioni di euro, dovuto in buona parte a svalutazioni su partecipazioni; l’indebitamento ha raggiunto livelli record, pari a 255 milioni di euro nei confronti delle sole banche a fine 2012, di cui 186 esigibili entro fine 2013. In più ci si è messa la Banca d’Italia, pochi giorni fa, a denunciare conflitti di interessi e pesanti lacune nella gestione del credito da parte di Banca Carige, il maggiore istituto bancario ligure, nei confronti di alcune imprese tra cui proprio GF Group, che avrebbero beneficiato di importanti affidamenti senza le dovute garanzie.

 

In un simile contesto il consiglio di amministrazione dell’azienda – che a livello di gruppo ha fatturato nel 2012 circa 930 milioni di euro nei settori importazione e distribuzione di prodotti ortofrutticoli (637 milioni), export e produzione di prodotti ortofrutticoli (94 milioni), trasporti (145 milioni), terminalistica portuale (31 milioni), immobiliare (10 milioni) e servizi (10 milioni) –   si è prontamente attivato per valutare tutti i possibili rimedi e ha predisposto e approvato, con l’assistenza di una primaria società di consulenza, un nuovo piano industriale, articolato su quattro anni, che prevede un significativo intervento sul gruppo volto a riguadagnare la necessaria competitività e a favorire il ritorno ad una condizione di redditività. Il piano sarà presentato alle banche nel brevissimo termine. Il vero problema rimane infatti l’indebitamento, come evidenzia la relazione al bilancio 2012 della società di revisione Deloitte, datata 27 giugno 2013: “La società non dispone delle risorse finanziarie per far fronte ai finanziamenti in scadenza nel 2013. Esistono significativi elementi di incertezza rispetto alla capacità della società di proseguire nella propria attività aziendale in futuro”.

 

Nota dell’editore: Non avremmo mai voluto scrivere un articolo del genere, solo il dovere di cronaca del giornalista ci ha spinto in questo ingrato compito. Per tutto ciò che rappresenta e ha rappresentato, non possiamo che augurare al più grande gruppo ortofrutticolo italiano di superare in tempi brevi questo momento di difficoltà. (Eugenio Felice)





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