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                      Grand Tour Italia in crisi: 4,7 milioni di perdite e nuovo intervento dei Farinetti

                      A pochi mesi dalla riapertura con il nuovo format, l’ex Fico sprofonda ancora nei conti in rosso: nel 2024 le perdite ammontano a 4,7 milioni di euro, a cui si aggiungono debiti in aumento e ritardi nei progetti. La società Eatinvest dei Farinetti interviene con 7 milioni per riportare in positivo il patrimonio netto. Restano forti incertezze sul futuro del progetto

                      Dalla Redazione

                      Oscar Farinetti Grand Tour Italia

                      Oscar Farinetti all’inaugurazione di Grand Tour Italia, a settembre 2024

                      A distanza di pochi mesi dalla riapertura con il nuovo format Grand Tour Italia, il futuro dell’ex Fico era già apparso traballante. A Bologna il grande parco dell’agroalimentare fondato da Oscar Farinetti già a febbraio scorso ha visto abbassare le prime saracinesche: sei su 20 ristoranti chiusi. E avevano aperto appena cinque mesi prima, appunto, a settembre 2014.

                      I conti in rosso confermano la crisi. Il bilancio 2024, approvato lo scorso 27 giugno, evidenzia una perdita di 4,7 milioni di euro, come riporta il Corriere di Bologna. Ma a destare maggiore preoccupazione è la voce relativa al patrimonio netto: negativo per 977 mila euro.

                      Perdite per oltre 25 milioni in cinque anni

                      Il risultato economico del 2024 si colloca in una tendenza negativa consolidata nel tempo. Nei cinque anni precedenti, la cittadella del cibo – prima come Fico, oggi Grand Tour Italia – ha accumulato oltre 25 milioni di euro di perdite: 3 milioni nel 2023, 6,5 milioni nel 2022, 6,7 milioni nel 2021 e 4,2 milioni nel 2020.

                      Nel solo 2024, complice la chiusura di cinque mesi per lavori di restyling, i costi (10,3 milioni) hanno superato di gran lunga il valore della produzione (5,6 milioni), generando una perdita operativa significativa. In parallelo, i debiti sono saliti da 7,7 a 12,2 milioni di euro, anche per finanziare nuovi investimenti.

                      Intervento da 7 milioni dalla società dei Farinetti

                      A fronte di questa situazione, l’azionista di riferimento Eatinvest – società della famiglia Farinetti – è intervenuto con nuovi apporti di capitale per oltre 7 milioni di euro, si legge sempre sul Corriere di Bologna. Nella nota integrativa al bilancio, Deloitte precisa: “L’impegno a supportare la società in termini finanziari si è concretizzato con l’intervento del socio Eatinvest con versamento di capitali (per un importo pari a 4 milioni) al fine di un rafforzamento patrimoniale che, sostenuto con ulteriori versamenti già concretizzatisi nei primi mesi del 2025 (3 milioni), ha permesso di portare il patrimonio netto a una situazione positiva a sostegno dei mesi futuri”.

                      Ritardi nei progetti, riduzione degli spazi

                      Il bilancio segnala anche ritardi nei lavori previsti, tra cui la realizzazione del Parco Avventura e della pista di Go-kart. Il format ristorativo sarà mantenuto ma ridimensionato: “Saranno mantenute le aree distinte per ogni Regione italiana, rappresentate da un ristorante e da punti vendita che offrono prodotti alimentari locali, riducendo però gli spazi ad esse dedicati per meglio affrontare la gestione delle attività e fare sinergie per raggiungere una corretta sostenibilità del progetto”, riporta la nota ripresa dal Corriere di Bologna.

                      I rilievi di Deloitte e le incertezze sul futuro

                      Pur approvando il bilancio, la società di revisione Deloitte ha sollevato rilievi sulle difficoltà nel prevedere i flussi finanziari futuri legati alla realizzazione del progetto Grand Tour Italia. La società ha confermato che il progetto “si completerà, seppur con modifiche, nei prossimi mesi anche con novità non previste da piano”.

                      Oscar Farinetti è stato confermato presidente onorario per i prossimi tre anni. In passato aveva definito l’apertura a Bologna “un errore”, aggiungendo: “Non riusciremo a rispettare quanto messo a budget finché non aprirà lo stadio che, insieme al tram, è uno dei motivi per cui ho scelto quella location”, conclude il Corriere Bologna.

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