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                      Inflazione su, Coop: “Difesa del potere d’acquisto non può pesare solo sulla Gdo”

                      Ad aprile l’inflazione torna a riaccendersi, spinta da energia e alimentari freschi. Il carrello della spesa accelera e pesa sui consumi, con ortaggi e legumi tra i rincari più forti. Il presidente di Ancc Coop Ernesto Dalle Rive lancia l’allarme: “L’impennata dei prezzi determina una repentina caduta del clima di fiducia e penalizza le intenzioni di spesa delle famiglie”

                      di Carlotta Benini

                      inflazione carrello della spesa

                      Ad aprile torna a farsi se la morsa dell’inflazione e riaccende le preoccupazioni in un contesto internazionale sempre più instabile. Le tensioni geopolitiche iniziano infatti a tradursi in effetti concreti sui prezzi: i primi segnali arrivano dai beni energetici, mentre il carrello della spesa risente dell’accelerazione degli alimentari non lavorati. Il dato diffuso da Istat restituisce un quadro in peggioramento, con un +1,2% su base mensile e un +2,8% su base annua, in netta accelerazione rispetto al mese precedente.

                      Una dinamica che incide direttamente sulla sentiment dei consumatori: “l’impennata dei prezzi determina una repentina caduta del clima di fiducia e penalizza le intenzioni di spesa delle famiglie”, commenta Ernesto Dalle Rive, presidente Ancc-Coop, come si legge in una nota.

                      Energia e alimentari freschi guidano la risalita

                      La nuova fiammata inflattiva è trainata soprattutto dalle componenti più esposte agli shock esterni. I prezzi degli energetici non regolamentati passano da -2,0% a +9,9%, quelli regolamentati da -1,6% a +5,7%, mentre gli alimentari non lavorati accelerano fino al +6,0% su base annua. Significativo anche il balzo degli alimentari non lavorati – vale a dire i freschi e l’ortofrutta – che passano da +4,7% a +6%. 

                      Sul fronte opposto, rallentano alcune voci dei servizi, come quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,6%) e i trasporti (+0,5%). Ne deriva un’inversione nel rapporto tra beni e servizi: i primi accelerano al +3,2%, i secondi scendono al +2,4%.

                      Carrello della spesa in aumento, inflazione di fondo in calo

                      Il carrello della spesa continua a crescere, segnando un +2,5% su base annua, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto salgono al +4,3%.

                      Parallelamente, si registra un rallentamento dell’inflazione di fondo, che scende all’1,6%, segnalando come la pressione sui prezzi sia oggi più concentrata su specifiche categorie, in particolare energia e alimentari freschi.

                      Ernesto Dalle Rive (foto sito Coop Consumatori)

                      Dalle Rive: “Cala la fiducia, consumi sotto pressione”

                      “L’inflazione italiana – sottolinea il presidente di Ancc Coop Ernesto Dalle Rive – mostra ad aprile una nuova accelerazione sulla quale senza dubbio incide la questione iraniana che si somma agli altri scenari di conflitto esistenti. L’imprevedibilità è divenuta abitudine e non eccezione. Di fatto, il dato rilevato oggi dall’Istat si inserisce in una tendenza conclamata fin da inizio anno con l’unica novità che sono le voci di spesa legate ai trasporti a trainare il fenomeno; su queste voci, infatti, in soli quattro mesi si è passati da un calo dei prezzi su base annua del -1,4% a un aumento del +3,8%.

                      “In questa ottica – continua -, la difesa del potere d’acquisto non può essere un onere esclusivo delle imprese della grande distribuzione. Le nostre cooperative hanno intrapreso azioni in tal senso ma chiediamo al Governo, oltre a quanto in essere per mitigare l’effetto generato dal costo dei trasporti, di introdurre altre misure volte ad aiutare la classe media e le fasce più deboli del Paese a partire da interventi su beni e servizi di prima necessità, come gli alimentari e tutto ciò che ha a che fare con la salute dei cittadini”.

                      Federdistribuzione: costi energetici e filiere sotto pressione

                      Anche Federdistribuzione evidenzia come l’inflazione di aprile segni un’inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti. I primi effetti della crisi in Medio Oriente si stanno manifestando sui beni energetici, con ripercussioni lungo tutta la filiera. “La chiusura dello Stretto di Hormuz sta determinando un aumento dei costi energetici, dei carburanti e dei fertilizzanti, con effetti che iniziano già a riflettersi lungo l’intera filiera – afferma il presidente Carlo Alberto Buttarelli -. Anche le imprese del retail moderno, per loro natura energivore, tra trasporti, gestione della catena del freddo e climatizzazione dei punti vendita, stanno affrontando un incremento significativo dei costi operativi”.

                      “In questo contesto complesso – continua il presidente di Federdistribuzione – il settore è impegnato ad assorbire, per quanto possibile, tali pressioni, con l’obiettivo di tutelare le filiere produttive e il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, avverte, “se questa situazione dovesse protrarsi, le imprese distributive non sarebbero in grado di sostenere da sole gli aumenti senza adeguati interventi”, richiamando la necessità di un’azione coordinata a livello nazionale ed europeo per riequilibrare le dinamiche dei costi.

                      Ortaggi e legumi tra i rincari più forti

                      A fotografare l’impatto più immediato dell’inflazione sul comparto alimentare è anche l’Unione Nazionale Consumatori, che parla di una vera e propria “emergenza prezzi”, come si legge in una nota. Nel dettaglio dei dati mensili, sono proprio alcune categorie chiave del food a registrare gli aumenti più marcati. Gli ortaggi a frutto segnano un +11,4% in un solo mese, collocandosi tra le voci con i rincari più elevati, mentre i legumi da granella registrano un +9,9% (+27,7% su base annua), confermando una pressione significativa anche su prodotti di largo consumo e base della dieta quotidiana.

                      Si tratta di dinamiche che, secondo l’associazione, riflettono non solo l’effetto diretto delle tensioni internazionali sui costi energetici, ma anche la loro rapida trasmissione lungo la filiera agroalimentare. L’aumento dei costi di produzione, trasporto e approvvigionamento si trasferisce infatti sui prezzi finali, incidendo in modo concreto sul carrello della spesa e, in particolare, sui prodotti freschi.

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