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            Isole Almaverde Bio: nuove aperture e la scommessa del biodinamico

            Sono ventinove le isole dedicate al biologico – servite e non – che Almaverde Bio ha inserito con successo in alcuni punti vendita della Gdo italiana. L’ultima apertura vede il debutto del format nel milanese, grazie alla nuova partnership con il gruppo Finiper: sono oltre 100 le referenze di frutta e ortaggi biologici, dalla I alla IV e V gamma, nell’isola di 19 mq all’Iper la grande I del Centro Commerciale il Destriero a Vittuone. “Tutte le Isole ci stanno dando risultati eccellenti, sia in termini di vendita che di apprezzamento da parte dei consumatori”, ci spiega Ernesto Fornari, direttore di Canova, società del gruppo Apofruit licenziataria del marchio Almaverde Bio. E ci rivela alcune importanti novità…

             

            di Carlotta Benini

             

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            La nuova isola Almaverde Bio inaugurata all’Iper la grande I di Vittuone (Mi)

            Le isole dedicate all’ortofrutta biologica all’interno dei punti vendita della grande distribuzione? “Sono un mondo a sé stante, che vive di regole tutte sue”. L’utente a cui è indirizzata l’offerta non è il consumatore che si rivolge ai negozi specializzati in bio. È un consumatore che è attratto prima di tutto dalla freschezza, che è attento agli aspetti nutrizionali dei prodotti, e alla componente legata al benessere e alla salute. In alcuni casi è anche disposto a spendere di più per avere questi valori, meglio ancora se a garantirli è un brand noto. Ma è anche un utente che deve riempire il frigorifero e la dispensa, e non disdegna certo le offerte e le promozioni.

             

            Ecco come si delinea il “microcosmo” delle Isole Almaverde Bio nelle parole del direttore di Canova Ernesto Fornari. La società del gruppo Apofruit licenziataria del brand numero uno del biologico in Italia ha chiuso il 2017 con un fatturato record, che supera i 100 milioni di euro (leggi qui) e procede a passo spedito nel suo percorso di crescita, economica ma anche strategica, se guardiamo alla presenza sempre più ampia del suo format dedicato al biologico – con vendita assistita e non – nella grande distribuzione italiana. L’ultima apertura risale a giugno 2018: si tratta dell’Isola Almaverde Bio nel punto vendita Iper la grande I del Centro Commerciale il Destriero a Vittuone, in provincia di Milano. Ce ne parla il direttore di Canova.

             

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            Ernesto Fornari, direttore di Canova, società licenziataria del marchio Almaverde Bio

            Che caratteristiche ha questa nuova Isola Almaverde Bio?

            Il format di Vittuone copre una superficie di 19 mq e ha un assortimento di frutta e verdura biologica sfusa e confezionata unico in Italia. Mediamente sono in vendita oltre 100 referenze di ortofrutta biologica, dalla frutta esotica alle verdure di nicchia come aglio nero o sedano rapa. La vendita è assistita da personale specializzato in grado di fornire informazioni, consigli, ricette.

             

            L’assortimento è lo stesso per tutte le isole presenti in Gdo?

            Contiamo circa 100 referenze di frutta e ortaggi bio, dalla prima alla quarta e quinta gamma, nelle isole servite presenti nelle varie insegne partner. In quelle a libero servizio, invece, le referenze sono circa la metà.

             

            Quante sono in tutto le isole Almaverde Bio presenti sul territorio nazionale e in quali insegne siete presenti?

            Abbiamo in tutto sei isole servite: una a Rimini in Conad, una a Perugia e una a Terni in Coop, una all’ipermercato Pewex di Roma, una nel punto vendita Il Gigante a Villasanta, in Brianza, e la nuova a Vittuone in Iper la grande I. Le isole a libero servizio invece sono 23, in Conad e Coop.

             

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            Il consumatore delle isole Almaverde Bio in Gdo è attratto dalla freschezza, ma anche dalle offerte

            Come sono le performance?

            Tutte le Isole ci stanno dando risultati eccellenti sia in termini di vendita che di apprezzamento da parte dei consumatori, che ritrovano in un’area ben definita e organizzata tutto il servizio di un negozio specializzato, con i comfort di un supermercato.

             

            Quali sono i prodotti che vanno per la maggiore, e quelli che invece hanno performance meno soddisfacenti?

            I prodotti più dietetici sono in genere i preferiti: ecco allora che le patate, anche se spingiamo su attività promozionali, registrano un calo consistente negli ultimi anni. È diventato invece un prodotto di tendenza il finocchio, che nell’ultimo anno e mezzo ha raddoppiato i volumi di vendita, così come il cetriolo in estate. Un’altra cosa che abbiamo notato è che il consumatore bio è attratto dal prodotto “aperto”: ecco allora che vanno molto bene i mezzi meloni, o le fette di anguria. Altro valore ricercato è la comodità nella preparazione in cucina: si vendono quindi bene i cosiddetti “cuori” (di carciofo, di sedano, ecc…), o gli ortaggi a cubetti (es. la zucca). Il consumatore apprezza anche i brand noti: la mela Pink Lady, ad esempio, è uno degli articoli invernali più quotati. Anche l’innovazione è un aspetto importante: da qui il successo straordinario delle uve senza semi.

             

            Oltre alle offerte e alle promozioni, su cosa investite per incentivare le vendite?

            La comunicazione è molto importante, sia quella visuale, in punto vendita, che quella digitale. Ogni sabato, in tutte le isole, assistite e non, è presente una promoter che distribuisce materiale informativo e merchandising. Inoltre stiamo investendo sui social network e su advertising geolocalizzato su Facebook, per fare conoscere ai nostri consumatori le promozioni settimanali.

             

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            La nuova isola di 19 mq conta oltre 100 referenze di ortofrutta biologica, dalla I alla IV e V gamma

            Novità in vista? Nuove aperture programmate?

            Stiamo ampliando la nostra presenza in Gdo e stringendo nuove partnership. Nei prossimi quattro mesi andremo a inaugurare da quattro a sei nuove isole servite. Inoltre abbiamo una nuova scommessa: il biodinamico. Andremo a inserire nelle nostre isole un corner dedicato ai prodotto biodinamici: si tratta di una novità assoluta per il mercato.

             

            Parlando di risultati economici, il 2017 è stato l’anno dei record: Canova ha superato i 100 milioni di fatturato. Un bilancio del primo semestre 2018?

            Il trend continua a essere più che positivo. Da gennaio a maggio 2018 registriamo una crescita a doppia cifra.

             

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