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            Innocent, il pioniere degli smoothies freschi di frutta sbarca in Italia

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            Le referenze innocent (Copyright: Fm)

            Da oggi c’è un nuovo player nel sempre più affollato segmento dei succhi freschi 100 per cento frutta. Si tratta del brand più iconico e pionieristico del panorama internazionale per questa tipologia di prodotti, l’inglese innocent, dal 2013 proprietà di The Coca-Cola Company. Le quattro referenze di partenza, da 250 millilitri, equivalgono a due porzioni giornaliere di frutta e sono già disponibili presso Esselunga, Carrefour e Pam Panorama. Ogni referenza ha almeno 5 frutti, escluse le verdure. La stabilizzazione avviene attraverso una leggera pastorizzazione, definita flash, la shelf life è di 20 giorni. La produzione dei prodotti che arrivano in Italia avviene tra Olanda, Germania e Francia, il magazzino logistico è a Nogarole Rocca (Vr). Elevatissima l’attenzione alla sostenibilità e alla responsabilità sociale

             

            Dalla Redazione

             

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            Le referenze “fantastica fragola” e “li vuoi quei kiwi?” di innocent (Copyright: Fm)

            Chi è innocent? La storia di innocent ha inizio nel 1998 a un festival di musica jazz londinese, dove Rich, Adam e John – tre amici di lunga data – hanno fatto assaggiare i loro primi smoothie preparati solo con frutta fresca, nient’altro. L’esperimento è stato un vero successo e ha dato il “la” all’avventura di innocent – non è un errore: si scrive con la “i” minuscola – che rapidamente si è affermata fino a conquistare con le sue ricette ben 14 Paesi europei, a cui ora si aggiunge anche l’Italia. Nel 2013 l’azienda è stata acquistata da The Coca-Cola Company.  “Siamo entusiasti di portare tutto il mondo innocent anche in Italia. Nel nostro Paese la tradizione del cibo di qualità è senza dubbio un elemento che ci caratterizza e sono sicuro che i consumatori italiani sapranno apprezzare la genuinità e la bontà degli smoothies innocent”, ha dichiarato Paolo Cavatorta, country manager innocent per l’Italia. “Un sapiente mix di gusti e un importante apporto di vitamine e fibre è quello che serve in numerosi momenti della giornata. Ora tutto questo è realtà” conclude Cavatorta.

             

            Buoni dentro e fuori. La bontà di innocent non è solo una questione “di gusto”: gli smoothie non sono solo buoni – li abbiamo provati e lo possiamo confermare – ma fanno anche bene, non solo a chi li beve, ma anche al pianeta. innocent, infatti, lavora ogni giorno per limitare il proprio impatto ambientale: la frutta impiegata viene trasportata esclusivamente via terra o via mare evitando l’aereo; i packaging e le bottigliette sono composti da una miscela di plastica riciclata e vegetale e sono quindi completamente riciclabili, così come sostenibili sono anche le etichette di ciascuna bottiglietta. Minimo impatto sull’ambiente ma massimo impegno a lasciare il segno nella società: tramite la Fondazione innocent, dal 2004 ogni anno l’azienda devolve il 10% dei propri profitti a organizzazioni benefiche a sostegno della lotta alla fame del mondo. Dal 2018, inoltre, innocent è un business certificato Bcorporation, attestato che riconosce la responsabilità, la sostenibilità e la trasparenza del lavoro svolto nei confronti delle persone e dell’ambiente.

             

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            Le referenze “mega mango” e “cocco a chi tocca” di innocent (Copyright: Fm)

            La salute al centro. In Italia meno di cinque adulti su dieci assumono quotidianamente più di due porzioni di frutta o verdura (fonte): un aiuto in più arriva dagli smoothie innocent 100% naturali e di sola frutta, una soluzione pratica e gustosa per prendersi cura della propria salute. Una bottiglietta da 250 ml racchiude due delle cinque porzioni di frutta giornaliere raccomandate nell’ambito di una corretta alimentazione e ogni smoothie ha al suo interno almeno 5 frutti. Non mancano poi all’appello le vitamine oltre che un elevato contributo di fibre, essenziali per l’organismo a qualsiasi età. La stabilizzazione avviene attraverso la pastorizzazione flash, che garantisce un livello di nutrienti simile rispetto al sistema HPP e un’aspetto omogeneo all’interno della bottiglietta (sugli scaffali e nel frigorifero di casa non si crea il tipico “fondo” delle centrifughe stabilizzate con sistema HPP). Quattro le referenze: “mega mango“, “li vuoi quei kiwi?“, “fantastica fragola” e “cocco a chi tocca“. Gli smoothies richiedono la catena del freddo, si trovano in alcune delle principali insegne della grande distribuzione e presso un numero selezionati di Autogrill.

             

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