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                      Iran, con la crisi di Hormuz i costi dei fertilizzanti segnano un +85%

                      Fertilizzanti-Hormuz-Pixabay-mirko_fabian

                      (Copyright: Pixabay / Mirko Fabian)

                      Fertilizzanti-Hormuz-Pixabay-mirko_fabian

                      (Copyright: Pixabay / Mirko Fabian)

                      La crisi di Hormuz ha fatto salire alle stelle i costi dei fertilizzanti come l’urea che è balzata a 870 euro a tonnellata, contro i 470 del maggio di un anno fa (+85%), mentre nello stesso periodo il nitrato ammonico è passato da 369 euro a tonnellata a 510 (+38%). È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati camerali, diffusa in occasione del vertice a Roma del Gruppo dei Paesi del Mediterraneo dell’Unione Europea, Med9, presieduto dal vicepremier e Ministro degli Affari esteri Antonio Tajani. Secondo una stima della Fao – ricorda Coldiretti -, la chiusura di Hormuz ha ritardato la disponibilità fino a 3 milioni di tonnellate di fertilizzanti al mese, mettendo a rischio la produttività agricola.

                      L’aumento incontrollato dei concimi, unito a quelli sul gasolio agricolo e degli altri fattori di produzione legato alla guerra in Iran sta impattando pesantemente sulle aziende agricole italiane mettendo a rischio la produzione alimentare e rendendo necessarie urgenti misure a livello europeo per contrastare la crisi. Il pericolo è un calo della disponibilità di prodotto che potrebbe arrivare a favorire fenomeni di delocalizzazione. Purtroppo l’Ue continua ad apparire molto distratta e molto in ritardo – conclude Coldiretti – nel seguire le esigenze che vivono oggi i coltivatori europei che debbono produrre cibo sicuro e di qualità per tutti i cittadini del continente.

                      Nell’area del Golfo Persico si concentra un terzo della produzione mondiale di fertilizzanti per la produzione agricola. Quando si scatena una crisi internazionale come quella in Iran, un Paese export oriented come l’Italia si preoccupa in primo luogo per le possibili difficoltà nell’accesso ai mercati per le proprie merci. Ma, in realtà, molti problemi possono scaturire anche sul fronte dell’import, per produzioni sulle quali l’Italia è totalmente dipendente e le cui forniture rischiano di essere interrotte determinando ulteriori altri effetti negativi a cascata. Questo vale per i fertilizzanti che passano da Hormuz, la cui carenza mette a rischio la produzione agricola italiana.

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