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                      Grandine e vento flagellano frutteti e orticole: danni ingenti all’agricoltura

                      Negli ultimi giorni violenti eventi atmosferici hanno devastato numerose aree agricole italiane. Grandinate e raffiche di vento hanno colpito frutteti, orticole e cereali, con danni ingenti dal Veneto all’Emilia, dalla Campania alla Romagna. Le organizzazioni agricole avviano le prime stime per le richieste di calamità e interventi urgenti

                      Dalla Redazione

                       grandine Castel Bolognese

                      La grandine caduta a Castel Bolognese

                      L’ondata di maltempo che negli ultimi giorni ha investito l’Italia ha messo in ginocchio intere filiere agricole in diverse regioni. Dai frutteti del Veronese e del Ravennate ai campi di pomodoro del Parmense, fino ai cereali del Beneventano e alle orticole del Vallo di Diano (Salerno), l’impatto economico e produttivo è di portata eccezionale. Le organizzazioni agricole si preparano a formalizzare le richieste di calamità naturale, mentre si rinnova con forza la necessità di strumenti strutturati per fronteggiare la crescente instabilità climatica.

                      Veronese: frutteti devastati, chiesta la calamità naturale

                      Il territorio veronese è stato duramente colpito da una tempesta che ha combinato grandine fitta e vento violentissimo, trasformando i chicchi di grandine in proiettili. A riportare i danni maggiori è stato l’Est Veronese, in particolare Belfiore. Qui la situazione è tanto grave che Francesca Aldegheri, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Verona, annuncia in una nota ufficiale l’intenzione di richiedere lo stato di calamità naturale.

                      I danni alle coltivazioni sono estesi: kiwi “spellati”, albicocche ammaccate, ciliegie tardive distrutte, mele e pere danneggiate, salvo i frutteti protetti da reti antigrandine. Anche i seminativi non sono stati risparmiati: mais e frumento allettati, con piante spezzate o piegate dal vento. A Zevio, Ronco e Arcole si registrano danni più contenuti, mentre in Lessinia si segnalano alberi divelti e problematiche strutturali. Le piogge persistenti della primavera avevano già compromesso buona parte della produzione precoce di ciliegie, aggravando ulteriormente il bilancio della stagione.

                      Ravennate: colpite collina e pianura nella valle del Senio

                      Un temporale di forte intensità si è abbattuto nel pomeriggio del 16 giugno sulla provincia di Ravenna, generando gravi danni lungo un ampio asse che va dalla collina al mare. Le zone più colpite risultano quelle della valle del Senio, in particolare tra Riolo Terme, Mazzolano e Toranello, dove le coltivazioni di frutta e cereali sono risultate pesantemente compromesse.

                      Anche Castel Bolognese e l’area interna del faentino sono state investite dalla grandine e dal vento, che hanno danneggiato frutteti in maturazione, abbattuto alberi e piegato strutture agricole. Coldiretti Ravenna, come si legge su Ravenna Today, ha avviato monitoraggi capillari per mappare l’estensione dei danni e preparare la richiesta degli aiuti previsti dalla normativa. L’organizzazione denuncia l’aumento della frequenza di eventi estremi, segnalando che l’agricoltura resta il settore più vulnerabile ai cambiamenti climatici.

                      Parmense: compromesso il pomodoro da industria

                      Nel Parmense, la violenta grandinata del 16 giugno ha colpito un’ampia fascia a nord della città, danneggiando severamente le coltivazioni di pomodoro da industria. Secondo Confagricoltura Parma, diverse centinaia di ettari risultano compromessi, in particolare nelle zone di Vicomero, Ravadese, Castelnovo, Torrile, Sorbolo, San Secondo e Trecasali. Le piantine di pomodoro precoce, in fase avanzata di crescita, sono state spezzate o sradicate dal vento, mettendo a rischio la raccolta prevista tra fine luglio e inizio agosto. Solo la produzione tardiva potrebbe, in parte, essere salvata. Grave anche la situazione per il grano, con un terzo della produzione a rischio proprio a ridosso della fase di mietitura. Le prospettive produttive sono dunque fortemente compromesse in una fase delicata per la campagna agricola.

                      grandine pomodoro Parmense

                      I campi di pomodoro del Parmense devastati dalla-randinata

                      Castelli Romani: “disastro” su vigne, orti e frutteti

                      Nel tardo pomeriggio di domenica 15 giugno, una grandinata improvvisa e violentissima ha colpito vaste zone dei Castelli Romani, in particolare i comuni di Velletri, Lariano, Lanuvio e Genzano, estendendosi anche a Cisterna di Latina e nella pianura Pontina. I danni all’agricoltura sono gravi: i chicchi di ghiaccio, accompagnati da raffiche di vento, hanno devastato vigne, orti e frutteti nel momento più delicato del ciclo vegetativo. L’Aspal – Associazione dei Produttori Agricoli Laziali  parla apertamente di “disastro annunciato” e denuncia non solo gli effetti del cambiamento climatico, ma anche l’assenza di strumenti efficaci per il ristoro dei danni, come riporta Castelli Notizie. Le prime stime parlano di perdite superiori al 70% in alcune aziende, con interi filari distrutti e frutti completamente lacerati. Aspal chiede con urgenza l’attivazione dello stato di calamità naturale da parte della Regione Lazio e del Ministero dell’Agricoltura, e l’avvio di un piano straordinario per la difesa attiva delle colture, con strumenti assicurativi universali e fondi di emergenza regionali.

                       Beneventano: serre perforate e orticole danneggiate

                      Nel Fortore, nel pomeriggio del 16 giugno, si è abbattuta una grandinata eccezionale, con chicchi grandi come palline da ping-pong e raffiche di vento violente, che hanno colpito duramente le aziende agricole del territorio, con gravi ripercussioni in particolare sulle colture orticole, olivicole, cerealicole e foraggere.

                      Le aziende agricole di San Bartolomeo in Galdo riportano perdite stimate attorno al 50% per cereali e foraggio, in un’area già segnata da stagioni irregolari e difficili. Oltre alle colture, anche le strutture hanno subito danni ingenti: le serre sono state perforate dalla grandine, compromettendo ulteriormente l’operatività delle aziende. Gli oliveti sono stati colpiti con forza, con rami e frutti danneggiati. Antonio Casazza, vicepresidente di Confagricoltura Campania, ribadisce in una nota la necessità di un percorso politico chiaro sulla gestione del rischio, chiedendo strumenti assicurativi innovativi che tutelino non solo le colture, ma anche il reddito agricolo.

                      Salernitano: nel Vallo di Diano distrutti ettari di orticole

                      Anche il Vallo di Diano, in provincia di Salerno, è stato investito da una violenta grandinata nel pomeriggio del 16 giugno. Le prime ricognizioni di Coldiretti confermano la distruzione di ettari di orticole e l’allagamento di campi di mais, come riporta Info Cilento. Le zone più colpite sono Sala Consilina, Padula e Sassano. Anche i danni agli oliveti sono estesi: le piante sono state colpite duramente, con rami spezzati e foglie strappate. Numerose serre sono state scoperchiate, mentre si registrano blackout nelle stalle a causa della mancanza di elettricità. Coldiretti sta procedendo con un monitoraggio approfondito per stimare con precisione le perdite, che risultano già ora rilevanti. Enzo Tropiano, direttore dell’organizzazione, ha segnalato che il maltempo ha lasciato alle spalle ettari di terreni invasi da acqua e fango.

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