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            Incendio (doloso?) nell’az. Fortunato, dell’ex presidente consorzio Pachino

            Fiamme di natura con tutta probabilità dolosa hanno colpito l’azienda dei fratelli Joseph e Sebastiano Fortunato, il primo consigliere comunale, il secondo ex presidente del consorzio del Pomodoro di Pachino Igp, attivo contro il racket nel settore agricolo locale. Il sindaco di Pachino punta il dito contro il “vile atto intimidatorio”. Il futuro dell’azienda ora è incerto: “Ci sono troppi danni,. L’incendio si è fatto strada nel magazzino principale ed ha divorato i macchinari”, rivela Joseph Fortunato

             

            Dalla Redazione

             

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            Il magazzino dell’azienda Fortunato di Pachino distrutto dalle fiamme

            Un violento incendio ha colpito nella notte fra il 20 e il 21 marzo l’azienda agricola Fortunato Srl di Pachino, leader nell’esportazione di ortaggi e in particolare nella commercializzazione del pregiato pomodoro Igp. Le fiamme hanno parzialmente distrutto un deposito vicino al magazzino per la lavorazione degli ortaggi, dove si trovavano accatastate cassette per il confezionamento dei prodotti.

             

            L’azienda, che conta oltre 200 dipendenti, fa capo ai fratelli Joseph e Sebastiano Fortunato, due personalità di spicco del tessuto istituzionale e imprenditoriale locale: il primo infatti è consigliere comunale, il secondo fino a un mese fa era a capo come presidente del consorzio Pomodorino Igp di Pachino, attivo nella lotta al racket del settore. I vigili del fuoco non hanno ancora confermato la matrice del rogo, ma sono state avviate delle indagini che inseguono la pista dell’incendio doloso.

             

            Non ha ha dubbi su questo il sindaco di Pachino, Roberto Bruno. “Si tratta non solo di un vile atto intimidatorio contro gli imprenditori colpiti, ma anche di una minaccia contro tutto il comparto agricolo e contro la nostra laboriosa e onesta comunità. – dichiara il primo cittadino in una nota ufficiale – Non consentiremo a nessuno di destabilizzare il quieto vivere civile della nostra città”.

             

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            Sebastiano Fortunato

            “In questo momento, siamo molto delusi e amareggiati e non siamo in condizioni di valutare se proseguire con la nostra attività imprenditoriale. – rivela Joseph Fortunato in un’intervista riportata da Nuovo Sud – La nostra è una azienda di famiglia, iniziata nel 1928, grazie all’intuizione di mio nonno. Ed oggi, con mio nipote, siamo alla quarta generazione. Ci siamo sempre occupati di produzioni agricole ma ora è difficile continuare”.

             

            Il rogo, secondo la testimonianza dello stesso proprietario, ha divorato il cuore pulsante dell’azienda: “Ci sono troppi danni, – continua Fortunato – l’incendio si è fatto strada nel magazzino principale ed ha divorato i macchinari”. “Non sappiamo chi possa avere deciso di appiccare il rogo, – aggiunge – Noi non abbiamo ricevuto alcun tipo di minaccia”.

             

            Manifestazioni di solidarietà arrivano da tutto il mondo istituzionale. “Quella degli attentati e del malaffare a Pachino, è diventata una vera e propria piaga sociale” chiosa amareggiato sul suo profilo Facebook il deputato all’Ars Pippo Gennuso.

             

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