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            Grandine in Emilia Romagna: pere distrutte. Danni anche a pesche e susine

            Una violenta tempesta di grandine il 22 giugno ha colpito le zone emiliano romagnole già flagellate dal meteo ostile di maggio. Nel modenese i vigneti sono stati spogliati e le pere, non coperte da reti, sono tutte andate perdute. Problemi anche nel bolognese, con danni diffusi su sementi, carote, cipolle, patate e bietoloni. Anche nel ravennate si rilevano ingenti danni ai frutteti: le più colpite sono state le pesche di varietà Royal glory e le susine. La conta dei danni di Cia e Coldiretti

            Dalla Redazione

            pere grandine

            Le pere in Emilia sono state devastate dalla grandine grandine

            È iniziata in modo disastroso l’estate negli areali produttivi emiliani. In quella che è, in generale, un’annata nera per l’agricoltura italiana, un nuovo evento climatico avverso ha colpito le campagne del modenese e del bolognese, letteralmente devastate dalla grandinata che sabato 22 giugno si è abbattuta con una violenza straordinaria, con chicchi grandi come palle da golf . Il giorno dopo la tempesta di grandine, il bilancio nei campi è drammatico: sono le associazioni Cia e Coldiretti a fare il quadro della situazione.

            “Dopo un maggio particolarmente anomalo, se questo è il primo giorno d’estate, speriamo arrivi presto l’autunno – esordisce Alberto Notari, presidente della Cia di Modena, come riporta Il Resto del Carlino di Modena – Non si ricorda da tempo un evento di questa portata in zona”. Un evento unico che ha provocato forti disagi nelle città e danni irreversibili in campagna. “La zona colpita – prosegue Notari – è quella vocata a vigneti e frutteti. I vigneti sono stati spogliati da grappoli e foglie mentre le pere, non coperte da reti, sono tutte andate perdute”. I pereti sono spogli e i frutti caduti in terra: piove sul bagnato, come si suol dire, in una situazione per la pericoltura emiliano romagnola già abbastanza difficile (leggi qui).

            pesche grandine

            Pesche coite da grandine

            Danni si registrano anche sul frumento che è stato allettato proprio all’inizio della mietitura, e su mais e sorgo che sono stati completamente defogliati. Diverse aziende colpite hanno subito danni del 100% che vuol dire milioni di euro persi con ripercussioni anche per il prossimo anno. “Con eventi di questo genere – conclude Notari – le assicurazioni certo pagano il mancato raccolto ma, visti i danni sul legno, si avranno ripercussioni anche sulla produzione della prossima annata mettendo a dura prova le aziende. La Cia chiede l’immediata dichiarazione di calamità, l’attivazione degli aiuti e la sospensione dei mutui. I tecnici della Cia sono in campagna per valutare i danni mentre si stanno raccogliendo le segnalazioni”.

            “L’evento disastroso del 22 giugno non fa che aumentare il drammatico conto dei danni nelle campagne dopo una primavera pazza”, sottolinea il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari.

            Problemi anche nel bolognese – aggiunge Coldiretti Emilia Romagna – nelle zone di San Giovanni in Persiceto e Medicina con danni diffusi su sementi, carote, cipolle, patate e bietoloni. Anche nel ravennate si rilevano ingenti danni ai frutteti. Le più colpite sono state le pesche di varietà Royal glory, colpite dalla grandine e staccate dalle piante dalle fortissime raffiche di vento, così come le susine. Anche in Romagna il forte vento ha allettato campi di grano pronto alla mietitura.

            Secondo un’analisi di Coldiretti, quest’anno in Italia sono state rilevate fino ad ora 124 grandinate violente pari a quasi il doppio di quelle registrate nello stesso periodo dello scorso anno (+88%). Sono gli effetti di una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali e bombe d’acqua i cui effetti si fanno sempre più devastanti.

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